Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 643 codice civile: Amministrazione in caso di eredi nascituri

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Le disposizioni dei due precedenti articoli si applicano anche nel caso in cui sia chiamato a succedere un non concepito, figlio di una determinata persona vivente. A questa spetta la rappresentanza del nascituro, per la tutela dei suoi diritti successori, anche quando l’amministratore dell’eredità è una persona diversa (1) (2).

Se è chiamato un concepito, l’amministrazione spetta al padre e alla madre (3).

Commento

Rappresentanza: [v. Libro IV, Titolo II, Capo VI].

 

(1) Se il testatore indica due persone di cui il nascituro deve essere figlio, la rappresentanza spetterà a entrambe congiuntamente.

 

(2) Il rappresentante ha il compito di sorvegliare l’attività dell’amministratore, ma non può condizionarne lo svolgimento.

 

(3) Comma così sostituito ex art. 84, d.lgs. 28-12-2013, n. 154 (Attuazione riforma filiazione), in vigore dal 7-2-2014 (art. 108 d.lgs. cit.).

 

 

Giurisprudenza annotata

Successioni

Quando chiamato all'eredità è un nascituro non concepito, amministratore dei relativi beni è il c.d. chiamato in subordine il quale, sotto la vigilanza dei genitori del nascituro, può compiere atti di straordinaria amministrazione (nella fattispecie una vendita) secondo le regole che si riferiscono ai curatori dell'eredità giacente (art. 642, 643 e 644 c.c.; 783 c.p.c): pertanto, per il rilascio dell'autorizzazione (di competenza del tribunale ordinario) non è necessario richiedere il parere del giudice tutelare).

Giudice tutelare Roma  07 giugno 1997

Nel caso di eredità devoluta a figli nati e nascituri non è ammissibile un acquisto per usucapione dei beni da parte del genitore che ne ha la rappresentanza ed il possesso.

Tribunale Roma  01 aprile 1992

Con riguardo ad atti traslativi dei beni di un'eredità sottoposta a condizione sospensiva, che si assumano illecitamente compiuti dall'amministratore dell'eredità medesima con frode in danno dell'erede condizionato, si deve riconoscere a quest'ultimo la legittimazione ad agire non soltanto con domanda risarcitoria, per denunciare il fatto illecito commesso in pregiudizio delle proprie aspettative, ma anche con domanda di nullità dei suddetti negozi, vertendosi in tema di azione con natura e finalità meramente conservative, rivolta al mantenimento, mediante pronuncia dichiarativa, dell'effettiva consistenza dell'asse ereditario.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  



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