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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 662 codice civile: Onere della prestazione del legato

Il testatore può porre la prestazione del legato a carico degli eredi ovvero a carico di uno o più legatari (1). Quando il testatore non ha disposto, alla prestazione sono tenuti gli eredi.

Su ciascuno dei diversi onerati il legato grava in proporzione della rispettiva quota ereditaria o del legato, se il testatore non ha diversamente disposto.


Commento

(1) Quando il soggetto incaricato di eseguire la disposizione oggetto del legato è, anziché l’erede, un altro legatario, si parla di sublegato.

 

La norma si preoccupa di stabilire quali siano i soggetti tenuti a sopportare la prestazione del legato. Di regola tale onere è posto a carico dei coeredi in proporzione delle rispettive quote, in conformità all’art. 752. Al testatore è data, tuttavia, la facoltà di disporre in modo diverso.


Giurisprudenza annotata

Successione

Il sublegato presuppone che oggetto del legato sia una cosa indicata dal testatore solo nel genere e che, quando il soggetto onerato dell'adempimento sia un legatario, ciò venga espressamente indicato dal testatore, laddove, infatti, l'art. 662 c.c. dispone che il testatore può porre la prestazione del legato a carico anche di uno o più legatari ma che, se nulla ha disposto, alla prestazione sono tenuti gli eredi.

Tribunale Vallo Lucania  17 aprile 2002

L'onere imposto dal testatore all'erede di alienare gli elementi attivi del compendio ereditario al fine di soddisfare i legati, sì da risultarne lesione della quota di riserva, non è di per sè illecito, sì da rendere nulli i legati, in quanto determinante la volontà del testatore, giacché le disposizioni testamentarie lesive della quota di riserva non sono nulle, ma sono soggette soltanto all'azione di riduzione, che forma oggetto di una mera facoltà del legittimario da esercitarsi alle condizioni stabilite dalla legge.

Cassazione civile sez. II  06 marzo 1992 n. 2708  

Tra i diritti spettanti per successione legittima al coniuge superstite vi è il diritto di abitazione nella casa coniugale, che non va concesso in aggiunta alla quota d'eredità spettante al coniuge superstite ai sensi dell'art. 581 c.c., e che in ogni caso va calcolato, ai sensi della corrente formula attuariale, in misura inferiore al valore attribuibile al diritto di usufrutto.

Tribunale Trapani  22 maggio 1987



 
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