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Art. 601 codice civile: Forme

Le forme (1) ordinarie di testamento sono il testamento olografo e il testamento per atto di notaio.

Il testamento per atto di notaio è pubblico o segreto (2).


Commento

Forma: è la manifestazione esteriore di un atto; nel nostro ordinamento vige il principio della libertà della forma che consente al dichiarante di emettere la dichiarazione di volontà nella forma che preferisce: in alcuni casi, però, come per il testamento, la legge subordina la validità del negozio all’uso di determinate forme.

 

 

(1) Il testamento deve essere redatto per iscritto a pena di nullità: infatti non è ammesso il testamento nuncupativo, cioè orale.

 

(2) I testamenti hanno tutti lo stesso valore, a prescindere dalla forma scelta dal testatore.

 

 

Scopo del formalismo è, da un lato, richiamare l’attenzione del testatore sull’importanza dell’atto che sta per compiere, dall’altro precostituirsi una prova dello stesso mediante la confezione di un documento.


Giurisprudenza annotata

Successione

L'interpretazione del testamento è caratterizzata, rispetto a quella del contratto, da una più penetrante ricerca, al di là della mera dichiarazione, della volontà del testatore, la quale, alla stregua delle regole ermeneutiche di cui all'art. 1362 c.c. (applicabili, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria), va individuata sulla base dell'esame globale della scheda testamentaria, con riferimento, essenzialmente nei casi dubbi, anche ad elementi estrinseci alla scheda, come la cultura, la mentalità e l'ambiente di vita del testatore. Ne deriva che il giudice di merito può attribuire alle parole usate dal testatore un significato diverso da quello tecnico e letterale, quando si manifesti evidente, nella valutazione complessiva dell'atto, che esse siano state adoperate in senso diverso, purché non contrastante ed antitetico, e si prestino ad esprimere, in modo più adeguato e coerente, la reale intenzione del "de cuius". (Conferma App. Brescia 15 aprile 2004 n. 350).

Cassazione civile sez. II  03 dicembre 2010 n. 24637

 

Le conseguenze della mancanza della sottoscrizione di un testamento olografo, requisito richiesto dall'art. 602 c.c. distintamente dall'autografia delle disposizioni in esso contenute per l'imprescindibile esigenza di avere l'assoluta certezza non solo della loro riferibilità al testatore, già assicurata dall'olografia, ma anche dell'inequivocabile paternità e responsabilità del medesimo nel disporre del suo patrimonio, senza ripensamento alcuno dopo averlo redatto - anche in tempi diversi - non sono ovviabili da firme apposte dal testatore, unitamente alle parole "mio testamento", su una busta contenente la scheda testamentaria, fermata con punti metallici, perché tali elementi non sono sufficienti a collegare, logicamente e sostanzialmente, lo scritto della scheda con quello della busta, attestando invece dette firme soltanto l'esistenza all'interno di essa di un testamento, valido o invalido che sia.

Cassazione civile sez. II  01 dicembre 2000 n. 15379  

 

Ritenuto che una donna con cittadinanza italiana e (per matrimonio) austriaca, residente in Austria, possa, in conformità alla legge locale, fare valido, purché certo, testamento nunculpativo, e ritenuta, altresì, la sussistenza, ex art. 4 e 50 l. n. 218 del 1995, della giurisdizione italiana qualora abbia a contendersi sulla validità e l'efficacia di un testamento siffatto per l'ordinamento italiano, al testamento orale deve, ai sensi dell'art. 48 l. n. 218 cit., riconoscersi, quanto alla forma, piena legittimità e rilevanza effettuale, senza che al riconoscimento del testamento nunculpativo, estraneo, ma non contrario ai principi fondamentali della normativa italiana sulle successioni "mortis causa", ostino ragioni di ordine pubblico (art. 16 e 73 l. n. 218 del 1995), tanto più, poi, quando, in conformità, del resto, anche alla legislazione italiana, al testamento sia stata già data volontaria esecuzione.

Tribunale Belluno  22 dicembre 1997

 

In caso di nullità della clausola testamentaria che non indichi l'entità del patrimonio da devolvere all'erede istituito, l'eredità deve essere devoluta secondo la successione legittima.

Tribunale Lucca  22 luglio 1991

 

In caso di nullità delle clausole testamentarie devono applicarsi le norme generali sull'invalidità dei contratti ed, in particolare, le conseguenze di cui all'art. 1418 comma 2 c.c., in caso di mancanza nell'oggetto dei requisiti di cui all'art. 1346 c.c.

Tribunale Lucca  22 luglio 1991



 
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