codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 573 codice civile: Successione dei figli nati fuori del matrimonio

Le disposizioni relative alla successione dei figli nati fuori del matrimonio (1) si applicano quando la filiazione è stata riconosciuta o giudizialmente dichiarata, salvo quanto è disposto dall’articolo 580.


Commento

(1) Volontariamente da uno o da entrambi i genitori. Se il riconoscimento è avvenuto con testamento produrrà i suoi effetti dall’apertura della successione.

 

 

La riforma sulla filiazione ha conservato tale disposizione per ribadire il principio della assoluta equiparazione, e soprattutto per precisare che (anche ai fini della successione legittima) lo status di figlio consegue al riconoscimento o alla dichiarazione giudiziale della filiazione).


Giurisprudenza annotata

Procedimento civile

Salvi soltanto i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata sia imposta da una disposizione specifica ed in modo che debba attendersi che sulla causa pregiudicante sia pronunciata sentenza passata in giudicato, quando fra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensi dell'art. 337 c.p.c., come si trae dall'interpretazione sistematica della disciplina del processo, in cui un ruolo decisivo riveste l'art. 282 c.p.c.: il diritto pronunciato dal giudice di primo grado, invero, qualifica la posizione delle parti in modo diverso da quello dello stato originario di lite, giustificando sia l'esecuzione provvisoria, sia l'autorità della sentenza di primo grado. Pertanto, allorché penda, in grado di appello, sia il giudizio in cui è stata pronunciata una sentenza su causa di riconoscimento di paternità naturale e che l'abbia dichiarata, sia il giudizio che su tale base abbia accolto la domanda di petizione di eredità, ed entrambe le sentenze siano state impugnate, il secondo giudizio non deve di necessità essere sospeso, in attesa che nel primo si formi la cosa giudicata sulla dichiarazione di paternità naturale, ma può esserlo, ai sensi dell'art. 337 c.p.c., se il giudice del secondo giudizio non intenda riconoscere l'autorità dell'altra decisione. Non ostano, a tale conclusione, le disposizioni degli art. 573 e 715 c.c., non essendo in questione il momento dal quale si producono gli effetti della dichiarazione di filiazione naturale, ma il potere del giudice, cui la seconda domanda sia proposta, di conoscerne sulla base della filiazione naturale già riconosciuta con sentenza, pur non ancora passata in giudicato.

Cassazione civile sez. un.  19 giugno 2012 n. 10027  

È incostituzionale l' art. 278 comma 1 c.c,, nella parte in cui esclude la dichiarazione giudiziale della paternità e della maternità naturali e le relative indagini, nei casi in cui, a norma dell'art. 251 comma 1 c.c., è vietato il riconoscimento dei figli incestuosi.

Corte Costituzionale  28 novembre 2002 n. 494  

Avvocati

Posto che la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità produce effetti "ex nunc", va respinta la domanda risarcitoria avanzata da chi lamenti la colpa del professionista per non aver questi eccepito la prescrizione del diritto di accettare l'eredità di chi sia stato giudizialmente dichiarato figlio naturale successivamente alla morte del "de cuius".

Tribunale Piacenza  15 marzo 1990



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti