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Art. 644 codice civile: Obblighi e facoltà degli amministratori

Agli amministratori indicati dai precedenti articoli (1) sono comuni le regole che si riferiscono ai curatori dell’eredità giacente.


Commento

Curatore dell’eredità giacente: [v. 528].

 

(1) Il riferimento s’intende fatto all’amministratore del lascito sotto condizione sospensiva. Non riguarda invece l’amministratore nominato nel caso in cui non è stata fornita la garanzia richiesta [v. 641].

 

(2) Gli amministratori potranno compiere tutti gli atti necessari alla conservazione del patrimonio, siano essi di ordinaria o di straordinaria amministrazione (questi ultimi dovranno però essere autorizzati dal tribunale).

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Quando chiamato all'eredità è un nascituro non concepito, amministratore dei relativi beni è il c.d. chiamato in subordine il quale, sotto la vigilanza dei genitori del nascituro, può compiere atti di straordinaria amministrazione (nella fattispecie una vendita) secondo le regole che si riferiscono ai curatori dell'eredità giacente (art. 642, 643 e 644 c.c.; 783 c.p.c): pertanto, per il rilascio dell'autorizzazione (di competenza del tribunale ordinario) non è necessario richiedere il parere del giudice tutelare).

Giudice tutelare Roma  07 giugno 1997

L'eredità condizionata non è una persona giuridica, ma un patrimonio separato sino a che la disposizione non prenda efficacia a seguito dell'avverarsi della condizione, con la conseguenza che l'amministratore di detta eredità non assume la veste di rappresentante di un altro soggetto, ma è titolare del solo potere di gestire e conservare quel patrimonio separato. Pertanto, l'atto di disposizione, posto in essere da tale amministratore senza autorizzazione, od in base ad autorizzazione nulla, non può essere regolato dalla disciplina propria del rapporto di rappresentanza, ma configura un atto esorbitante dai compiti conferiti dalla legge all'amministratore stesso, come tale viziato da nullità e non mera annullabilità su istanza dell'interessato.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Qualora l'amministratore di un'eredità condizionata abbia conseguito dal giudice, in esito al procedimento camerale all'uopo previsto, l'autorizzazione ad alienare determinati cespiti, provvedendo poi a tale alienazione, mediante l'occultamento fraudolento al giudice medesimo dell'effettiva consistenza di detti beni, nonché mediante una falsa rappresentazione dell'effettiva situazione dell'eredità e della destinazione delle somme da ricavare, deve riconoscersi all'erede condizionato, ovvero a chi subentri nella carica di amministratore dell'eredità, la facoltà di agire, in sede contenziosa e senza termini di prescrizione, per far valere l'invalidità di quell'autorizzazione, e, in via derivata, di quella vendita, anche nei confronti dei terzi acquirenti che non risultino in buona fede alla data dell'acquisto, tenuto conto che la suddetta domanda si traduce in una denuncia di nullità per un vizio di legittimità del provvedimento autorizzativo, derivante dallo sviamento della volizione dell'organo decidente per errore indotto dall'altrui dolo.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808

L'azione diretta alla conservazione della consistenza di un'eredità sottoposta a condizione, quale quella rivolta a far accertare la nullità di atti traslativi compiuti da chi all'epoca era amministratore dell'eredità medesima, è esperibile da parte del nuovo amministratore di quest'ultima senza necessità di preventiva autorizzazione, in quanto rientra nell'ambito dei poteri direttamente riconosciutigli dalla legge.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

La ricorrenza della nullità del contratto per illiceità della causa, configurabile anche nei contratti tipici, qualora un determinato schema negoziale venga utilizzato per il perseguimento di finalità contrarie ai principi giuridici ed etici fondamentali dell'ordinamento, non trova ostacolo nella circostanza che il contratto stesso presenti un contenuto formalmente conforme a quello predeterminato dal giudice, con autorizzazione alla stipulazione resa in sede di procedimento camerale (nella specie, autorizzazione alla vendita di beni di un'eredità condizionata rilasciata all'amministratore dell'eredità medesima), qualora la volontà di detto giudice risulti priva di validità ed efficacia per essere intervenuta su un oggetto sostanzialmente diverso da quello del contratto stesso (nella specie, in conseguenza di un fraudolento occultamento da parte di detto amministratore dell'effettiva consistenza dei beni da alienare e della situazione dell'eredità).

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Con riguardo ad atti traslativi dei beni di un'eredità sottoposta a condizione sospensiva, che si assumano illecitamente compiuti dall'amministratore dell'eredità medesima con frode in danno dell'erede condizionato, si deve riconoscere a quest'ultimo la legittimazione ad agire non soltanto con domanda risarcitoria, per denunciare il fatto illecito commesso in pregiudizio delle proprie aspettative, ma anche con domanda di nullità dei suddetti negozi, vertendosi in tema di azione con natura e finalità meramente conservative, rivolta al mantenimento, mediante pronuncia dichiarativa, dell'effettiva consistenza dell'asse ereditario.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 808  

Volontaria Giurisdizione

Finché l'autorità amministrativa non provvede sull'istanza di autorizzazione al conseguimento, da parte della persona giuridica legataria, del legato avente fra l'altro per oggetto un immobile, l'erede viene a trovarsi rispetto a tale immobile in posizione identica a quella assunta, rispetto a tutto il complesso dei beni ceduti in una eredità, da soggetti ai quali spetta, in caso di disposizioni testamentarie a titolo universale sottoposta condizione sospensiva, l'amministrazione della eredità, ovverossia da soggetti che ex art. 644 c.c., debbono sottostare alle regole dettate per i curatori delle eredità giacenti; e pertanto, in vigenza della procedura autorizzativa ex art. 17 c.c. l'erede deve essere preventivamente autorizzato ex art. 783 c.p.c. alla vendita per necessità o utilità evidente dell'immobile oggetto di legato a favore della persona giuridica.

Corte appello Torino  23 luglio 1980



 
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