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Art. 676 codice civile: Effetti dell’accrescimento

L’acquisto per accrescimento ha luogo di diritto (1).

I coeredi o i legatari, a favore dei quali si verifica l’accrescimento (2), subentrano negli obblighi a cui era sottoposto l’erede o il legatario mancante (3), salvo che si tratti di obblighi di carattere personale.


Commento

Accrescimento: [v. 674].

 

Obblighi di carattere personale: obblighi strettamente connessi alla persona cui si riferiscono, tali da essere inconcepibile un loro adempimento da parte di una persona diversa.

 

(1) L’accrescimento opera automaticamente a favore dei coeredi che accettano l’eredità, che non possono rifiutare la quota attribuita loro in seguito all’accrescimento, in quanto si configurerebbe una rinunzia parziale, vietata dall’art. 520.

 

(2) L’accrescimento opera con effetto retroattivo [v. 521 nota (1)], ossia a partire dal momento della apertura della successione [v. 456].

 

(3) Gli eredi sono tenuti a rispondere dei debiti del defunto oltre il valore dei beni ricevuti, salvo accettazione con beneficio d’inventario [v. 484]; i legatari rispondono solo nei limiti del valore delle cose legate.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di accrescimento della quota ereditaria, va rilevato la quota del coerede rinunziante si accresce "ipso iure" in forza del combinato disposto degli artt. 522 e 676 cod. civ., a favore di coloro che avrebbero con lui concorso; non è, a tal fine, necessaria una specifica accettazione dei subentranti, poiché l'acquisto per accrescimento consegue all'espansione dell'originario diritto all'eredità, già sussistente in capo ai subentranti, con l'ulteriore conseguenza che, una volta determinatosi tale acquisto, la rinunzia all'eredità diviene irrevocabile.

Tribunale Milano sez. IV  24 ottobre 2014 n. 12542  

 

In forza del combinato disposto degli art. 522 e 676 c.c., la quota del coerede rinunziante si accresce "ipso iure" a favore di coloro che avrebbero con lui concorso, senza che sia necessaria una specifica accettazione dei subentranti, atteso che l'acquisto per accrescimento consegue all'espansione dell'originario diritto all'eredità, già sussistente in capo ai subentranti, con l'ulteriore conseguenza che, determinatosi tale acquisto, la rinunzia all'eredità diviene irrevocabile.

Cassazione civile sez. II  21 maggio 2012 n. 8021  

 

Il chiamato all'eredità, che vi abbia inizialmente rinunciato, può, ex art. 525 c.c., successivamente accettarla (in tal modo revocando implicitamente la precedente rinuncia) in forza dell'originaria delazione - e sempre che questa non sia venuta meno in conseguenza dell'acquisto compiuto da altro chiamato - ma non anche in forza di un accordo concluso tra il rinunziante ed i soggetti acquirenti dell'eredità, dovendo, in tal caso, escludersi ogni possibilità di revoca della precedente rinuncia per effetto del carattere indisponibile della delazione che, una volta venuta meno, non può efficacemente rivivere per volontà dei privati (oltre che per effetto del principio "semel heres semper heres", in forza del quale chi abbia accettato l'eredità non può più legittimamente rinunciarvi, essendo l'accettazione, a differenza della rinuncia, un atto puro ed irrevocabile, giusto disposto dell'art. 475 c.c.).

Cassazione civile sez. II  09 settembre 1998 n. 8912  



 
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