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Art. 583 codice civile: Successione del solo coniuge

In mancanza di figli (legittimi o naturali), di ascendenti, di fratelli o sorelle, al coniuge si devolve tutta l’eredità.


Giurisprudenza annotata

Successione

È manifestamente infondata, in riferimento all'art. 3 cost., la q.l.c. dell'art. 583 c.c., nella parte in cui non prevede che, in assenza di altri successibili, l'eredità si devolva al coniuge divorziato, atteso che l'art. 42, ultimo comma, cost. ha rimesso la determinazione delle categorie dei chiamati alla successione legittima alla valutazione discrezionale del legislatore (la quale non incontra altri limiti che quello imposto dal principio costituzionale di tutela della famiglia ai sensi dell'art. 29 cost. - limite non operante con il venir meno in via definitiva del vincolo matrimoniale, essendo da escludere la configurabilità nel rapporto tra coniugi divorziati di una comunità familiare - nonché quello derivante dalla direttiva di equiparazione della filiazione naturale a quella legittima dettata dall'art. 30, comma 3, cost.), e che, inoltre, la scelta legislativa di non includere tra i successibili l'ex coniuge, anche in mancanza di chiamati per diritto di coniugio o di parentela, e di accordargli, in relazione all'eredità, la limitata tutela di cui all'art. 9 bis della legge n. 898 del 1970, e succ. modif. (la quale trova ragione non già nella persistente rilevanza del matrimonio, ma nel fatto oggettivo della pregressa esistenza di un vincolo ormai definitivamente disciolto ed in esigenze solidaristiche che si proiettano anche dopo la morte del coniuge), non si pone in contrasto con il principio di ragionevolezza, essendo d'altro canto inconferente come "tertium comparationis" la disciplina dettata per la successione del coniuge putativo dall'art. 584 c.c. e dovendo escludersi che un'indicazione nel senso dell'equiparazione della posizione e dei diritti patrimoniali del coniuge divorziato a quelli del soggetto ancora legato da rapporto di matrimonio sia rintracciabile nell'art. 12 sexies della citata legge sul divorzio.

Cassazione civile sez. I  25 febbraio 2004 n. 3747  

In riferimento agli art. 29, 30 e 42 cost. è manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 583 c.c. nella parte in cui non prevede che in assenza di altri successibili l'eredità si devolva al coniuge divorziato. In tema di determinazione delle categorie di successibili "mortis causa" infatti, la discrezionalità affidata dalla norma costituzionale al legislatore ordinario non incontra altri limiti che quelli imposti dal principio costituzionale della famiglia nonché, per quanto riguarda i figli e i fratelli naturali, quello derivante dalla direttiva dettata dall'art. 30, comma 3, cost.

Cassazione civile sez. I  25 febbraio 2004 n. 3747  

Il legittimario, anche se non ha accettato l'eredità con beneficio d'inventario, può esperire, a norma dell'art. 564 c.c., l'azione di riduzione delle donazioni nei confronti del donatario coniuge superstite del "de cuius" senza figli, che a seguito di delazione "ab intestato" (o legittima) concorra con ascendenti, fratelli o sorelle del "de cuius", avendo tale coniuge, anche prima della riforma del diritto di famiglia, quella qualità di chiamato all'eredità, espressamente specificata dal citato art. 564 per esentare il legittimario dall'accettazione con beneficio d'inventario.

Cassazione civile sez. II  17 luglio 1980 n. 4676  



 
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