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Art. 625 codice civile: Erronea indicazione dell’erede o del legatario o della cosa che forma oggetto della disposizione

Se la persona dell’erede o del legatario è stata erroneamente (1) indicata, la disposizione ha effetto (2), quando dal contesto del testamento o altrimenti risulta in modo non equivoco quale persona il testatore voleva nominare.

La disposizione ha effetto anche quando la cosa che forma oggetto della disposizione è stata erroneamente indicata o descritta, ma è certo a quale cosa il testatore intendeva riferirsi.


Commento

(1) È rilevante sia l’errore sulle indicazioni non essenziali (es. una qualità del beneficiario del testamento) sia quello sull’identificazione della persona.

 

(2) In caso contrario la disposizione sarà nulla [v. 1418].

 

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di successioni testamentarie, a norma degli art. 625 e 628 c.c., l'indicazione del beneficiario fatta dal testatore in modo impreciso o incompleto non rende nulla la disposizione qualora, dal contesto del testamento o altrimenti, con riferimento comunque ad univoci dati obbiettivi, sia possibile determinare in modo certo la persona dell'erede o del legatario. Ne consegue che non è nulla la disposizione testamentaria operata a favore di persona indicata nella scheda con riferimento al solo nome e cognome e senza data di nascita, in presenza di altra persona avente i medesimi nome e cognome, ove sia possibile rimuovere in via interpretativa l'incompletezza della disposizione e l'incertezza causata da tale omonimia, anche attraverso l'utilizzo di elementi specificativi esterni all'atto, valorizzando l'effettiva volontà del testatore. Rigetta, App. Palermo, 15/05/2006

Cassazione civile sez. II  11 aprile 2013 n. 8899  

 

La previsione dell'art. 625 c.c. costituisce un completamento della regola di interpretazione soggettiva posta dall'art. 1362 c.c., introducendo un limite alla rilevanza dell'errore ostativo (che di per sé comporterebbe l'invalidità della disposizione), e permette di attribuire efficacia ad un'intenzione che non si è adeguatamente oggettivata nella scheda testamentaria, superando il principio ermeneutico secondo il quale i dati linguistici della dichiarazione segnano il limite estremo delle varianti di significato ammissibili: pertanto essa va intesa in senso ampio, con riferimento a tutte le ipotesi di errore ostativo - cioè determinate da distrazione, lapsus o ignoranza del significato del linguaggio usato - che incidano sull'identificazione dell'erede, del legatario o della cosa, quando la denominazione o indicazione erronea non è accessoria ed irrilevante, costituendo l'elemento che individua la persona o l'oggetto della disposizione (nella specie, la testatrice è incorsa in errore nella indicazione numerica dell'importo dei legati, confondendo tra 5.000.000 e 5.000 franchi svizzeri).

Tribunale Belluno  29 gennaio 2008

 

Deve, ritenersi ammissibile un'interpretazione antiletterale del testamento quando sia evidente, alla stregua dell'interpretazione soggettiva, che il testatore è incorso nell'errore ostativo.

Tribunale Vallo Lucania  17 aprile 2002

 

L'interpretazione di una disposizione testamentaria volta a determinare se il testatore abbia voluto disporre una sostituzione fedecommissaria o una costituzione testamentaria di usufrutto, deve necessariamente muovere dalla ricerca della effettiva volontà del "de cuius", attraverso l'analisi delle finalità che il testatore intendeva perseguire, oltre che attraverso il contenuto testuale della scheda testamentaria.

Cassazione civile sez. II  18 settembre 1998 n. 9320  

 

Nell'interpretare la volontà espressa al testatore il giudice deve tener conto che il lessico comune individua i "cugini" solo in quelli di primo grado, avendo anche riguardo alla specifica situazione di età, cultura e condizione personale del "de cuius".

Tribunale Venezia  25 luglio 1992

 



 
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