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Art. 660 codice civile: Legato di alimenti

Il legato di alimenti, a favore di chiunque sia fatto, comprende le somministrazioni indicate dall’art. 438, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto (1).


Commento

Alimenti: [v. 433].

 

(1) Il legato di alimenti va tenuto distinto dal legato avente ad oggetto una rendita vitalizia [v. 1872]: quest’ultima, infatti, si sostanzia in una prestazione periodica fissa che resta uguale nel tempo, mentre il primo è destinato a variare in relazione al bisogno dell’alimentando e alle condizioni economiche dell’onerato.


Giurisprudenza annotata

Successione

Il legato di alimenti è condizionato, salvo diversa volontà del testatore, allo stato di bisogno del legatario, in quanto l'art. 660 c.c. stabilisce che tale legato "comprende le somministrazioni indicate dall'art. 438, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto", e l'art. 438 c.c. rapporta la misura degli alimenti non soltanto alle necessità di vita dell'alimentando, avuto riguardo alla sua posizione sociale, ma anche al "bisogno" di quest'ultimo, sicché, se lo stato di bisogno non sussiste, manca lo stesso presupposto per richiedere gli alimenti.

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2012 n. 6772  

I legati di prestazione periodica o di rendita vitalizia che si attuino mediante le prestazioni in danaro che risultino necessarie per soddisfare tutti i bisogni di vita dei legatari prescindono dallo stato di bisogno dei beneficiari, differenziandosi dal legato di alimenti.

Tribunale Bologna sez. I  30 gennaio 2008

Perché possa parlarsi di legato alimentare, come tale subordinato, per l'"an" e per il "quantum", salvo diversa volontà del testatore, allo stato di bisogno del legatario, stante il richiamo fatto dall'art. 660 c.c. all'art. 438 dello stesso codice, è necessario che esso abbia ad oggetto la sola somministrazione degli alimenti, cioè di quanto strettamente necessario alla vita del beneficiario, nel qual caso il corrispondente diritto di quest'ultimo, oltre ad essere non cedibile e non compensabile, è anche insuscettibile di rinunzie o transazioni, giusta il disposto dell'art. 447 c.c. Qualora, invece, il legato comprenda la più ampia ed estesa prestazione del mantenimento, si è fuori di detta ipotesi ed il diritto del legatario può ben formare oggetto di un accordo transattivo ed essere sostituito con quello ad una semplice prestazione periodica di danaro in misura non variabile nè in rapporto ad eventuali mutamenti delle condizioni delle parti, nè in rapporto all'eventuale sopravvenire di fenomeni inflazionistici o deflazionistici, e perciò assoggettata al principio nominalistico proprio delle obbligazioni pecuniarie.

Cassazione civile sez. II  05 agosto 1987 n. 6727  



 
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