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Art. 558 codice civile: Modo di ridurre le disposizioni testamentarie

La riduzione delle disposizioni testamentarie avviene proporzionalmente, senza distinguere tra eredi e legatari.

Se il testatore ha dichiarato che una sua disposizione deve avere effetto a preferenza delle altre, questa disposizione non si riduce, se non in quanto il valore delle altre non sia sufficiente a integrare la quota riservata ai legittimari.


Commento

La norma è stata dettata per garantire il rispetto della proporzione stabilita dal defunto nel testamento tra le disposizioni ridotte.


Giurisprudenza annotata

Donazione

All'apertura della successione di un soggetto, che, in vita, ha donato tutti i beni immobili ai figli, il coniuge superstite ha diritto alla quota di legittima e l'obbligazione unilaterale dei donatari di corrispondere somme di denaro annuali, più l'assunzione dell'obbligo di far abitare i genitori, vita natural durante, in uno degli immobili donati, non configurano donazione modale. Lo spirito di liberalità è compatibile con l'imposizione di un peso al beneficiato, se non assuma carattere corrispettivo, ma sia mera limitazione del beneficio attribuito al donatario per volontà espressa dal donante nello stesso atto di donazione.

Corte appello Roma  21 marzo 2006

 

 

Successione

L'imputazione "ex se" determina una diminuzione della quantità di beni che il legittimario ha diritto di prendere, a titolo di erede, sul "relictum". Ciò significa che, il legittimario donatario, una volta calcolata la sua quota con le operazioni indicate nell'art. 556 c.c., deve innanzi tutto concretare tale quota con i beni donati, e se il valore della donazione, stimata con riguardo al tempo dell'aperta successione, è inferiore a quello della legittima, egli consegue con l'azione di riduzione solo il supplemento.

Tribunale Roma sez. VIII  18 settembre 2003

 

La disposizione dell'art. 559 c.c. considera la sola ipotesi delle donazioni successive, mentre non prevede quella delle donazioni coeve; tale ipotesi va regolata con l'applicazione analogica della norma dettata dal codice civile per la riduzione delle disposizioni testamentarie e cioè con la riduzione proporzionale della pluralità delle donazioni contemporanee; e nel caso in cui i donatari colpiti dalla riduzione siano anch'essi legittimari, la frazione per la quale le singole disposizioni devono essere ridotte non va determinata sull'intero valore delle donazioni, ma solo sulla parte che eccede la legittima di coloro che subiscono la riduzione.

Tribunale Roma  28 febbraio 2003

 

Qualora il testatore, nel distribuire la gran parte dei suoi beni fra il coniuge ed i figli, abbia attribuito al coniuge superstite anche la piena proprietà della casa familiare e dei mobili che la corredano, e la pluralità delle disposizioni così congegnate siano lesive della riserva dei figli, l'eventuale riduzione, relativamente alle disposizioni testamentarie aventi ad oggetto la casa di abitazione e gli arredi, va operata sulla nuda proprietà di quei beni, al fine di non pregiudicare le facoltà di godimento riconosciute al coniuge dall'art. 540 c.c.

Tribunale Roma  28 maggio 2001

 



 
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