Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 642 codice civile: Persone a cui spetta l’amministrazione

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



L’amministrazione spetta alla persona a cui favore è stata disposta la sostituzione, ovvero al coerede o ai coeredi, quando tra essi e l’erede condizionale vi è il diritto di accrescimento (1).

Se non è prevista la sostituzione o non vi sono coeredi a favore dei quali abbia luogo il diritto di accrescimento, l’amministrazione spetta al presunto erede legittimo (2).

In ogni caso l’autorità giudiziaria (3), quando concorrono giusti motivi (4), può provvedere altrimenti (5).

Commento

Sostituzione: [v. 688]; Accrescimento (ordinario): [v. 674]; Erede legittimo: [v. 523].

 

(1) L’investitura non deriva da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, ma direttamente dalla legge.

 

(2) L’aggettivo attiene alla successione e non al rapporto di filiazione.

 

(3) Il tribunale del luogo di apertura della successione [v. 456].

 

(4) Ad esempio, se nessuna delle persone specificate può o vuole accettare l’incarico, oppure quando questo sia stato svolto in maniera insoddisfacente.

 

(5) Con decreto non impugnabile.

 

 

Giurisprudenza annotata

Successioni

Quando chiamato all'eredità è un nascituro non concepito, amministratore dei relativi beni è il c.d. chiamato in subordine il quale, sotto la vigilanza dei genitori del nascituro, può compiere atti di straordinaria amministrazione (nella fattispecie una vendita) secondo le regole che si riferiscono ai curatori dell'eredità giacente (art. 642, 643 e 644 c.c.; 783 c.p.c): pertanto, per il rilascio dell'autorizzazione (di competenza del tribunale ordinario) non è necessario richiedere il parere del giudice tutelare).

Giudice tutelare Roma  07 giugno 1997

L'eredità condizionata non è una persona giuridica, ma un patrimonio separato sino a che la disposizione non prenda efficacia a seguito dell'avverarsi della condizione, con la conseguenza che l'amministratore di detta eredità non assume la veste di rappresentante di un altro soggetto, ma è titolare del solo potere di gestire e conservare quel patrimonio separato. Pertanto, l'atto di disposizione, posto in essere da tale amministratore senza autorizzazione, od in base ad autorizzazione nulla, non può essere regolato dalla disciplina propria del rapporto di rappresentanza, ma configura un atto esorbitante dai compiti conferiti dalla legge all'amministratore stesso, come tale viziato da nullità e non mera annullabilità su istanza dell'interessato.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Qualora l'amministratore di un'eredità condizionata abbia conseguito dal giudice, in esito al procedimento camerale all'uopo previsto, l'autorizzazione ad alienare determinati cespiti, provvedendo poi a tale alienazione, mediante l'occultamento fraudolento al giudice medesimo dell'effettiva consistenza di detti beni, nonché mediante una falsa rappresentazione dell'effettiva situazione dell'eredità e della destinazione delle somme da ricavare, deve riconoscersi all'erede condizionato, ovvero a chi subentri nella carica di amministratore dell'eredità, la facoltà di agire, in sede contenziosa e senza termini di prescrizione, per far valere l'invalidità di quell'autorizzazione, e, in via derivata, di quella vendita, anche nei confronti dei terzi acquirenti che non risultino in buona fede alla data dell'acquisto, tenuto conto che la suddetta domanda si traduce in una denuncia di nullità per un vizio di legittimità del provvedimento autorizzativo, derivante dallo sviamento della volizione dell'organo decidente per errore indotto dall'altrui dolo.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

L'azione diretta alla conservazione della consistenza di un'eredità sottoposta a condizione, quale quella rivolta a far accertare la nullità di atti traslativi compiuti da chi all'epoca era amministratore dell'eredità medesima, è esperibile da parte del nuovo amministratore di quest'ultima senza necessità di preventiva autorizzazione, in quanto rientra nell'ambito dei poteri direttamente riconosciutigli dalla legge.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

La ricorrenza della nullità del contratto per illiceità della causa, configurabile anche nei contratti tipici, qualora un determinato schema negoziale venga utilizzato per il perseguimento di finalità contrarie ai principi giuridici ed etici fondamentali dell'ordinamento, non trova ostacolo nella circostanza che il contratto stesso presenti un contenuto formalmente conforme a quello predeterminato dal giudice, con autorizzazione alla stipulazione resa in sede di procedimento camerale (nella specie, autorizzazione alla vendita di beni di un'eredità condizionata rilasciata all'amministratore dell'eredità medesima), qualora la volontà di detto giudice risulti priva di validità ed efficacia per essere intervenuta su un oggetto sostanzialmente diverso da quello del contratto stesso (nella specie, in conseguenza di un fraudolento occultamento da parte di detto amministratore dell'effettiva consistenza dei beni da alienare e della situazione dell'eredità).

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Non sussiste incompatibilità tra l'istituzione di erede sospensivamente condizionata nella proprietà di determinati beni e l'attribuzione di un legato di usufrutto immediato sugli stessi a favore della medesima persona. Infatti, l'erede istituito sotto condizione sospensiva non può finché questa pende, essere già considerato titolare della nuda proprietà e, nello stesso periodo, non ha - a norma dell'art. 642 c.c. e in difetto di una diversa disposizione del "de cuius" - neppure l'amministrazione dei beni, il cui godimento, pertanto, ben può essergli immediatamente attribuito usufrutto, salvo, nel caso di avveramento dell'evento dedotto in condizione, l'acquisto in proprietà dei beni stessi in capo all'onorato, con effetto dall'apertura della successione, non ostandovi l'avvenuto godimento di essi, medio tempore, a diverso titolo.

Cassazione civile sez. II  09 dicembre 1980 n. 6365  



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