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Art. 659 codice civile: Legato a favore del creditore

Se il testatore, senza fare menzione del debito, fa un legato al suo creditore, il legato non si presume fatto per soddisfare il legatario del suo credito.


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Giurisprudenza annotata

Successioni

Il "legato di debito proprio" - previsto dall'art. 659 c.c. - va inteso come volto a soddisfare il legatario creditore quando il "de cuius" abbia menzionato nella scheda testamentaria, anche per implicito, o "per relationem" alla sua parte documentale come nella specie, il proprio debito verso il legatario stesso.

Tribunale Lucca  27 maggio 2002

La datio in solutum è astrattamente attuabile anche attraverso un negozio "mortis causa" sicché è possibile che con un legato il testatore preveda che una nuova prestazione sostituisca una prestazione precedentemente dovuta e tale disposizione testamentaria determina l'estinzione dell'obbligazione preesistente purché sia seguita dalla successiva manifestazione di volontà del legatario (convergente con la volontà del testatore) consistente nella mancata rinuncia al legato (che implica l'intenzione di rinunciare a ogni pretesa relativa all'obbligazione preesistente). Tale meccanismo non è tuttavia applicabile ove l'obbligazione preesistente riguardi prestazioni dovute al prestatore di lavoro in base a disposizioni inderogabili della legge o dei contratti collettivi. In questo caso, infatti, la rinuncia ai relativi crediti è invalida, ai sensi dell'art. 2113, comma 1, c.c., e il legato che, disponendo una prestazione diversa da quella iniziale, prevede tale rinuncia, reca una condizione contraria a norma imperativa la quale, con i limiti di cui all'art. 626 c.c., si considera come non apposta (fattispecie relativa ad un legato con cui erano stati lasciati ad una collaboratrice familiare una somma di denaro e l'usufrutto della casa con l'intendimento di estinguere il preesistente debito per retribuzioni e trattamento di fine rapporto).

Cassazione civile sez. lav.  12 luglio 2001 n. 9467  

Ai fini della configurabilità, alla stregua di una lettura a contrario dell'art. 659 c.c., del legato di debito, fatto cioè al creditore dal testatore ad estinzione totale o parziale di un proprio debito, è sufficiente la menzione implicita di tale debito, cioè la sussistenza dell'intento del testatore, desumibile dall'interpretazione delle espressioni adoperate, di adempiere con il legato la propria obbligazione, ancorché il testatore medesimo non abbia piena conoscenza del valore del suo debito e del legato, attenendo tale comparazione al momento della verifica della avvenuta estinzione, totale o parziale, dell'obbligazione del de cuius, il cui importo, ove relativo a prestazioni di lavoro subordinato (nella specie, domestico), deve essere determinato tenendo conto, ai sensi dell'art. 429, comma 3 c.p.c., anche della svalutazione monetaria verificatasi alla data di maturazione dei singoli crediti di lavoro fino al momento dell'acquisto del legato, coincidente con quello della morte del testatore.

Cassazione civile sez. lav.  02 febbraio 1990 n. 706  

Al fine di stabilire se il valore dei beni legati per soddisfare un credito di lavoro copra o meno il credito del lavoratore-legatario, occorre porre a raffronto il valore dei beni legati determinato con riguardo alla data di acquisto dei medesimi (coincidente, ex art. 649 c.c., con la morte del testatore) e l'importo del credito di lavoro comprensivo, ex art. 429, comma 3, c.p.c., della rivalutazione monetaria fino alla data predetta e degli interessi legali maturati, fino alla stessa data, sul capitale rivalutato.

Cassazione civile sez. lav.  21 giugno 1988 n. 4238  

A norma dell'art. 659 c.c. (legato a favore del creditore), la sola menzione del debito fatta dal testatore comporta una presunzione non assoluta ma iuris tantum - suscettibile perciò di prova contraria - che il legato sia stato disposto per soddisfare un credito del legatario. Pertanto, come tale intento può essere escluso, nonostante la menzione del debito, per la presenza di altri elementi, così la mancata indicazione del debito non comporta necessariamente la prova di un intento liberale del de cuius che prescinda del tutto dall'esistenza del vincolo obbligatorio e dalla finalità di adempiere al relativo debito.

Cassazione civile sez. lav.  21 giugno 1988 n. 4238  

Il legato a favore del creditore, previsto dalla norma dell'art. 659 c.c., si presume fatto per soddisfare il legatario del suo credito solo nel caso in cui nella scheda testamentaria vi sia menzione del debito, mentre se questa indicazione manca, il legato si presume disposto a titolo di liberalità. In entrambe le ipotesi la presunzione è, però, iuris tantum e può, quindi, essere vinta dalla prova contraria fornita dalla parte interessata.

Cassazione civile sez. lav.  21 giugno 1988 n. 4238  

Nel caso che il testatore disponga un legato a favore del proprio creditore, per accertare se esso valga solo ad estinguere il debito stesso, occorre accertare prima di tutto se realmente le prestazioni in favore del legatario previste nel testamento corrispondano o meno esattamente a quelle dovute in forza della precedente obbligazione.

Cassazione civile sez. II  10 marzo 1980 n. 1590  

Dall'art. 659 c.c. si desume indirettamente che il legato di debito può valere ad estinguere il debito del testatore nei confronti del legatario, ove nel testamento sia fatta menzione del debito, a condizione che il legato abbia lo stesso importo e valore che con esso il testatore intende estinguere. Incorre, pertanto, nel vizio di omessa motivazione su un punto decisivo la sentenza del giudice del merito che attribuisca al legato efficacia estintiva del credito del legatario, in base alla sola circostanza della menzione (esplicita o implicita) del debito stesso nel testamento, senza avere preventivamente accertato se l'importo del legato corrispondesse o meno esattamente alla prestazione che era dovuta al legatario dal "de cuius".

Cassazione civile sez. II  10 marzo 1980 n. 1590  



 
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