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Art. 680 codice civile: Revocazione espressa

La revocazione espressa (1) può farsi soltanto con un nuovo testamento (2), o con un atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni, in cui il testatore personalmente dichiara (3) di revocare, in tutto o in parte, la disposizione anteriore (4).


Commento

Revoca: [v. 525].

 

Testimone: persona, diversa dalle parti di un atto pubblico [v. 2699], che garantisce ciò che è avvenuto in sua presenza.

 

Notaio: pubblico ufficiale cui la legge attribuisce il compito di ricevere atti sia tra vivi che di ultima volontà, allo scopo di attribuire loro pubblica fede [v. 2699].

 

(1) Non si ammette una revoca implicita.

 

(2) Si può trattare di testamento olografo [v. 602], pubblico [v. 603] o segreto [v. 604], come anche di testamento speciale [v. 609].

 

(3) Il requisito della personalità esclude che la revoca possa essere fatta dal rappresentante.

 

(4) Oltre alla dichiarazione di revoca, l’atto notarile può contenere anche disposizioni ulteriori di contenuto diverso.

 

Le formalità della revoca sono dettate nell’intento di assicurare che essa provenga direttamente dal testatore e non sia frutto degli artifici di terzi.


Giurisprudenza annotata

 

 

Successione

Deve escludersi che l'espressione - contenuta in una scheda testamentaria - revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria sia una formula di stile. Deve, infatti, trovare applicazione l'articolo 680 del Cc che prevede - appunto - la revoca di un precedente testamento con un nuovo testamento (oltre che con atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni) definendola revoca espressa, consistente appunto in una dichiarazione di volontà unilaterale e non recettizia, diretta a togliere in tutto o in parte efficacia giuridica a precedenti disposizioni testamentarie dello stesso revocante.

Cassazione civile sez. II  09 ottobre 2013 n. 22983  

 

La revocazione espressa del testamento può farsi, ai sensi dell'art. 680 cod. civ., oltre che con un atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni, con un nuovo testamento, mediante una dichiarazione di volontà unilaterale e non recettizia, diretta a togliere, in tutto o in parte, efficacia giuridica a precedenti disposizioni testamentarie dello stesso revocante; ne consegue che, a tal fine, non può essere considerata come una formula di stile l'espressione "revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria" contenuta nel testamento posteriore. Rigetta, App. Roma, 24/11/2008

Cassazione civile sez. II  09 ottobre 2013 n. 22983  

 

Ove ad un testamento olografo faccia seguito un testamento pubblico recante la medesima attribuzione patrimoniale in favore dello stesso erede, la successiva revoca, per atto notarile, del testamento pubblico, senza alcuna menzione del precedente olografo estende i propri affetti al testamento olografo precedente ove quello pubblico sia meramente riproduttivo, sicché ai fini della revoca espressa del testamento occorre guardare non tanto alla scheda testamentaria in sé, quanto piuttosto alle attribuzioni patrimoniali che essa reca.

Cassazione civile sez. II  10 ottobre 2012 n. 17267  

 

La nullità della disposizione testamentaria con la quale il testatore diseredi tutti o alcuni dei chiamati "ex lege" non inficia tutto il testamento, e in particolare quella parte di esso con la quale il "de cuius" ha dichiarato di voler revocare un precedente testamento contenente una istituzione di erede, salvo che risulti che il suo autore, qualora avesse avuto consapevolezza della nullità della diseredazione, avrebbe voluto mantenere ferma la istituzione di erede contenuta nel precedente testamento.

Corte appello Catania  28 maggio 2003

 

La nullità della disposizione testamentaria con la quale il testatore diseredi tutti o alcuni dei chiamati "ex lege" non inficia tutto il testamento, e in particolare quella parte di esso con la quale il "de cuius" ha dichiarato di voler revocare un precedente testamento contenente una istituzione di erede, salvo che risulti che il suo autore, qualora avesse avuto consapevolezza della nullità della diseredazione, avrebbe voluto mantenere ferma la istituzione di erede contenuta nel precedente testamento.

Corte appello Catania  28 maggio 2003

 

Quando venga proposta azione di nullità del testamento da parte di colui che pone a fondamento della domanda la sua qualità di erede testamentario, acquisita in base ad altro precedente testamento, nonché, in relazione a quest'ultimo, si faccia questione, anche con ulteriore specifica domanda, della validità o meno della sua revoca da parte del testatore, vengono in discussione soltanto le posizioni dei soggetti nominati eredi testamentari nei due negozi mortis causa, non anche le posizioni degli eredi legittimi; con la conseguenza che il giudizio deve svolgersi esclusivamente tra i soggetti ai quali le contestate posizioni di eredi testamentari si riferiscono, rimanendo estranee alla causa le altre questioni concernenti la diversa posizione degli eredi legittimi.

Cassazione civile sez. I  08 luglio 1996 n. 6196  

 

La revoca espressa del testamento consiste in una dichiarazione di volontà unilaterale e non recettizia, diretta a togliere in tutto o in parte efficacia giuridica a precedenti disposizioni testamentarie dello stesso revocante, e può essere manifestata con un testamento posteriore, anche privo di ulteriori disposizioni patrimoniali, oppure con un atto notarile redatto alla presenza di due testimoni.

Cassazione civile sez. II  20 marzo 1986 n. 1964  



 
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