codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 564 codice civile: Condizioni per l’esercizio dell’azione di riduzione

Il legittimario che non ha accettato l’eredità col beneficio d’inventario non può chiedere la riduzione (1) delle donazioni e dei legati, salvo che le donazioni e i legati siano stati fatti a persone chiamate come coeredi, ancorché abbiano rinunziato all’eredità. Questa disposizione non si applica all’erede che ha accettato col beneficio d’inventario e che ne è decaduto.

In ogni caso il legittimario, che domanda la riduzione di donazioni o di disposizioni testamentarie, deve imputare alla sua porzione legittima le donazioni e i legati a lui fatti, salvo che ne sia stato espressamente dispensato (2).

Il legittimario che succede per rappresentazione deve anche imputare le donazioni e i legati fatti, senza espressa dispensa, al suo ascendente.

La dispensa non ha effetto a danno dei donatari anteriori.

Ogni cosa, che, secondo le regole contenute nel capo II del titolo IV di questo libro, è esente da collazione, è pure esente da imputazione.


Commento

Collazione: istituto in virtù del quale i figli, i loro discendenti, e il coniuge che hanno accettato l’eredità devono restituire alla massa ereditaria tutti i beni che sono stati loro donati in vita dal defunto, in maniera tale da dividerli con gli altri coeredi.

 

(1) La norma non si applica al legittimario pretermesso (ossia al quale non è stata attribuita nemmeno una quota, anche se inferiore, di eredità). Infatti costui non è ancora in condizione di accettare: lo sarà solo, eventualmente, in caso di esito vittorioso dell’azione di riduzione.

 

(2) La dispensa dall’imputazione deve essere espressa, ossia desumibile con certezza dal contesto dell’atto. Essa deve rivestire la stessa forma dell’atto di donazione.

 

 

Scopo della norma è assicurare la tutela dei legatari e donatari estranei i quali, per l’accertamento dell’eventuale lesione, hanno bisogno di un inventario che accerti la consistenza dei beni.L’onere di imputare le donazioni fatte ai più stretti congiunti si giustifica poi con la considerazione che queste sono, generalmente, intese come anticipazioni sulla quota legittima.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Il legittimario pretermesso, sia nella successione testamentaria sia in quella ab intestato, il quale impugni per simulazione un atto compiuto dal de cuius a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, agisce in qualità di terzo e non in veste di erede, condizione che acquista, solo in conseguenza del positivo esercizio dell'azione di riduzione, e come tale non è tenuto alla preventiva accettazione dell'eredità con beneficio di inventario.

Cassazione civile sez. II  30 maggio 2014 n. 12221  

 

Il legittimario totalmente pretermesso, il quale proponga domanda di simulazione relativa di una compravendita, preordinata all'eventuale successivo esercizio dell'azione di riduzione, poiché agisce in qualità di terzo, non è tenuto alla preventiva accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, di cui all'art. 564 comma 1 c.c., in quanto egli acquisisce la qualità di erede, necessaria a tal fine, solo in conseguenza del positivo esercizio della medesima azione di riduzione.

Cassazione civile sez. II  24 marzo 2014 n. 6888  

 

Nel giudizio di riduzione in materia ereditaria, la deduzione, da parte del convenuto, della necessità di imputare alla legittima le donazioni ricevute in vita dall'attore, costituisce eccezione in senso lato e, come tale, il suo rilievo non è subordinato alla specifica e tempestiva allegazione di parte, ma è ammissibile anche d'ufficio ed in grado di appello, purché i fatti risultino documentati "ex actis". Cassa con rinvio, App. Venezia, 25/05/2007

Cassazione civile sez. II  29 novembre 2013 n. 26858  

 

In tema di azione di riduzione, qualora il legittimario, ai sensi dell'art. 564 cod. civ., non possa aggredire la donazione più recente a favore di un non coerede per aver accettato l'eredità senza beneficio d'inventario, egli non può aggredire la donazione meno recente a favore del coerede, se non nei limiti in cui risulti dimostrata l'insufficienza della donazione più recente a reintegrare la quota di riserva, non potendo ricadere le conseguenze negative del mancato espletamento di quell'onere su soggetti estranei all'assolvimento dello stesso. Cassa con rinvio, App. Napoli, 13/02/2009

Cassazione civile sez. II  03 ottobre 2013 n. 22632  

 

Il legittimario leso può rinunciare all'azione di riduzione delle disposizioni lesive della sua quota di riserva, anche tacitamente, purché in base ad un comportamento inequivoco e concludente, dovendosi tuttavia escludere che la mancata costituzione nel giudizio di scioglimento della comunione ereditaria, promosso da altro coerede, esprima di per sé la volontà della parte convenuta contumace di rinunciare a far valere, in separato giudizio, il suo diritto alla reintegrazione della quota di eredità riservatale per legge. Cassa con rinvio, App. Campobasso, 21/02/2006

Cassazione civile sez. II  03 settembre 2013 n. 20143  

 

Condizione fondamentale per chiedere l'azione di riduzione delle donazioni o delle disposizioni lesive della porzione legittima, è soltanto quella di essere tra le persone indicate nell'art. 557 c.c., e cioè di rivestire la qualità di legittimario, mentre la condizione stabilita dall'art. 564, comma 1, c.c. della preventiva accettazione con beneficio di inventario vale solo per il legittimario che rivesta in pari tempo la qualità di erede e non trova applicazione nel caso in cui l'erede sia totalmente pretermesso.

Cassazione civile sez. II  03 luglio 2013 n. 16635  

 

L'azione esercitata dall'erede legittimario e volta a far valere la simulazione relativa di un atto posto in essere dal "de cuius" avente tutti i requisiti di validità dell'atto dissimulato, dovendosi intendere come preposta unicamente in funzione dell'azione di riduzione, è subordinata alla preventiva accettazione con beneficio d'inventario dell'eredità. Conferma App. Palermo 13 settembre 2005

Cassazione civile sez. II  19 ottobre 2012 n. 18068  

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti