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Art. 641 codice civile: Amministrazione in caso di condizione sospensiva o di mancata prestazione di garanzia

Qualora l’erede sia istituito sotto condizione sospensiva (1), finché questa condizione non si verifica o non è certo che non si può più verificare (2), è dato all’eredità un amministratore.

Vale la stessa norma anche nel caso in cui l’erede o il legatario non adempie l’obbligo di prestare la garanzia prevista dai due articoli precedenti (3).


Commento

Condizione sospensiva: [v. 1353]; Garanzia: [v. 1179].

 

(1) Questi vanta un’aspettativa di diritto, che discende da una disposizione non ancora efficace.

 

(2) In questo arco di tempo l’erede potrà solo chiedere provvedimenti cautelari o conservativi [v. 2905], ma non la condanna dell’amministratore al risarcimento dei danni eventualmente causati.

 

(3) Ossia l’autorità giudiziaria provvederà alla nomina di un amministratore, eccettuato il caso in cui il testatore abbia escluso la prestazione della garanzia.

 

Fondamento della norma è assicurare la tutela degli interessi di coloro che potranno acquistare i beni ereditari nell’arco di tempo in cui le disposizioni testamentarie (di erede o legato) sono sottoposte a condizione o a termine.


Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ex art. 641 e ss. c.c. il creditore ricorrente mantiene, anche nel successivo giudizio di opposizione la veste sostanziale di attore con ogni conseguente onere della prova a suo carico; nel caso di provvedimento emesso in base alle norme di cui al r.d. n. 639 del 1910, stante la prescrizione di legittimità che assiste il credito, la veste di attore, con il relativo onere della prova, è assunto dall'opponente.

Pretura Caserta  24 febbraio 1989

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ex art. 641 e ss. c.c. il creditore ricorrente mantiene, anche nel successivo giudizio di opposizione la veste sostanziale di attore con ogni conseguente onere della prova a suo carico; nel caso di provvedimento emesso in base alle norme di cui al r.d. n. 639 del 1910, stante la prescrizione di legittimità che assiste il credito, la veste di attore, con il relativo onere della prova, è assunto dall'opponente.

Pretura Matera  14 febbraio 1989

Successioni

L'eredità condizionata non è una persona giuridica, ma un patrimonio separato sino a che la disposizione non prenda efficacia a seguito dell'avverarsi della condizione, con la conseguenza che l'amministratore di detta eredità non assume la veste di rappresentante di un altro soggetto, ma è titolare del solo potere di gestire e conservare quel patrimonio separato. Pertanto, l'atto di disposizione, posto in essere da tale amministratore senza autorizzazione, od in base ad autorizzazione nulla, non può essere regolato dalla disciplina propria del rapporto di rappresentanza, ma configura un atto esorbitante dai compiti conferiti dalla legge all'amministratore stesso, come tale viziato da nullità e non mera annullabilità su istanza dell'interessato.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Qualora l'amministratore di un'eredità condizionata abbia conseguito dal giudice, in esito al procedimento camerale all'uopo previsto, l'autorizzazione ad alienare determinati cespiti, provvedendo poi a tale alienazione, mediante l'occultamento fraudolento al giudice medesimo dell'effettiva consistenza di detti beni, nonché mediante una falsa rappresentazione dell'effettiva situazione dell'eredità e della destinazione delle somme da ricavare, deve riconoscersi all'erede condizionato, ovvero a chi subentri nella carica di amministratore dell'eredità, la facoltà di agire, in sede contenziosa e senza termini di prescrizione, per far valere l'invalidità di quell'autorizzazione, e, in via derivata, di quella vendita, anche nei confronti dei terzi acquirenti che non risultino in buona fede alla data dell'acquisto, tenuto conto che la suddetta domanda si traduce in una denuncia di nullità per un vizio di legittimità del provvedimento autorizzativo, derivante dallo sviamento della volizione dell'organo decidente per errore indotto dall'altrui dolo.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

La ricorrenza della nullità del contratto per illiceità della causa, configurabile anche nei contratti tipici, qualora un determinato schema negoziale venga utilizzato per il perseguimento di finalità contrarie ai principi giuridici ed etici fondamentali dell'ordinamento, non trova ostacolo nella circostanza che il contratto stesso presenti un contenuto formalmente conforme a quello predeterminato dal giudice, con autorizzazione alla stipulazione resa in sede di procedimento camerale (nella specie, autorizzazione alla vendita di beni di un'eredità condizionata rilasciata all'amministratore dell'eredità medesima), qualora la volontà di detto giudice risulti priva di validità ed efficacia per essere intervenuta su un oggetto sostanzialmente diverso da quello del contratto stesso (nella specie, in conseguenza di un fraudolento occultamento da parte di detto amministratore dell'effettiva consistenza dei beni da alienare e della situazione dell'eredità).

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Con riguardo ad atti traslativi dei beni di un'eredità sottoposta a condizione sospensiva, che si assumano illecitamente compiuti dall'amministratore dell'eredità medesima con frode in danno dell'erede condizionato, si deve riconoscere a quest'ultimo la legittimazione ad agire non soltanto con domanda risarcitoria, per denunciare il fatto illecito commesso in pregiudizio delle proprie aspettative, ma anche con domanda di nullità dei suddetti negozi, vertendosi in tema di azione con natura e finalità meramente conservative, rivolta al mantenimento, mediante pronuncia dichiarativa, dell'effettiva consistenza dell'asse ereditario.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Nel caso di istituzione di erede sotto condizione sospensiva l'amministratore nominato ai sensi dell'art. 641 c.c. ha la piena rappresentanza legale dell'eredità e ne tutela le ragioni per conto e nell'interesse del soggetto che, al verificarsi della condizione, risulterà beneficiario dell'eredità stessa, mentre la posizione dell'erede "sub condicione" si esaurisce in una aspettativa che può legittimarlo solo a chiedere misure cautelari e conservative. Nel caso di istituzione di erede sotto condizione sospensiva il negozio posto in essere dall'amministratore nominato ex art. 641 c.c. senza la necessaria autorizzazione comporta l'annullabilità del negozio stesso, dovendosi equiparare la nullità alla mancanza dell'autorizzazione.

Corte appello Napoli  25 luglio 1981



 
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