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Art. 661 codice civile: Prelegato

Il legato a favore di uno dei coeredi e a carico di tutta l’eredità si considera come legato per l’intero ammontare.


Commento

La norma in esame riconosce la piena compatibilità di una disposizione a titolo universale con una disposizione a titolo particolare a favore di uno stesso soggetto. Secondo le regole generali il prelegato grava sull’intera eredità e [v. 662] quindi anche sul prelegatario coerede che, per la sua quota, è al tempo stesso onerato e beneficiario.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

In tema di successione legittima, spettano al coniuge superstite, in aggiunta alla quota attribuita dagli art. 581 e 582 c.c., i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, di cui all'art. 540 comma 2 c.c., dovendo il valore capitale di tali diritti essere detratto dall'asse prima di procedere alla divisione dello stesso tra tutti i coeredi, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato, e senza che, perciò, operi il diverso procedimento di imputazione previsto dall'art. 553 c.c., relativo al concorso tra eredi legittimi e legittimari e strettamente inerente alla tutela delle quote di riserva dei figli del "de cuius".

Cassazione civile sez. un.  27 febbraio 2013 n. 4847  

Nella successione testamentaria, si configura il sublegato quando onerato è un legatario o un prelegatario e onorato è un terzo o un erede, anche se prelegatario. (Nella specie, il testatore aveva lasciato un fondo a titolo di prelegato a un figlio, con l'obbligo di corrispondere all'altro figlio la metà del valore di detto fondo, sempre a titolo di prelegato; in base all'enunciato principio, la S.C. ha confermato la qualificazione operata dal giudice di merito, nel senso del sublegato e non dell'onere, con conseguente inapplicabilità della risoluzione ex art. 648 c.c.).

Cassazione civile sez. II  20 febbraio 2013 n. 4269  

Nel concorso "ab intestato" con altri successibili, il diritto ex art. 540 c.c. del coniuge superstite si atteggia come prelegato a carico di tutta l'eredità e va imputato alla quota disponibile, alla quota di riserva dello stesso coniuge in caso di incapienza, ed, in ultimo, alla quota riservata ai discendenti. L'imputazione alla quota del coniuge rileva sotto un duplice profilo, poiché essa è un'operazione di calcolo della legittima in proprietà, che diminuisce in relazione al valore del diritto di abitazione e può venir meno del tutto, producendo inoltre una modificazione delle quote di riparto della massa dividenda rispetto alle quote ereditarie, poiché nei rapporti tra coeredi il prelegato, per la parte gravante sulla porzione legittima del coniuge, svolge funzione di apporzionamento della quota ereditaria di quest'ultimo (legato "divisionis causa", così che il coniuge stesso partecipa alla comunione ereditaria ed alla divisione soltanto per l'eventuale supplemento.

Tribunale Verona  12 dicembre 1989

Nel giudizio di divisione di una comunione ereditaria non è preclusa la proponibilità da parte di uno dei condividenti dell'azione di accertamento del prelegato - disposto da altro dei coeredi, anteriormente deceduto - avente ad oggetto un bene facente parte della comunione stessa, sussistendo l'interesse a far dichiarare, nei confronti dei condividenti, che ove la cosa cada nel lotto del defunto, essa è oggetto del prelegato da esso disposto.

Cassazione civile sez. II  11 agosto 1980 n. 4917  



 
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