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Art. 647 codice civile: Onere

Tanto all’istituzione di erede quanto al legato può essere apposto un onere (1). Se il testatore non ha diversamente disposto, l’autorità giudiziaria, qualora ne ravvisi l’opportunità, può imporre all’erede (2) o al legatario (3) gravato dall’onere una cauzione (4).

L’onere impossibile (5) o illecito (6) si considera non apposto; rende tuttavia nulla la disposizione, se ne ha costituito il solo motivo determinante (7).


Commento

Cauzione: [v. 1319]; Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI].

 

Onere: elemento accessorio dei negozi gratuiti [v. 657] consistente in un sacrificio (peso) che il beneficiario dell’atto di liberalità sopporta per volere del soggetto che ha compiuto l’attribuzione al fine di ottenere o conservare per se stesso un vantaggio giuridico.

 

(1) L’onere può consistere in un dare, un fare o in un non fare.  L’onere può essere disposto a tutela di interessi dell’autore del negozio, dello stesso soggetto obbligato al comportamento, di un terzo o, infine, della collettività.

 

(2) L’erede risponde delle obbligazioni derivanti dall’onere non nei limiti del valore dei beni acquistati, ma anche, eventualmente, con il proprio patrimonio.

 

(3) Il legatario, invece, risponde nei limiti del valore dei beni ricevuti (ossia intra vires).

 

(4) L’imposizione di una cauzione attesta che l’onere è una vera e propria obbligazione [v. Libro IV, Titolo I], in quanto la legge riconosce ai soggetti interessati il potere di richiedere l’intervento del giudice nel caso di sua mancata realizzazione.

 

(5) La semplice difficoltà non è sufficiente; l’impossibilità riguarda esclusivamente le ipotesi di impossibilità originaria mentre l’impossibilità sopravvenuta è disciplinata dai principi generali relativi alla risoluzione o all’estinzione dell’obbligazione.

 

(6) La valutazione di impossibilità o illiceità deve essere effettuata con riferimento al tempo dell’apertura della successione [v. 456].

 

(7) Non occorre che l’incisività dell’onere risulti dal testamento.

 

 

L'onere si trasferisce su coloro i quali acquistano effettivamente l’eredità, se l’erede testamentario o il legatario rifiutano (es.: Tizio nomina erede Caio con l’incarico di costruire una casa di riposo per anziani. Se Caio rinunzia e l’eredità viene acquistata da Sempronio, erede legittimo [v. 565], costui dovrà comunque compiere l’opera prevista).

L’onere si distingue sotto vari aspetti dalla condizione [v. 1353] che se sospensiva, rende la disposizione priva di effetti fino a quando l’evento non si verifica; se risolutiva opera automaticamente, ponendo nel nulla gli effetti già prodotti. L’onere, al contrario, non determina, se ineseguito, la cessazione degli effetti, che potrà essere disposta dall’autorità competente se il testatore l’ha espressamente previsto.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Il diritto di prelazione attribuito attraverso l'apposizione, in un testamento, di un onere modale non ha efficacia reale, e la sua violazione non comporta un diritto al riscatto ma solo (nell'ipotesi di inadempimento del "modus"), ma consente soltanto i rimedi di cui all'art. 648 cod. civ. ed il risarcimento del danno. Rigetta, App. Campobasso, 13/07/2007

Cassazione civile sez. III  07 novembre 2013 n. 25052  

La presenza in un testamento di una clausola condizionale è rivelata non tanto dalla sua formulazione letterale e dalla sua collocazione nel contesto del negozio, quanto dal carattere intrinseco del fatto cui è subordinata l'efficacia della disposizione, indipendentemente dalle parole adoperate dal testatore. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha respinto il ricorso avverso la decisione del giudice di merito, che, con motivazione congrua e logica, aveva qualificato in termini condizionali, anziché modali, la clausola di assistenza, mediante la quale il testatore riferiva dell'impegno dell'istituito "ad assistermi per tutta la vita per qualsiasi necessità io vada incontro"). Rigetta, App. Napoli, 07/12/2006

Cassazione civile sez. II  29 luglio 2013 n. 18219  

Il legato modale si perfeziona ed è efficace sin dall'apertura della successione e conseguentemente l'adempimento dell'onere non si configura come condizione sospensiva dell'efficacia della disposizione testamentaria del "de cuius" in favore dell'onerato, per cui l'impossibilità dell'adempimento dell'onere (che, ai sensi dell'art. 647 c.c., rende nullo il legato al quale sia apposto un onere, ove l'onere stesso ne abbia costituito l'unico motivo determinante), è soltanto l'impossibilità originaria (attinente al momento genetico del negozio), e non quella sopravvenuta (riguardante il momento funzionale del negozio).

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

L'impossibilità dell'onere che, ai sensi dell'art. 647 c.c., rende nullo il legato al quale sia apposto, ove l'onere stesso ne abbia costituito l'unico motivo determinante, è soltanto l'impossibilità originaria, ossia già esistente al momento dell'apertura della successione e non quella sopravvenuta.

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

In tema di successioni "mortis causa", allorché l'adempimento dell'onere apposto ad una disposizione testamentaria, consistente nell'obbligo per l'erede di prestare assistenza e cura ad un terzo vita natural durante, sia reso impossibile dal rifiuto di quest'ultimo di usufruire di tali prestazioni, non è configurabile la nullità della disposizione ai sensi dell'art. 647, comma 3, c.c., il quale attiene esclusivamente alle ipotesi di impossibilità originaria di adempimento dell'onere, trovando, invece, l'impossibilità sopravvenuta la propria disciplina nei principi generali relativi alla risoluzione o all'estinzione dell'obbligazione, con conseguente eventuale liberazione dell'onerato a seguito di costituzione in mora del beneficiario. Cassa con rinvio, App. Roma, 11/04/2006

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

In tema di legato modale l'adempimento dell'onere non si configura come condizione sospensiva dell'efficacia della disposizione testamentaria del "de cuius" in favore dell'onerato; l'impossibilità dell'onere, che, ai sensi dell'art. 647 c.c., rende nullo il legato al quale sia apposto un onere, ove l'onere stesso ne abbia costituito l'unico motivo determinante, è soltanto l'impossibilità originaria, ossia già esistente al momento dell'apertura della successione e non quella sopravvenuta.

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

Nella successione testamentaria, si configura il sublegato quando onerato è un legatario o un prelegatario e onorato è un terzo o un erede, anche se prelegatario. (Nella specie, il testatore aveva lasciato un fondo a titolo di prelegato a un figlio, con l'obbligo di corrispondere all'altro figlio la metà del valore di detto fondo, sempre a titolo di prelegato; in base all'enunciato principio, la S.C. ha confermato la qualificazione operata dal giudice di merito, nel senso del sublegato e non dell'onere, con conseguente inapplicabilità della risoluzione ex art. 648 c.c.).

Cassazione civile sez. II  20 febbraio 2013 n. 4269  

In base all'art. 671 c.c., secondo cui il legatario ha l'obbligo di adempiere al legato e ad ogni altro onere impostogli nel limite del valore della cosa legata, è ammissibile il legato gravato da un onere che ne assorbe interamente il valore; la relativa disposizione testamentaria è valida, e dalla presenza di un tale onere non può concludersi - ai fini della nullità del legato ai sensi dell'aart. 647, comma 3, c.c. - che l'onere stesso costituisca l'unico e determinante motivo del legato

Cassazione civile sez. II  30 luglio 2007 n. 16846  

In materia di successione testamentaria l'art. 671 c.c. prescrive l'obbligo per il legatario di adempiere al legato e ad ogni altro onere a lui imposto entro i limiti di valore della cosa legata; ne deriva che, qualora il modus a carico del legatario assorba per intero il valore del legato, ciò non comporta l'invalidità della disposizione, né da tale circostanza è lecito concludere che un simile onere costituisca l'unico e determinante motivo del legato stesso, ai fini di rendere applicabile la disciplina della nullità di cui all'art. 647, comma 3, c.c..

Cassazione civile sez. II  30 luglio 2007 n. 16846  



 
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