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Art. 677 codice civile: Mancanza di accrescimento

Se non ha luogo l’accrescimento (1), la porzione dell’erede mancante si devolve agli eredi legittimi (2), e la porzione del legatario mancante va a profitto dell’onerato.

Gli eredi legittimi e l’onerato subentrano negli obblighi che gravavano sull’erede o sul legatario mancante, salvo che si tratti di obblighi di carattere personale.

Le disposizioni precedenti si applicano anche nel caso di risoluzione di disposizioni testamentarie per inadempimento dell’onere.


Commento

Accrescimento: [v. 674]; Onerato: [v. 649]; Obblighi di carattere personale: [v. 676].

 

Eredi legittimi: soggetti chiamati alla successione in forza della vocazione legale [v. 565].

 

(1) Tale disposizione riguarda l’ipotesi in cui il chiamato non abbia potuto o voluto [v. 674] accettare la sua quota e, nel contempo, non si siano potuti applicare la trasmissione del diritto di accettare [v. 479], la sostituzione [v. 688] e la rappresentazione [v. 467], né tanto meno l’accrescimento [v. 674].

 

(2) Gli eredi legittimi (l’aggettivo è riferito alla successione e non alla filiazione) potrebbero anche coincidere con coloro a favore dei quali l’accrescimento non si è potuto verificare; essi succedono in base ad un diritto proprio, che si prescrive [v. 2934] nell’ordinario termine di dieci anni dall’apertura della successione [v. 456].

 

 


Giurisprudenza annotata

Filiazione

Contradditori necessarii, passivamente legittimati in ordine all'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità naturale, sono, ai sensi dell'art. 276 c.c., in caso di morte del preteso genitore, esclusivamente i suoi eredi, e non anche gli eredi degli eredi di lui, o altri soggetti comunque portatori di un interesse contrario all'accoglimento della domanda, ai quali è, invece, riconosciuta solo la facoltà di intervenire nel giudizio a tutela dei rispettivi interessi.

Corte appello Milano  02 maggio 2011

 

Con riguardo a successione apertasi anteriormente all'entrata in vigore della l. 19 maggio 1975 n. 151 il coniuge superstite difetta di legittimazione ad agire, al fine di far accertare l'inefficacia della disposizione testamentaria con la quale è stato nominato erede, nella proprietà dei beni immobili, un asilo infantile da erigere in ente morale sotto il profilo dell'inosservanza del termine annuale di cui all'art. 600 c.c. o dell'intervenuta prescrizione, del diritto ad accettare l'eredità. Tale legittimazione non sussiste neppure nell'ipotesi che nella stessa scheda sia stato legato, al coniuge superstite, l'usufrutto generale sull'eredità immobiliare e la proprietà piena di tutti i beni mobili.

Tribunale Pavia  29 marzo 1991

 

Alla successione testamentaria in favore di un asile infantile comunale non si applicano le norme dettate per gli enti non riconosciuti, trattandosi di struttura inserita nell'organizzazione pubblica.

Tribunale Pavia  29 marzo 1991

 

 

Successioni

Nel caso di rinuncia del coniuge alla quota "uxoria" spettantegli per morte dell'altro coniuge, e di accettazione del legato in luogo di legittima, la quota "uxoria" predetta non si accresce a quella degli altri legittimari (figli), poiché l'accrescimento opera solo all'interno di una sola quota, mentre per l'art. 542 c.c. si hanno due quote, una collettiva fra i figli, ed una individuale per il coniuge superstite; in mancanza di accrescimento, la quota va pertanto ad aumentare la porzione disponibile ed è quindi interamente devoluta all'erede universale.

Corte appello Perugia  22 maggio 1987

 



 
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