Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 567 codice civile: Successione dei figli adottivi

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Ai figli sono equiparati gli adottivi.

I figli adottivi sono estranei alla successione dei parenti dell’adottante.

Commento

Con l’adozione cd. piena l’adottato acquista a tutti gli effetti lo stato di figlio; anche per i figli adottivi la riforma della filiazione afferma il principio dell’unicità dello stato di figlio. Pertanto, l’articolo in questione si riferisce all’adozione di persone maggiori di età.

Giurisprudenza annotata

 

Adozione

Il figlio adottivo del germano dell'interdicendo non è legittimato attivamente a promuovere l'azione di interdizione, in quanto l'istituto dell'adozione dà luogo ad un vincolo familiare ma non ad un rapporto di parentela, a cui soltanto si richiama l'art. 417 c.c.

Corte appello Napoli  01 aprile 1996

 

 

Successione

È questione di interpretazione della volontà testamentaria stabilire se, con l'apposizione al testamento della clausola "si sine liberis decesserit", il testatore abbia inteso riferirsi anche ai figli adottivi. In questo senso, non assume alcun rilievo la formale equiparazione dei medesimi ai figli legittimi operata dalla legge ai fini della successione.

Cassazione civile sez. II  28 dicembre 1993 n. 12861  

 

L'interpretazione del testamento è caratterizzata, rispetto a quella contrattuale, da una più penetrante ricerca, al di là della mera dichiarazione, della volontà del testatore, la quale, alla stregua delle regole ermeneutiche di cui all'art. 1362 c.c. (applicabili, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria), va individuata sulla base dell'esame globale della scheda testamentaria, con riferimento, essenzialmente nei casi dubbi, anche ad elementi estrinseci alla scheda, come la cultura, la mentalità e l'ambiente di vita del testatore. Ne deriva che il giudice di merito può attribuire alle parole usate dal testatore un significato diverso da quello tecnico e letterale, quando si manifesti evidente, nella valutazione complessiva dell'atto, che esse siano state adoperate in senso diverso, purché non contrastante ed antitetico, e si prestino ad esprimere, in modo più adeguato e coerente, la reale intenzione del "de cuius" (nel ribadire tali principi, la s.c. ha annullato la decisione di merito che, in relazione ad un'istituzione di erede risolutivamente condizionata, aveva equiparato, al fine dell'avveramento della condizione "si sine liberis decesserit", i figli adottivi a quelli legittimi, alla stregua esclusivamente dei parametri normativi di cui agli art. 536 e 567 c.c.).

Cassazione civile sez. II  28 dicembre 1993 n. 12861

 

In caso di nullità della clausola testamentaria che non indichi l'entità del patrimonio da devolvere all'erede istituito, l'eredità deve essere devoluta secondo la successione legittima.

Tribunale Lucca  22 luglio 1991



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