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Art. 581 codice civile: Concorso del coniuge con i figli

Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto (1) alla metà dell’eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi (2).


Commento

(1) Tali diritti spettano al coniuge sia in quanto erede legittimo (cioè, per legge), sia in quanto legittimario. Allo stesso spetteranno inoltre i diritti di abitazione  sulla casa familiare e di uso  sui mobili che la corredano, dovendo il valore capitale di tali diritti essere detratto dall’asse prima di procedere alla divisione dello stesso tra tutti i coeredi, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato.

 

(2) I diritti predetti sono attribuiti in piena proprietà [v. 832], a differenza del regime vigente prima della riforma del diritto di famiglia, che attribuiva al coniuge solo l’usufrutto [v. 978] di una quota dell’eredità [v. 457].

 


Giurisprudenza annotata

Successione

Con riguardo ai criteri di calcolo del valore della quota del coniuge superstite, tali diritti si configurano come prelegati "ex lege" e pertanto essi si cumulano alla quota spettante al coniuge così come stabilita dagli art. 581 e 582 c.c. cosicché, di conseguenza, ai fini del calcolo occorre stralciare il loro valore capitale dalla massa ereditaria, che poi viene divisa tra tutti i coeredi secondo le norme sulla successione legittima.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  03 aprile 2014 n. 563  

 

Al coniuge superstite che succede quale erede legittimo spetta il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei beni mobili che la arredano di cui all'art. 540, comma 2, c.c., che pur dettato in tema di successione necessaria trova applicazione anche alla successione intestata del coniuge. Nella successione legittima i diritti di abitazione e di uso sulla casa adibita a residenza familiare riconosciuti al coniuge si configurano come prelegati ex lege, che si cumulano alla quota prevista dagli artt. 581 e 582 c.c. Ne deriva che il valore capitale di tali diritti attribuiti al coniuge viene detratto dalla massa ereditaria, che viene poi divisa tra tutti i coeredi secondo le norme sulla successione legittima non tenendo conto di tale attribuzione.

Cassazione civile sez. II  10 settembre 2013 n. 20703  

 

In tema di successione legittima, spettano al coniuge superstite, in aggiunta alla quota attribuita dagli art. 581 e 582 c.c., i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, di cui all'art. 540, comma 2, c.c., dovendo il valore capitale di tali diritti essere detratto dall'asse prima di procedere alla divisione dello stesso tra tutti i coeredi, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato, e senza che, perciò, operi il diverso procedimento di imputazione previsto dall'art. 533 c.c., relativo al concorso tra eredi legittimi e legittimari e strettamente inerente alla tutela delle quote di riserva dei figli del de cuius. (Cassa App. Venezia 6 ottobre 2009 n. 1646).

Cassazione civile sez. un.  27 febbraio 2013 n. 4847  

 

In tema di successione legittima, spettano al coniuge superstite, in aggiunta alla quota attribuita dagli art. 581 e 582 c.c., i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, di cui all'art. 540 comma 2 c.c., dovendo il valore capitale di tali diritti essere detratto dall'asse prima di procedere alla divisione dello stesso tra tutti i coeredi, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato, e senza che, perciò, operi il diverso procedimento di imputazione previsto dall'art. 553 c.c., relativo al concorso tra eredi legittimi e legittimari e strettamente inerente alla tutela delle quote di riserva dei figli del "de cuius".

Cassazione civile sez. un.  27 febbraio 2013 n. 4847  

 

In forza della normativa vigente anteriormente all'entrata in vigore della l. 19 maggio 1975 n. 151, il coniuge superstite, in qualità di legatario ex lege, è investito, sin dal momento dell'apertura della successione dell'altro coniuge, della titolarità di un diritto reale che lo rende partecipe della comunione ereditaria e che si configura come un diritto d'usufrutto diffuso pro quota su tutto il compendio ereditario e ricadente, quindi, su tutti i singoli beni che ne fanno parte. Ne consegue che il possesso che egli eserciti insieme agli eredi rispetto ad uno di questi beni trova radice in una comunione incidentale impropria o di godimento tra diritti qualitativamente eterogenei, in quanto la cosa è goduta per una quota dagli eredi a titolo di proprietà e per l'altra dal legatario a titolo di usufrutto. Lo stato d'indivisione ereditaria, pertanto, non è di ostacolo a che il possesso esercitato dal coniuge legatario ex lege su taluni beni sia qualificabile come possesso a titolo di usufrutto per la quota spettante ad esso ai sensi dell'art. 581 c.c., nel testo previgente all'anzidetta novella del 1975.

Cassazione civile sez. II  10 gennaio 2011 n. 355  

 

L'omesso richiamo dell'art. 540 comma 2 c.c., da parte degli art. 581 e 582 c.c., vale unicamente a escludere che i diritti di abitazione e uso competano autonomamente al coniuge erede legittimo e si cumulino con la quota riconosciuta dagli articoli medesimi al coniuge superstite in qualità di erede legittimo. Il rinvio contenuto nell'art. 584 c.c. sta a specificare che la legittima aggiuntiva costituita dai due diritti di godimento spetta anche al coniuge putativo. Le disposizioni degli art. 540, 581 e 582 devono quindi considerarsi parte del diritto vivente con identici contenuto e portata.

Corte appello Milano sez. II  21 gennaio 2009 n. 168  

 

Impugnazioni

L’impugnazione è inammissibile quando è in contrasto col dettato dell’art. 581 lett. c) c.p.p. nella parte in cui prescrive che il relativo atto debba contenere l’enunciazione dei motivi con l’indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta.

Corte appello Catanzaro  31 maggio 2012

 



 
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