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Art. 629 codice civile: Disposizioni a favore dell’anima

Le disposizioni a favore dell’anima sono valide qualora siano determinati i beni o possa essere determinata la somma da impiegarsi a tale fine.

Esse si considerano come un onere a carico dell’erede o del legatario, e si applica l’art. 648 (1).

Il testatore può designare una persona che curi la esecuzione della disposizione, anche nel caso in cui manchi un interessato a richiedere l’adempimento.


Commento

(1) Sono richiamate le disposizioni sull’onere testamentario: di conseguenza potranno richiedere l’esecuzione della disposizione a favore dell’anima tutti gli interessati (eredi, esecutore testamentario e qualsiasi terzo che sia in grado di trarne vantaggio tra cui il ministro di culto che ha la funzione di celebrare le messe).

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

L'onere o modus si qualifica come elemento accidentale ed accessorio rispetto al negozio testamentario, istitutivo di erede (o contenente un legato), ma tale natura non esclude che lo stesso onere possa collegarsi ad un'istituzione di erede per legge, nell'ipotesi in cui il testamento non istituisca un erede, dando luogo alla successione legittima. Infatti, l'imposizione dell'onere all'erede legittimo è stabilita dal diritto positivo, all'art. 629 c.c., che, nel prevedere che le disposizioni a favore dell'anima "si considerano come un onere a carico dell'erede o del legatario, e si applica l'art. 648", implica che in mancanza di istituzione testamentaria di erede l'onere possa gravare sull'erede designato per legge, in eguale misura, con applicazione della medesima disposizione dell'art. 648 c.c. sull'adempimento dovuto.

Cassazione civile sez. II  21 febbraio 2007 n. 4022  

 

La disposizione testamentaria con la quale il testatore destina il suo patrimonio ad un'opera di bene che provveda alla manutenzione del sepolcro costituisce disposizione a favore dei poveri.

Cassazione civile sez. II  09 marzo 2006 n. 5086  

 

Poiché la cappella funeraria non è che un sepolcro, non può ritenersi che la disposizione testamentaria con la quale si provvede alla sua manutenzione, senza alcuna modalità integrativa relativa alla celebrazione di riti di suffragio e di devozione, abbia fine di culto o di religione e possa dunque essere considerata alla stregua di una disposizione per l'anima.

Cassazione civile sez. II  03 agosto 1999 n. 8386  

 

Ricade nella fattispecie disciplinata all'art. 630 e non in quella di cui all'art. 629 la disposizione testamentaria con la quale il testatore destini parte del patrimonio a opere di bene in suffragio dell'anima.

Tribunale Lucca  22 luglio 1991

 

La disposizione testamentaria con la quale il testatore destini parte del suo patrimonio a "opere di bene in suffragio dell'anima mia e dei miei genitori" integra una disposizione a favore dei poveri e non a favore dell'anima.

Tribunale Lucca  22 luglio 1991

 

In tema di istituzione di erede o di legatario, se la persona o le persone favorite non sono in alcun modo determinabili, la nullità della disposizione a norma dell'art. 628 c.c. non trova deroga nelle norme di cui agli art. 629 (disposizioni a favore dell'anima) e 630 (disposizioni a favore dei poveri) c.c. non costituiscono eccezioni al principio enunciato dall'art. 628 ma hanno valore integrativo o suppletivo; con la conseguenza che non è vietato all'interprete applicare il principio enunciato all'art. 628 (che la determinabilità della persona favorita, raggiungibile con i mezzi ermeneutici consentiti per i testamenti, impedisce la declaratoria di nullità) anche ad ipotesi che abbiano con quelle contemplate dagli art. 629 e 630 una qualche somiglianza. (Nella specie la Corte Suprema in base all'enunciato principio ha confermato la decisione del merito con cui era stata ritenuta valida la disposizione del de cuius che lasciava i suoi buoni fruttiferi, postali e bancari, alle opere missionarie, poiché anche sulla base delle norme di diritto canonico l'ente istituito era individuabile nella Sacra congregazione propaganda fide).

Cassazione civile sez. II  07 luglio 1987 n. 5897

 

 

Imposte

Sono escluse dalla tassazione ai fini del tributo successorio le disposizioni "a favore dell'anima". Nella specie irrilevante ai fini della tassazione è la prova dell'ottenimento dell'autorizzazione da parte della Curia all'accettazione del lascito per la celebrazione di messe e opere di bene, in quanto - indicando una persona fisica nella clausola testamentaria - il "de cuius" aveva inteso designare soltanto la persona che avrebbe dovuto curare l'esecuzione della disposizione, in difetto di interessati all'adempimento (art. 629 c.c.).

Comm. trib. reg. Parma  04 giugno 1986

 



 
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