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Art. 658 codice civile: Legato di credito o di liberazione da debito

Il legato di un credito (1) o di liberazione da un debito (2) ha effetto per la sola parte del credito o del debito che sussiste al tempo della morte del testatore.

L’erede è soltanto tenuto a consegnare al legatario i titoli (3) del credito legato che si trovavano presso il testatore (4).


Commento

(1) La norma si riferisce tanto ad un credito del testatore nei confronti del legatario, tanto ad un credito nei riguardi di un terzo.

 

(2) Se il legato riguarda la liberazione del legatario da tutti i debiti che costui aveva nei confronti del defunto, si presume che si riferisca ai debiti esistenti al tempo della compilazione del testamento e sussistenti al momento della morte.

 

(3) Ad esempio documenti di legittimazione (che consentono cioè di ricevere il bene o servizio oggetto del contratto mediante la semplice esibizione) quali i libretti bancari.

 

(4) Sebbene il legato di credito comporti l’immediato passaggio del diritto di credito dal testatore al legatario, questi è tenuto a chiedere all’onerato il consenso per il suo esercizio nei confronti del debitore. In tal caso l’onerato è solo tenuto a consegnare i documenti relativi al credito.

 

La norma disciplina l’ipotesi del legato avente ad oggetto un credito del testatore nei confronti di un terzo o nei confronti dello stesso legatario: in quest’ultimo caso ricorre una vera e propria remissione del debito [v. 1236] a favore del legatario.


Giurisprudenza annotata

Successioni

Il legato di somma di denaro da prendersi da un certificato di deposito bancario, si configura quale legato di credito, con la conseguenza che esso è inefficace qualora al momento della morte del testatore tale credito risulti estinto.

Tribunale Terni  26 luglio 2006 n. 459  

Il principio per cui la rinunzia richiede la forma scritta "ad substantiam" solo quando abbia come oggetto immediato i diritti reali immobiliari indicati nell'art. 1350 c.c., è estraneo all'ipotesi di rinunzia ad un legato in sostituzione della legittima allorché il contenuto del legato medesimo abbia il carattere meramente obbligatorio di liberazione del legatario da una prestazione dovuta nei confronti del testatore (c.d. "remissio mortis causa"). Ciò non toglie, peraltro, che la rinuncia, quale negozio unilaterale dismissivo di un diritto (reale o obbligatorio) il cui acquisto si è verificato "ipso iure" al momento dell'apertura della successione, onde essere ritenuta e rinvenuta come tale, richieda una valida e non equivoca manifestazione dell'intento abdicativo del diritto.

Cassazione civile sez. II  15 maggio 1997 n. 4287

Il principio per cui la rinunzia richiede forma scritta ad substantiam solo quando abbia come oggetto immediato i diritti reali immobiliari indicati nell'art. 1350 c.c., è estraneo all'ipotesi di rinunzia ad un legato in sostituzione della legittima allorché il contenuto del legato medesimo abbia il carattere meramente obbligatorio di liberazione del legatario da una prestazione dovuta nei confronti del testatore (c.d. "remissio mortis causa"). Ciò non toglie - peraltro - che la rinuncia, quale negozio unilaterale dismissivo di un diritto (reale o obbligatorio) il cui acquisto si è verificato "ipso iure" al momento dell'apertura della successione, onde essere ritenuta e rinvenuta come tale, richieda una valida e non equivoca manifestazione dell'intento abdicativo del diritto.

Cassazione civile sez. II  15 maggio 1997 n. 4287  



 
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