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Art. 566 codice civile: Successione dei figli

Al padre ed alla madre succedono i figli, in parti uguali.


Commento

I figli escludono tutti gli altri successibili, entrando in concorso soltanto con il coniuge.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

Posto che il fondamento oggettivo della revocazione del testamento per sopravvenienza di figli è individuabile nella modificazione della situazione familiare in relazione alla quale il testatore aveva disposto dei suoi beni, è valido il patto, stipulato dopo l'apertura della successione, sebbene prima della sentenza che abbia dichiarato la paternità naturale del testatore, con cui il figlio naturale, che per effetto della revocazione di diritto delle disposizioni testamentarie deve considerarsi erede legittimo dal momento della morte del "de cuius" rinuncia dietro un corrispettivo in denaro ai suoi diritti successori di carattere patrimoniale.

Cassazione civile sez. II  01 marzo 2011 n. 5037  

 

Premesso che l'azione di riduzione degli atti lesivi della quota di riserva può essere esercitata anche in via surrogatoria, nel caso di specie, manca la dimostrazione - il cui onere grava sui creditori - di uno dei presupposti fondamentali per l'esercizio dell'azione surrogatoria, vale a dire la prova del pregiudizio, derivante alle ragioni dei (figli) creditori, dall'inerzia del genitore debitore, che non ha esercitato l'azione di riduzione delle disposizioni testamentarie per lui lesive. Manca quindi un interesse, in assenza di detta prova, che giustifichi l'ingerenza dei creditori nella sfera giuridica del debitore.

Tribunale Pesaro  11 agosto 2005 n. 604  

 

L'impresa individuale non costituisce un centro d'imputazione di rapporti giuridici distinto e diverso dal suo titolare: di conseguenza, l'azienda dell'imprenditore individuale non può essere configurata alla stregua di un patrimonio separato dal restante patrimonio dell'imprenditore medesimo, e al suo decesso ab intestato cade in successione a favore di tutti gli eredi legittimi. (Conferma App. Napoli 4 ottobre 2001).

Cassazione civile sez. I  02 marzo 2005 n. 4442  

 

Ritenuto che la "ratio" della revocabilità, ex art. 687 c.c., delle disposizioni, a titolo universale o particolare, va individuata nell'esigenza di tutelare i figli del disponente, va revocato il testamento redatto da chi sapeva dell'esistenza fisica di propri figli naturali (non riconosciuti), ai quali solo dopo la morte del testatore è stato attribuito, a seguito di azione giudiziaria, ex art. 269 ss. c.c., da essi vittoriosamente esperita, il relativo "status" formale.

Tribunale Catania  12 febbraio 2001

 

La qualità di erede legittimo spettante allo Stato (a differenza che nel vigore del codice del 1865) ai sensi degli art. 565 e 586 del codice civile vigente, comporta che nei suoi confronti, nonostante alcune peculiarità della relativa successione (non necessità di accettazione, impossibilità di rinuncia, responsabilità intra vires hereditatis indipendentemente dalla accettazione con beneficio d'inventario), sia applicabile la norma del comma 3 dell'art. 502 c.c., la quale (in tema di eredità beneficiata) prevede che i creditori e i legatari non presentatisi possono agire contro l'erede - entro il termine prescrizionale di tre anni ivi indicato - nei limiti della somma residuata dopo il pagamento dei creditori e dei legatari collocati nello stato di graduazione.

Cassazione civile sez. lav.  14 giugno 1989 n. 2873  

 

 

Danni

Qualora nel corso del giudizio di liquidazione del danno la persona danneggiata muoia per causa sopravvenuta non dipendente dal fatto lesivo di cui il convenuto è tenuto a rispondere, la determinazione dei danni futuri che gli eredi del defunto richiedono "jure successionis" e non "jure proprio", va effettuata con riferimento alla durata effettiva della vita del danneggiato stesso, non a quella probabile. Gli eredi hanno diritto di conseguire, nei limiti della quota, il risarcimento spettante al dante causa, e ciò non soltanto con riferimento al danno patrimoniale inerente al veicolo, ma anche al danno non patrimoniale ed alla salute.

Tribunale Napoli  05 luglio 1989

 



 
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