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Art. 664 codice civile: Adempimento del legato di genere

Nel legato di cosa determinata soltanto nel genere, la scelta, quando dal testatore non è affidata al legatario o a un terzo (1), spetta all’onerato. Questi è obbligato a dare cose di qualità non inferiore alla media; ma se nel patrimonio ereditario vi è una sola delle cose appartenenti al genere indicato, l’onerato non ha facoltà né può essere obbligato a prestarne un’altra, salvo espressa disposizione contraria del testatore (2).

Se la scelta è lasciata dal testatore al legatario o a un terzo, questi devono scegliere una cosa di media qualità; ma se cose del genere indicato si trovano nell’eredità, il legatario può scegliere la migliore.

Se il terzo non può o non vuole fare la scelta, questa è fatta a norma del terzo comma dell’art. 631 (3).


Commento

Cosa determinata solo nel genere: [v. 653]; Onerato: [v. 649]

 

(1) Il terzo assume la funzione di arbitratore, ossia un soggetto estraneo al rapporto che viene incaricato dalle parti di definirne un elemento, sia oggettivo (es.: prezzo) sia soggettivo (es.: la persona nei confronti della quale eseguire il contratto) [v. 1349].

 

(2) Qualora nel patrimonio vi sia una sola cosa del genere indicato, il legato si trasforma praticamente in legato di specie [v. 649 nota (1)].

 

(3) Alla scelta provvederà il Presidente del tribunale del luogo di apertura della successione.

 

La norma è volta ad adattare alla particolare situazione dei beni ereditari il principio sancito in materia di obbligazioni generiche [v. 1178] secondo cui il debitore deve prestare cose non inferiori alla media, ossia cose che, pur non essendo ottime, non siano, però, pessime.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

La disposizione testamentaria con cui il testatore abbia lasciato ad un legatario le somme ricavabili dalla vendita dei beni mobili presenti nella propria abitazione alla data dell'apertura della successione, nonché le somme risultanti a credito su un conto corrente bancario sempre al momento della sua morte, ha natura non di legato di genere, ma di legato di specie in relazione alla percezione di quei determinati importi, essendo evidente l'intenzione del "de cuius" di considerare il denaro, quanto al primo oggetto, come espressione della monetizzazione del suo patrimonio mobiliare, e di attribuire, col secondo lascito, non già un qualche ammontare di numerario, quanto il diritto di esigere il capitale e gli interessi presenti in conto in un certo momento. Cassa senza rinvio, App. Napoli, 08/05/2007

Cassazione civile sez. II  06 giugno 2013 n. 14358  

La clausola testamentaria con la quale il "de cuius" leghi in favore di determinati soggetti una somma di denaro con la specificazione che la stessa è in titoli di Stato, indicandone anche il luogo di deposito, deve intendersi come volta ad istituire un legato di genere e non di specie, con la conseguenza che l'erede è tenuto all'adempimento, sebbene alla morte del testatore i titoli non siano più presso l'originario conto di deposito ed ancorché nel legato non si faccia riferimento ai precisi elementi identificativi dei titoli.

Tribunale Napoli  15 giugno 2005

Mentre il legato è un'autonoma e diretta attribuzione patrimoniale a favore del legatario il quale è un avente causa del "de cuius", l'onere o "modus" integra una liberalità indiretta che si consegue attraverso una obbligazione imposta all'onerato, per modo che il beneficiario della liberalità indiretta è un avente causa di quest'ultimo e non del testatore.

Cassazione civile sez. II  28 novembre 1984 n. 6194  



 
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