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Art. 671 codice civile: Legati e oneri a carico del legatario

Il legatario è tenuto all’adempimento del legato (1) e di ogni altro onere a lui imposto entro i limiti del valore della cosa legata.


Commento

Onere: [v. 647].

 

(1) Ricorre ugualmente un legato se l’onere a carico del legatario assorbe interamente il valore della disposizione testamentaria.

 

La norma limita la responsabilità del legatario al valore della cosa legata. Si ritiene, pertanto, che l’adempimento oltre il limite indicato costituisca adempimento di un’obbligazione naturale [v. 2034] ossia quella adempiuta in conseguenza di doveri non giuridici, ma morali.

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Giurisprudenza annotata

Successioni

Nella successione testamentaria, si configura il sublegato quando onerato è un legatario o un prelegatario e onorato è un terzo o un erede, anche se prelegatario. (Nella specie, il testatore aveva lasciato un fondo a titolo di prelegato a un figlio, con l'obbligo di corrispondere all'altro figlio la metà del valore di detto fondo, sempre a titolo di prelegato; in base all'enunciato principio, la S.C. ha confermato la qualificazione operata dal giudice di merito, nel senso del sublegato e non dell'onere, con conseguente inapplicabilità della risoluzione ex art. 648 c.c.).

Cassazione civile sez. II  20 febbraio 2013 n. 4269  

 

In base all'art. 671 c.c., secondo cui il legatario ha l'obbligo di adempiere al legato e ad ogni altro onere impostogli nel limite del valore della cosa legata, è ammissibile il legato gravato da un onere che ne assorbe interamente il valore; la relativa disposizione testamentaria è valida, e dalla presenza di un tale onere non può concludersi - ai fini della nullità del legato ai sensi dell'aart. 647, comma 3, c.c. - che l'onere stesso costituisca l'unico e determinante motivo del legato

Cassazione civile sez. II  30 luglio 2007 n. 16846  

 

In materia di successione testamentaria l'art. 671 c.c. prescrive l'obbligo per il legatario di adempiere al legato e ad ogni altro onere a lui imposto entro i limiti di valore della cosa legata; ne deriva che, qualora il modus a carico del legatario assorba per intero il valore del legato, ciò non comporta l'invalidità della disposizione, né da tale circostanza è lecito concludere che un simile onere costituisca l'unico e determinante motivo del legato stesso, ai fini di rendere applicabile la disciplina della nullità di cui all'art. 647, comma 3, c.c..

Cassazione civile sez. II  30 luglio 2007 n. 16846  

 

Il legato per mezzo del quale si dispone di beni determinati, parte di una comunione più ampia, è invalido se al momento dell'apertura della successione del disponente gli stessi non risultino essergli stati precedentemente assegnati, quanto meno a titolo di stralcio divisionale preventivo, in modo tale che la disposizione "mortis causa" possa essere ritenuta valida in quanto traslativa di un bene proprio identificato anche soltanto "pro parte".

Cassazione civile sez. II  17 aprile 2002 n. 5485  

 

Il legato di quota indivisa è valido.

Cassazione civile sez. II  17 aprile 2002 n. 5485  

 

La disposizione dell'art. 490 comma 2 n. 2) c.c. che limiti la responsabilità dell'erede accettante con il beneficio d'inventario per il pagamento dei debiti ereditari e dei legati intra vires e cum viribus hereditatis, va intesa nel senso che nell'espressione "debiti" debbono ricomprendersi, sebbene non espressamente menzionati, anche gli oneri modali e, più in generale, tutti i pesi ereditari posti a carico dell'erede dall'art. 752 c.c., con la conseguenza che, in caso di inadempimento, il beneficiario del modo testamentario non può agire sui beni propri dell'erede che abbia accettato con beneficio d'inventario ma deve subire il concorso dei creditori ereditari e dei legatari.

Cassazione civile sez. II  29 aprile 1993 n. 5067  

 

La natura di legato di una disposizione testamentaria non è esclusa per il fatto che esso sia gravato di un onere che assorba per intero il valore dei beni legati, poiché l'unico limite previsto dalla legge è riferito alla responsabilità del legatario, il quale è tenuto ad eseguirlo solo nei limiti del valore della cosa legata (art. 671 c.c.). Pertanto, anche se la disposizione testamentaria imponga all'onerato l'obbligo di destinare l'intera somma legata alla erezione di una fondazione avente gli scopi indicati dal testamento, essa comporta sempre un'autonoma e diretta attribuzione patrimoniale a favore del legatario, il quale, perciò, è il solo avente causa del de cuius, mentre la fondazione da costituire, pur essendole attribuita l'intera somma legata, è semplicemente destinataria di una liberalità indiretta, che consegue attraverso un'obbligazione imposta all'onerato ed è, quindi, avente causa di quest'ultimo e non del testatore.

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1983 n. 812  

 

Il legato è un'autonoma e diretta attribuzione patrimoniale a favore del legatario, il quale è un avente causa del "de cuius", mentre l'onere integra una liberalità indiretta che si consegue attraverso un'obbligazione imposta all'onerato, per modo che il beneficiario della liberalità è un avente causa di quest'ultimo, e non del disponente. L'accertamento del giudice del merito circa la ricorrenza in concreto dell'una o dell'altra figura, inerendo alla interpretazione della relativa disposizione testamentaria, è insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato.

Cassazione civile sez. I  26 gennaio 1981 n. 576  



 
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