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Art. 649 codice civile: Acquisto del legato

Il legato (1) si acquista senza bisogno di accettazione, salva la facoltà di rinunziare.

Quando oggetto del legato è la proprietà di una cosa determinata o altro diritto appartenente al testatore, la proprietà o il diritto si trasmette dal testatore al legatario al momento della morte del testatore.

Il legatario però deve domandare all’onerato il possesso della cosa legata, anche quando ne è stato espressamente dispensato dal testatore.


Commento

Proprietà: [v. 832]; Possesso: [v. Libro III, Titolo VIII].

 

Legato:  si definisce legato la disposizione mortis causa con cui l'autore di un testamento attribuisce a un soggetto da lui indicato nominativamente, detto legatario, singoli beni a carico dell'eredità.

 

Onerato: termine con cui si indica, generalmente, il soggetto gravato da un peso. In particolare l’(—) è colui sul quale grava il peso del legato [v. 649] o dell’onere [v. 647].

 

Dispensa: esonero dall’adempimento di un obbligo.

 

(1) È possibile distinguere due diversi tipi di legato: il legato di specie, avente ad oggetto un bene o un diritto specificamente individuato nel patrimonio del testatore («Lego a Tizio la mia villa a Capri») e il legato di genere, avente ad oggetto una cosa presa in considerazione per la sua appartenenza ad una categoria di cose che presentano caratteri comuni («Lego a Tizio cinquanta quintali di grano»).

 

La norma sancisce la regola fondamentale secondo cui l’acquisto del legato si realizza automaticamente senza bisogno di accettazione, a differenza di quanto avviene con riferimento all’acquisto dell’eredità [v. 459].


Giurisprudenza annotata

Notai

Il notaio che pubblica un testamento con legato immobiliare ha il duplice obbligo, civile e deontologico, di provvedere alla trascrizione, in quanto il legato si acquista senza necessità di accettazione, mentre tale obbligo non sussiste per il testamento con istituzione di erede "ex re certa", in quanto l'acquisto dell'immobile che il testatore ha incluso nella quota ereditaria richiede l'accettazione dell'istituto. Rigetta, App. Torino, 21/05/2012

Cassazione civile sez. II  25 febbraio 2014 n. 4485  

Se il legato ha per oggetto un diritto non soggetto a prescrizione, come il diritto di proprietà su di un bene, il beneficiario non perde la (non esercitata) facoltà di chiederne la consegna nei confronti del detentore, sia esso o no l'erede, fino a quando non abbia perso il diritto di proprietà in conseguenza del suo acquisto da parte di un terzo secondo uno dei modi stabiliti dalla legge: non è, difatti, configurabile, alla stregua dell'art. 649, terzo comma, cod. civ., un diritto autonomo a richiedere il possesso della cosa legata, integrando la relativa richiesta un onere del legatario, rispetto al quale è estranea la prescrizione, che colpisce, a norma dell'art. 2934 cod. civ., i diritti soggettivi. Rigetta, App. Napoli, 26/10/2006

Cassazione civile sez. II  05 novembre 2013 n. 24751  

La facoltà di rinunziare al legato, ai sensi dell'art. 649 cod. civ., è preclusa quando il legatario abbia compiuto atti di esercizio del diritto oggetto del legato, manifestando una volontà incompatibile con la volontà dismissiva, come nel caso in cui il legatario di usufrutto, godendo del bene e consumandone i frutti, abbia esercitato le facoltà spettanti all'usufruttuario a norma dell'art. 981 cod. civ. Rigetta, App. Napoli, 21/07/2006

Cassazione civile sez. II  10 settembre 2013 n. 20711  

La disposizione testamentaria con cui il testatore abbia lasciato ad un legatario le somme ricavabili dalla vendita dei beni mobili presenti nella propria abitazione alla data dell'apertura della successione, nonché le somme risultanti a credito su un conto corrente bancario sempre al momento della sua morte, ha natura non di legato di genere, ma di legato di specie in relazione alla percezione di quei determinati importi, essendo evidente l'intenzione del "de cuius" di considerare il denaro, quanto al primo oggetto, come espressione della monetizzazione del suo patrimonio mobiliare, e di attribuire, col secondo lascito, non già un qualche ammontare di numerario, quanto il diritto di esigere il capitale e gli interessi presenti in conto in un certo momento. Cassa senza rinvio, App. Napoli, 08/05/2007

Cassazione civile sez. II  06 giugno 2013 n. 14358

Il diritto di abitazione, riservato dall'art. 540, comma 2, c.c. al coniuge superstite sulla casa adibita a residenza familiare, si configura come un legato "ex lege", che viene acquisito immediatamente da detto coniuge, secondo la regola di cui all'art. 649, comma 2, c.c., al momento dell'apertura della successione. Ne consegue che non può porsi un conflitto, da risolvere in base alle norme sugli effetti della trascrizione, tra il diritto di abitazione, che il coniuge legatario acquista direttamente dall'ereditando, ed i diritti spettanti agli aventi causa dall'erede. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva escluso la necessità della trascrizione del diritto di abitazione ex art. 540 c.c. ai fini della sua opponibilità al ricorrente, aggiudicatario in sede di asta fallimentare di una quota di comproprietà dell'immobile appartenente ad un coerede).

Cassazione civile sez. II  30 aprile 2012 n. 6625  

In tema di legato, poiché il legatario acquista la proprietà del bene, ai sensi dell'art. 649 c.c., fin dal momento dell'apertura della successione, con la medesima decorrenza sono a lui dovute, altresì le somme corrispondenti alla fruttificazione dell'immobile, in caso di sua ritardata od omessa consegna.

Cassazione civile sez. II  13 dicembre 2010 n. 25155  

In materia di successioni "mortis causa", mentre l'acquisto del legato ai sensi dell'art. 649 c.c., non necessita di accettazione e si verifica "ex lege" - sebbene la presenza di una accettazione possa rivelarsi utile come manifestazione di volontà di rendere definitivo e irretrattabile l'acquisto di legge - la rinuncia, ove il legato stesso abbia ad oggetto beni immobili (come nella specie), risolvendosi in un atto di dismissione della proprietà su beni già acquisiti al patrimonio del rinunciante, deve essere, in forza dell'art. 1350, comma 1 n. 5, c.c., espressamente redatta per iscritto a pena di nullità.

Cassazione civile sez. II  22 giugno 2010 n. 15124  

A differenza dell'erede - il quale succede di diritto nella situazione possessoria del de cuius, pur essendo tenuto all'accettazione dell'eredità - il legatario, che acquista il legato senza bisogno di accettazione, dipende dall'erede per conseguire il possesso del bene legato; ne consegue che la sentenza la quale accerti il diritto del legatario alla consegna della cosa, ai sensi dell'art. 649, comma 3, c.c., una volta passata in giudicato, rende incontestabile anche la proprietà della cosa in capo al legatario stesso.

Cassazione civile sez. II  24 marzo 2009 n. 7068  



 
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