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Art. 651 codice civile: Legato di cosa dell’onerato o di un terzo

II legato di cosa dell’onerato o di un terzo è nullo, salvo che dal testamento o da altra dichiarazione scritta dal testatore risulti che questi sapeva che la cosa legata apparteneva all’onerato o al terzo. In quest’ultimo caso l’onerato è obbligato ad acquistare la proprietà della cosa dal terzo e a trasferirla al legatario, ma è in sua facoltà di pagarne al legatario il giusto prezzo (1).

Se però la cosa legata, pur appartenendo ad altri al tempo del testamento, si trova in proprietà del testatore al momento della sua morte, il legato è valido.


Commento

Onerato: [v. 649]; Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI].

 

(1) Il riferimento al giusto prezzo sta ad indicare il valore venale della cosa oggetto del legato, calcolato al tempo dell’esecuzione. Se poi il legatario ha acquistato direttamente dal terzo, avrà diritto al rimborso di quanto pagato.

 

In linea di massima, un legato è valido quando la cosa che ne è oggetto è di proprietà del testatore. L’articolo in esame contempla un’eccezione volta ad attuare nel modo più fedele possibile la volontà del defunto.


Giurisprudenza annotata

 

Successioni

L'art. 651 c.c. prevede che colui che è obbligato all'adempimento del legato di cosa altrui deve trasferirla al legatario e, quindi, nella fattispecie, il convenuto, erede del de cuius, è obbligato come innanzi per cui, una volta dichiarato il trasferimento del bene, deve essere ordinato al Conservatore la trascrizione dell'emananda sentenza ed al convenuto la consegna del bene all'avente diritto (fattispecie in cui la testatrice non solo aveva donato al convenuto un fondo anni prima, il che già di per sé porta a ritenerla consapevole dell'altruità del bene che stava legando all'attrice, ma a poco più di due settimane dalla redazione della scheda testamentaria, ella scrisse al convenuto una lettera con la quale spiegava le ragioni dell'attribuzione all'attrice dello stesso fondo, lettera che non avrebbe avuto alcun senso se la de cuius non fosse stata consapevole del fatto che il più volte ripetuto fondo non era di sua proprietà al momento della redazione del testamento).

Tribunale Bari sez. I  13 giugno 2012 n. 2131  

Il legato per mezzo del quale si dispone di beni determinati, parte di una comunione più ampia, è invalido se al momento dell'apertura della successione del disponente gli stessi non risultino essergli stati precedentemente assegnati, quanto meno a titolo di stralcio divisionale preventivo, in modo tale che la disposizione "mortis causa" possa essere ritenuta valida in quanto traslativa di un bene proprio identificato anche soltanto "pro parte".

Cassazione civile sez. II  17 aprile 2002 n. 5485  

La previsione normativa in tema di legato di cosa parzialmente altrui regola l'ipotesi in cui la cosa legata costituisce l'unico oggetto di comunione e non la diversa ipotesi in cui la comunione interessa una porzione immobiliare comprendente diverse unità della quale è parte l'unità oggetto della disposizione.

Cassazione civile sez. II  17 aprile 2002 n. 5485

Imposte

In tema di imposta sulle successioni, nell'ipotesi di legato di cosa altrui, il legatario, in conseguenza della facoltà esercitata dall'erede di pagare il giusto prezzo dell'immobile oggetto del legato ex art. 651 c.c., diviene titolare di un diritto di credito, che va rapportato al bene immobile e che va valutato sulla base del valore venale in comune commercio dell'immobile stesso, in base agli art. 14 e 18 d.lg. 31 ottobre 1990 n. 546.

Cassazione civile sez. trib.  12 luglio 2005 n. 14685  

Ove il "de cuius", dopo avere conferito un proprio immobile in una società di persone di cui è titolare per la quota del 99,6 per cento, leghi l'immobile stesso a un terzo, per la valutazione della base imponibile, ai fini dell'imposta di successione, occorre fare riferimento esclusivamente al valore venale dell'immobile in comune commercio, trattandosi di legato di cosa di un terzo (senza che rilevi, pertanto, né il valore catastale dello stesso, né la somma attribuita al legatario in sede di transazione con l'erede per il conseguimento del legato stesso). (Conferma Comm. trib. rg. Trieste 10 dicembre 1998 n. 110/13).

Cassazione civile sez. trib.  12 luglio 2005 n. 14685  

L'assoggettamento ad imposta di registro del contratto con il quale un coerede trasferisce ad altro coerede un bene di sua proprietà (da lui acquistato prima dell'apertura della successione) non resta escluso per il fatto che tale trasferimento sia stato effettuato in ottemperanza ad una disposizione testamentaria del de cuius (legato, onere, condizione), atteso che l'atto intervenuto fra i coeredi investe un bene non compreso nel patrimonio ereditario, e, quindi, l'imposta di registro, inerendo ad un passaggio di ricchezza diverso da quello cui si riferisce l'imposta di successione, non costituisce una duplicazione di quest'ultima.

Cassazione civile sez. I  28 giugno 1984 n. 3837  



 
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