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Art. 584 codice civile: Successione del coniuge putativo

Quando il matrimonio è stato dichiarato nullo dopo la morte di uno dei coniugi, al coniuge superstite di buona fede spetta la quota attribuita al coniuge dalle disposizioni che precedono. Si applica altresì la disposizione del secondo comma dell’articolo 540 (1).
Egli è però escluso dalla successione, quando la persona della cui eredità si tratta è legata da valido matrimonio al momento della morte.


Commento

(1) Questa norma dispone un prelegato, ossia un legato posto a carico di tutta l’eredità, consistente nei diritti di abitazione della casa familiare e di uso dei mobili che la corredano, a favore del coniuge putativo (ossia supposto tale, ma che non lo è veramente). La sua quota di legittima sarà costituita unicamente da questi diritti, se il loro valore è uguale a quello della quota. Se, invece, i diritti hanno un valore superiore, il coniuge avrà la possibilità di prelevare dalla massa dei beni ereditari la porzione ulteriore necessaria per formare la sua legittima.

 

 


Giurisprudenza annotata

 

Successioni

L'omesso richiamo dell'art. 540 comma 2 c.c., da parte degli art. 581 e 582 c.c., vale unicamente a escludere che i diritti di abitazione e uso competano autonomamente al coniuge erede legittimo e si cumulino con la quota riconosciuta dagli articoli medesimi al coniuge superstite in qualità di erede legittimo. Il rinvio contenuto nell'art. 584 c.c. sta a specificare che la legittima aggiuntiva costituita dai due diritti di godimento spetta anche al coniuge putativo. Le disposizioni degli art. 540, 581 e 582 devono quindi considerarsi parte del diritto vivente con identici contenuto e portata.

Corte appello Milano sez. II  21 gennaio 2009 n. 168  

È manifestamente infondata, in riferimento all'art. 3 cost., la q.l.c. dell'art. 583 c.c., nella parte in cui non prevede che, in assenza di altri successibili, l'eredità si devolva al coniuge divorziato, atteso che l'art. 42, ultimo comma, cost. ha rimesso la determinazione delle categorie dei chiamati alla successione legittima alla valutazione discrezionale del legislatore (la quale non incontra altri limiti che quello imposto dal principio costituzionale di tutela della famiglia ai sensi dell'art. 29 cost. - limite non operante con il venir meno in via definitiva del vincolo matrimoniale, essendo da escludere la configurabilità nel rapporto tra coniugi divorziati di una comunità familiare - nonché quello derivante dalla direttiva di equiparazione della filiazione naturale a quella legittima dettata dall'art. 30, comma 3, cost.), e che, inoltre, la scelta legislativa di non includere tra i successibili l'ex coniuge, anche in mancanza di chiamati per diritto di coniugio o di parentela, e di accordargli, in relazione all'eredità, la limitata tutela di cui all'art. 9 bis della legge n. 898 del 1970, e succ. modif. (la quale trova ragione non già nella persistente rilevanza del matrimonio, ma nel fatto oggettivo della pregressa esistenza di un vincolo ormai definitivamente disciolto ed in esigenze solidaristiche che si proiettano anche dopo la morte del coniuge), non si pone in contrasto con il principio di ragionevolezza, essendo d'altro canto inconferente come "tertium comparationis" la disciplina dettata per la successione del coniuge putativo dall'art. 584 c.c. e dovendo escludersi che un'indicazione nel senso dell'equiparazione della posizione e dei diritti patrimoniali del coniuge divorziato a quelli del soggetto ancora legato da rapporto di matrimonio sia rintracciabile nell'art. 12 sexies della citata legge sul divorzio.

Cassazione civile sez. I  25 febbraio 2004 n. 3747  

Il richiamo che dall'art. 584 c.c. viene fatto all'art. 540, per la successione del coniuge putativo, trova giustificazione nel fatto che per esso non esiste una "riserva" nella successione necessaria, e che senza quel rinvio recettivo non avrebbe potuto avere applicazione anche nei suoi riguardi quella norma sui diritti di abitazione e di uso.

Tribunale Trapani  22 maggio 1987

Per quanto l'art. 582 c.c. non preveda espressamente per la successione "ab intestato" l'attribuzione al coniuge del legato "ex lege" del diritto di abitazione, tale attribuzione deriva dal sistema del nostro diritto successorio: in particolare dall'art. 540 c.c., che, nella determinazione della riserva a favore del coniuge, attribuisce tale diritto in aggiunta alla quota di eredità; e, principalmente, dall'art. 584 c.c., in cui, oltre alla quota stabilita per la successione "ab intestato", si attribuisce al coniuge putativo il suddetto diritto di abitazione; sicché non sarebbe ragionevole non estendere al coniuge, già validamente unito in matrimonio, la più favorevole disposizione stabilita per il coniuge putativo.

Tribunale Siena  11 aprile 1983



 
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