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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 61 codice civile: Data della morte presunta

Nei casi previsti dai numeri 1 e 3 dell’articolo precedente, la sentenza determina il giorno e possibilmente l’ora a cui risale la scomparsa nell’operazione bellica o nell’infortunio, e nel caso indicato dal n. 2 il giorno a cui risale l’ultima notizia.

Qualora non possa determinarsi l’ora, la morte presunta si ha per avvenuta alla fine del giorno indicato.


Giurisprudenza annotata

Consulenza tecnica in materia civile

Il giudice può affidare al consulente tecnico non solo l'incarico di valutare i fatti da lui stesso accertati o dati per esistenti (consulente deducente), ma anche quello di accertare i fatti stessi (consulente percipiente). Nel primo caso la consulenza presuppone l'avvenuto espletamento dei mezzi di prova e ha per oggetto la valutazione di fatti i cui elementi sono già stati completamente provati dalle parti; nel secondo caso la consulenza può costituire essa stessa fonte oggettiva di prova, senza che questo significhi che le parti possono sottrarsi all'onere probatorio e rimettere l'accertamento dei propri diritti all'attività del consulente. In questo secondo caso è necessario, infatti, che la parte quanto meno deduca il fatto che pone a fondamento del proprio diritto e che il giudice ritenga che il suo accertamento richieda cognizioni tecniche che egli non possiede o che vi siano altri motivi che impediscano o sconsiglino di procedere direttamente all'accertamento

Cassazione civile sez. un.  04 novembre 1996 n. 9522  

 

La consulenza tecnica d'ufficio può costituire fonte oggettiva di prova quando si risolve in un mezzo indispensabile per accertare fatti rilevabili solamente con il sussidio di cognizioni tecniche.

Corte appello Genova  09 novembre 2004

 

Poiché la prestazione del consulente tecnico d'ufficio è effettuata in funzione di un interesse comune delle parti del giudizio nel quale è resa, l'obbligazione nei confronti del consulente per il soddisfacimento del suo credito per il compenso deve gravare su tutte le parti del giudizio in solido tra loro, prescindendo dalla soccombenza; la sussistenza di tale obbligazione solidale, inoltre, è indipendente sia dalla pendenza del giudizio nel quale la prestazione dell'ausiliare è stata effettuata, sia dal procedimento utilizzato dall'ausiliare al fine di ottenere un provvedimento di condanna al pagamento del compenso spettantegli.

Cassazione civile sez. I  08 luglio 1996 n. 6199

 

Cassazione civile

La parte che col ricorso per cassazione deduca il vizio di motivazione della sentenza impugnata per avere questa deciso la causa sulla base di una consulenza tecnica d'ufficio, ignorando le critiche sollevate contro l'operato del consulente, ha l'onere di precisare nel ricorso il contenuto specifico di dette critiche, non essendo ammissibile l'esposizione per relationem, attraverso il riferimento ad un atto del pregresso giudizio di merito

Cassazione civile sez. II  26 novembre 1997 n. 11857

 

 

Assenza e morte presunta

La dichiarazione di morte presunta determina una vera e propria successione "mortis causa" dei presunti eredi del dichiarato morto, come si evince dalle norme dettate in ordine alla devoluzione degli elementi attivi del patrimonio di quest'ultimo ai suoi presunti eredi e legatari (art. 63, 64, 69, 73 c.c.) e dal contrapposto silenzio sulla sorte degli elementi passivi di detto patrimonio, spiegabile solo con la sottintesa applicabilità della disciplina delle successioni "mortis causa". Tale successione si apre, ai sensi degli art. 58 e 61 c.c. al momento a cui è fatta risalire la morte presunta, al quale, in base al successivo art. 459 retroagiscono gli effetti dell'accettazione dell'eredità, sebbene la delazione ereditaria abbia luogo quando diviene eseguibile la sentenza dichiarativa della morte presunta (art. ex art. 63 e 64 citati).

Cassazione civile sez. I  24 gennaio 1981 n. 536  

 

In caso di morte presunta l'apertura della successione si verifica nella data nella quale è fatta risalire la morte dalla sentenza che l'ha dichiarata, mentre, invece, la delazione dell'eredità ha luogo solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza stessa. Conseguentemente non acquista la qualità di erede colui che, pur essendo vivente alla data della morte presunta, sia deceduto prima del passaggio in giudicato della sentenza che l'ha dichiarata.

Tribunale Chieti  22 settembre 1987

 



 
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