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Art. 648 codice civile: Adempimento dell’onere

Per l’adempimento dell’onere può agire qualsiasi interessato (1).

Nel caso d’inadempimento dell’onere, l’autorità giudiziaria può pronunziare la risoluzione della disposizione testamentaria, se la risoluzione (2) è stata prevista dal testatore, o se l’adempimento dell’onere ha costituito il solo motivo determinante della disposizione (3).


Commento

Adempimento: [v. Libro IV, Titolo I, Capo II]; Onere: [v. 647]; Risoluzione: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIV].

 

(1) Si considera tale non solo chi trae un vantaggio diretto dall’adempimento dell’onere, ma anche chi è portatore di un interesse morale, come il vedere attuata la volontà del defunto (es.: i suoi eredi). Non rientrano nella categorie degli interessati i chiamati ulteriori, ossia quelli che verranno alla successione nel caso in cui il primo chiamato non possa o non voglia accettare. Questi, infatti, hanno interesse a far valere l’inadempimento per sostituirsi al chiamato.

 

(2) Come conseguenza, il soggetto onerato perderà il bene acquistato con effetto retroattivo [v. 521], ossia dal momento dell’apertura della successione. Dovrà inoltre restituire i frutti [v. 820] percepiti dopo l’inizio del giudizio tendente alla pronuncia di risoluzione.

 

(3) Al di fuori delle ipotesi previste dalla legge, l’inadempimento non produrrà la risoluzione della disposizione, ma legittimerà chi ne ha ricevuto un danno a chiedere il risarcimento al giudice.

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Il diritto di prelazione attribuito attraverso l'apposizione, in un testamento, di un onere modale non ha efficacia reale, e la sua violazione non comporta un diritto al riscatto ma solo (nell'ipotesi di inadempimento del "modus"), ma consente soltanto i rimedi di cui all'art. 648 cod. civ. ed il risarcimento del danno. Rigetta, App. Campobasso, 13/07/2007

Cassazione civile sez. III  07 novembre 2013 n. 25052  

La presenza in un testamento di una clausola condizionale è rivelata non tanto dalla sua formulazione letterale e dalla sua collocazione nel contesto del negozio, quanto dal carattere intrinseco del fatto cui è subordinata l'efficacia della disposizione, indipendentemente dalle parole adoperate dal testatore. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha respinto il ricorso avverso la decisione del giudice di merito, che, con motivazione congrua e logica, aveva qualificato in termini condizionali, anziché modali, la clausola di assistenza, mediante la quale il testatore riferiva dell'impegno dell'istituito "ad assistermi per tutta la vita per qualsiasi necessità io vada incontro"). Rigetta, App. Napoli, 07/12/2006

Cassazione civile sez. II  29 luglio 2013 n. 18219  

Il legato modale si perfeziona ed è efficace sin dall'apertura della successione e conseguentemente l'adempimento dell'onere non si configura come condizione sospensiva dell'efficacia della disposizione testamentaria del "de cuius" in favore dell'onerato, per cui l'impossibilità dell'adempimento dell'onere (che, ai sensi dell'art. 647 c.c., rende nullo il legato al quale sia apposto un onere, ove l'onere stesso ne abbia costituito l'unico motivo determinante), è soltanto l'impossibilità originaria (attinente al momento genetico del negozio), e non quella sopravvenuta (riguardante il momento funzionale del negozio).

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

Non si può dichiarare la nullità del legato modale in caso di impossibilità sopravvenuta dell'onere. Cassa App. Roma 11 aprile 2006

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

L'impossibilità dell'onere che, ai sensi dell'art. 647 c.c., rende nullo il legato al quale sia apposto, ove l'onere stesso ne abbia costituito l'unico motivo determinante, è soltanto l'impossibilità originaria, ossia già esistente al momento dell'apertura della successione e non quella sopravvenuta.

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

In tema di successioni "mortis causa", allorché l'adempimento dell'onere apposto ad una disposizione testamentaria, consistente nell'obbligo per l'erede di prestare assistenza e cura ad un terzo vita natural durante, sia reso impossibile dal rifiuto di quest'ultimo di usufruire di tali prestazioni, non è configurabile la nullità della disposizione ai sensi dell'art. 647, comma 3, c.c., il quale attiene esclusivamente alle ipotesi di impossibilità originaria di adempimento dell'onere, trovando, invece, l'impossibilità sopravvenuta la propria disciplina nei principi generali relativi alla risoluzione o all'estinzione dell'obbligazione, con conseguente eventuale liberazione dell'onerato a seguito di costituzione in mora del beneficiario. Cassa con rinvio, App. Roma, 11/04/2006

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

In tema di legato modale l'adempimento dell'onere non si configura come condizione sospensiva dell'efficacia della disposizione testamentaria del "de cuius" in favore dell'onerato; l'impossibilità dell'onere, che, ai sensi dell'art. 647 c.c., rende nullo il legato al quale sia apposto un onere, ove l'onere stesso ne abbia costituito l'unico motivo determinante, è soltanto l'impossibilità originaria, ossia già esistente al momento dell'apertura della successione e non quella sopravvenuta.

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11906  

Nella successione testamentaria, si configura il sublegato quando onerato è un legatario o un prelegatario e onorato è un terzo o un erede, anche se prelegatario. (Nella specie, il testatore aveva lasciato un fondo a titolo di prelegato a un figlio, con l'obbligo di corrispondere all'altro figlio la metà del valore di detto fondo, sempre a titolo di prelegato; in base all'enunciato principio, la S.C. ha confermato la qualificazione operata dal giudice di merito, nel senso del sublegato e non dell'onere, con conseguente inapplicabilità della risoluzione ex art. 648 c.c.).

Cassazione civile sez. II  20 febbraio 2013 n. 4269



 
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