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Art. 606 codice civile: Nullità del testamento per difetto di forma

Il testamento è nullo (1) quando manca l’autografia o la sottoscrizione nel caso di testamento olografo, ovvero manca la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore o la sottoscrizione dell’uno o dell’altro, nel caso di testamento per atto di notaio.

Per ogni altro difetto di forma il testamento può essere annullato su istanza di chiunque vi ha interesse. L’azione di annullamento si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.


Commento

Autografia: ciò che è scritto di propria mano dall’autore.

 

(1) Le cause di nullità sono tassative, nel senso che non ne possono essere individuate altre rispetto a quelle previste dalla legge.

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 3 febbraio 1975, n. 18, i non vedenti hanno, in linea di principio, la capacità di sottoscrivere gli atti che li riguardano, sicché, ai fini della validità del testamento pubblico, la dichiarazione del testatore di non poter firmare perché cieco, seppur trasfusa nell'atto dal notaio rogante, è insufficiente, occorrendo anche che essa sia veridica, in quanto, altrimenti, il testamento è nullo per difetto di sottoscrizione. Cassa con rinvio, App. Bologna, 25/10/2007

Cassazione civile sez. II  09 aprile 2014 n. 8346  

 

Il testamento olografo non perde il requisito dell'autografia seppure il testatore vi alleghi planimetrie redatte da terzi (nella specie, da un geometra) per meglio descrivere gli immobili ereditari, già compiutamente indicati nella scheda testamentaria. Rigetta, App. Venezia, 20/09/2006

 Cassazione civile sez. II  25 febbraio 2014 n. 4492  

 

La guida della mano del testatore da parte di una terza persona esclude, di per sé, il requisito dell'autografia, indispensabile per la validità del testamento olografo, a nulla rilevando l'eventuale corrispondenza del contenuto della scheda rispetto alla volontà del testatore ed essendo ultroneo verificare se la "mano guidante" sia intervenuta (come nella specie) su tutta la scheda testamentaria o se la parte non interessata dal suo intervento rappresenti una compiuta manifestazione di volontà. Rigetta, App. Genova, 06/12/2011

Cassazione civile sez. VI  06 novembre 2013 n. 24882  

 

Le conseguenze della mancanza della sottoscrizione di un testamento olografo - requisito prescritto dall'art. 602 c.c., distintamente dall'autografia delle disposizioni in esso contenute, per l'imprescindibile esigenza di avere l'assoluta certezza non solo della loro riferibilità al testatore, già assicurata dall'olografia, ma anche dell'inequivocabile paternità e responsabilità del medesimo nel disporre del suo patrimonio - non sono ovviabili da una firma apposta dal testatore sul plico contenente la scheda testamentaria, non rivelandosi essa sufficiente a collegare, logicamente e sostanzialmente, lo scritto della scheda con quello del plico stesso. Cassa con rinvio, App. Milano, 05/04/2011

Cassazione civile sez. VI  01 ottobre 2013 n. 22420  

 

Non incorre nel difetto di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, ai sensi dell'art. 112 cod. proc. civ., il giudice che, in presenza di una domanda che deduce l'invalidità di un testamento olografo sia per incapacità del testatore, sia per la falsità dell'atto, dichiari la nullità dello stesso, avendo accertato la mancanza dell'autografia ed avendo ritenuto assorbente tale causa di nullità rispetto a quella di annullamento per difetto di capacità, in quanto la nullità, quale forma più grave di invalidità, comprende, nell'ambito del "petitum", le ragioni dell'annullamento e la decisione della domanda assorbente, comportando una tutela più piena, che rende superflua la pronuncia sulla domanda assorbita, ormai non sorretta da alcun concreto interesse. Rigetta, App. Salerno, 22/09/2006

Cassazione civile sez. II  21 maggio 2013 n. 12473  

 

Le contestazioni dell'autenticità di un testamento olografo, avendo a oggetto l'accertamento della inesistenza dell'atto, danno luogo a controversie diverse da quelle relative alla nullità del testamento stesso, ex art. 606 c.c., per mancanza dei requisiti intrinseci dell'atto, e si inseriscono nel più ampio tema delle contestazioni delle scritture private provenienti da terzi estranei alla lite. In tale contesto, posta l'inapplicabilità della procedura di disconoscimento e di verificazione di scrittura privata di cui agli art. 214 e 216 c.p.c, in quanto concernente unicamente le scritture provenienti dai soggetti del processo e non da terzi, deve farsi luogo alla procedura di cui all'art. 221 e ss. c.p.c. poiché la contestazione si risolve in una eccezione di falso. Consegue a quanto innanzi la declaratoria di inammissibilità della contestazione dell'autenticità del testamento in difetto di proposizione della prevista querela di falso.

Tribunale Trento  26 marzo 2013 n. 268  

 

Il termine di prescrizione di cinque anni, che l'art. 606 comma 2 c.c. stabilisce per impugnare il testamento olografo per difetti di forma diversi dalla mancanza di autografia o di sottoscrizione, decorre dal giorno in cui è stata data, anche da uno soltanto dei chiamati all'eredità, esecuzione alle disposizioni testamentarie, senza che sia necessario che siano eseguite tutte le disposizioni del testatore, poiché altrimenti la situazione giuridica inerente allo status dei chiamati all'eredità e alla qualità stessa di eredi rimarrebbe indefinitamente incerta, il che la legge ha inteso evitare assoggettando l'azione di annullamento, su istanza di chiunque vi abbia interesse, al breve termine quinquennale dall'esecuzione anche parziale dell'atto di ultima volontà.

Cassazione civile sez. II  11 giugno 2012 n. 9466  



 
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