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Art. 683 codice civile: Testamento posteriore inefficace

La revocazione fatta con un testamento posteriore conserva la sua efficacia anche quando questo rimane senza effetto perchè l’erede istituito o il legatario è premorto al testatore, o è incapace o indegno, ovvero ha rinunziato all’eredità o al legato.


Commento

Indegno: [v. 468].

 

Incapace: ci si riferisce all’incapacità relativa [v. 596 ss.], ossia all’impossibilità per alcuni soggetti (il tutore, il protutore, il notaio, i testimoni, l’interprete e chi ha scritto o ricevuto il testamento segreto) di succedere all’autore del testamento cui hanno partecipato.

 

La norma tutela la volontà del testatore di revocare le precedenti disposizioni testamentarie, impedendo che tale volontà possa essere posta nel nulla a causa di avvenimenti che sono da essa del tutto indipendenti.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di revocazione di disposizioni testamentarie fatte con testamento posteriore inefficace, l'elencazione contenuta nell'art. 683 c.c. deve ritenersi non tassativa e la revoca è pertanto operante anche quando il testamento in cui è contenuta rimanga inefficace per altra causa non espressamente preveduta da questo articolo.

Cassazione civile sez. un.  01 luglio 1993 n. 7186  

 

L'art. 681 c.c. che disciplina la revocazione espressa (con atto notarile o nuovo testamento) della precedente revoca di disposizioni testamentarie, ricollegandovi l'automatica reviviscenza delle disposizioni revocate, si riferisce quanto alla revoca del precedente testamento sia alla revoca espressa che a quella tacita per ragioni di incompatibilità delle disposizioni testamentarie con quelle precedenti.

Cassazione civile sez. II  07 febbraio 1987 n. 1260  

 

Dal principio affermato dall'art. 683 c.c., secondo cui la revocazione (di precedenti disposizioni testamentarie) fatta con testamento posteriore conserva la sua efficacia anche se il testamento stesso rimanga senza effetto, per ragioni estrinseche, pur essendo di per sè valido, deriva a contrario che non conserva efficacia la revocazione contenuta nel testamento successivo, che sia radicalmente nullo. Nè, al riguardo, è possibile distinguere tra un testamento posteriore che revochi implicitamente le disposizioni precedenti, in quanto con esso incompatibili, ed un testamento posteriore contenente una espressa clausola di revoca, atteso che la norma citata si riferisce genericamente alla "revocazione fatta con un testamento posteriore".

Cassazione civile sez. II  14 febbraio 1980 n. 1112  

 

 

Potestà genitoriale

Il provvedimento che dichiara la decadenza, di uno o di entrambi i genitori, dalla potestà parentale conserva la sua ragione d'essere anche quando venga emanato dopo che la prole ha raggiunto la maggiore età, così come la decadenza stessa può essere richiesta quando la prole è già divenuta maggiorenne; in entrambe le ipotesi non possono essere considerate irrilevanti le reciproche implicazioni, fattuali ed effettuali, d'ordine successorio (specie in tema di indegnità a succedere).

Tribunale minorenni Milano  29 dicembre 2010



 
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