codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 686 codice civile: Alienazione e trasformazione della cosa legata

L’alienazione (1) che il testatore faccia della cosa legata o di parte di essa, anche mediante vendita con patto di riscatto, revoca il legato riguardo a ciò che è stato alienato, anche quando l’alienazione è annullabile per cause diverse dai vizi del consenso, ovvero la cosa ritorna in proprietà del testatore (2).

Lo stesso avviene se il testatore ha trasformato la cosa legata in un’altra (3), in guisa che quella abbia perduto la precedente forma e la primitiva denominazione.

E’ ammessa la prova di una diversa volontà del testatore (4).


Commento

Proprietà: [v. 832].

 

Vendita con patto di riscatto: vendita [v. 1470] cui accede un patto che riserva al venditore il diritto di riavere la proprietà del bene mediante restituzione del prezzo ricevuto [v. 1500].

 

Annullabilità: è una forma di invalidità (meno grave della nullità) degli atti negoziali che, in genere, può essere fatta valere dal soggetto leso nei suoi interessi con la stipulazione dell’atto [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII].

 

(1) Tale espressione ricomprende qualsiasi atto di disposizione del bene che determina un trasferimento della proprietà: non solo la vendita [v. 1470], ma anche la donazione [v. 769], la permuta [v. 1552] etc.

 

(2) La presunzione di revoca opera solo con riferimento alle attribuzioni a titolo particolare.

 

(3) Non si ha revoca se la trasformazione è stata compiuta da terzi o è avvenuta per cause di forza maggiore in quanto mancherebbe il requisito della volontarietà.

 

(4) Spetta a chi vuole usufruire del legato discusso l’onere di provare che era esclusa la volontà di revoca. La prova può darsi con qualunque mezzo.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Nell'ipotesi di legato di cosa da prendere dal patrimonio del "de cuius", previsto dall'art. 654 c.c., il legatario ha interesse ad accertare, attraverso la ricostruzione dell'asse ereditario, la consistenza del patrimonio del testatore all'epoca della morte, promuovendo le azioni dirette alla declaratoria di invalidità degli atti di disposizione dal medesimo compiuti. Pertanto, egli è legittimato a proporre l'azione di nullità, per difetto di requisiti di cui all'at. 782 c.c., della donazione effettuata dal "de cuius" avente ad oggetto il bene legato. A tal fine non trova applicazione l'art. 686 c.c., che prevede la revoca del legato riguardo a ciò che è stato alienato, nel caso in cui l'alienazione della cosa legata (o di parte di essa) sia annullabile per cause diverse dai vizi del consenso, atteso che detta norma per un verso non è applicabile ai legati di somme di denaro o di quantità o di cose indicate solo nel genere e, per altro verso, non contempla il caso della alienazione nulla, che, essendo caratterizzata da una invalidità più grave di quella che può sfociare nell'annullamento, non determina la revoca del legato.

Cassazione civile sez. II  29 gennaio 2007 n. 1768  

 

Nell'ipotesi dei legato di cosa da prendere dal patrimonio del "de cuius" il legatario ha interesse ad accertare, attraverso la ricostruzione dell'asse ereditario, la consistenza del patrimonio del testatore all'epoca della morte, promuovendo le azioni dirette alla declaratoria di invalidità degli atti di disposizione dal medesimo compiuti. Pertanto, egli legittimato a proporre l'azione di nullità della donazione del bene legato effettuata dal "de cuius" per difetto di requisiti di cui all'at. 782 c.c., non trovando applicazione l'art. 686 c.c. che prevede la revoca del legato riguardo a ciò che è stato alienato nel caso in cui l'alienazione della cosa legata (o di parte di essa) sia annullabile per cause diverse dai vizi del consenso.

Cassazione civile sez. II  09 ottobre 2006 n. 21685  

 

Il legatario, quale avente causa del de cuius, è legittimato a proporre l'azione di annullamento prevista dall'art. 428 c.c., con riguardo ad atti dello stesso de cuius che abbiano ad oggetto il bene legato, non trovando la sua legittimazione ostacolo nella previsione dell'art. 654 c.c. - secondo cui il legato non ha effetto se la cosa non si trova nel patrimonio del testatore al tempo della sua morte - atteso che il limite di detta norma deve ritenersi non incidente in presenza dell'efficacia retroattiva dell'azione di annullamento e neppure nella previsione dell'art. 686 c.c. - secondo cui l'alienazione della cosa legata revoca il legato riguardo ad essa anche quando l'alienazione sia annullabile per causa diversa dai vizi del consenso - atteso che tra i vizi del consenso, con interpretazione estensiva della disposizione, deve farsi rientrare anche l'incapacità di intendere e di volere di cui all'art. 428 c.c..

Cassazione civile sez. II  16 marzo 1990 n. 2212  

 

L'alienazione di un bene, intesa in senso ampio (comprendente quindi anche "la datio in solutum"), completata dall'art. 686 c.c., è riferibile alle sole disposizioni a titolo particolare e non a quelle a titolo universale che pertanto non sono assoggettabili a revoca con lo stesso mezzo.

Cassazione civile sez. II  26 novembre 1987 n. 8780  

 

La revoca del testamento, quando non è espressa (art. 680 c.c.), cioè manifestata con apposita dichiarazione del testatore, deve concretarsi in uno degli atti incompatibili con una precedente disposizione testamentaria, che la legge indica nel testamento posteriore (art. 682 c.c.), nella distruzione del testamento olografo (art. 684 c.c.), nel ritiro del testamento segreto olografico (art. 684 c.c.), nel ritiro del testamento segreto (art. 685 c.c.) e nell'alienazione o trasformazione della cosa legata (art. 686 c.c.). Quest'ultima forma di revoca tacita del testamento si riferisce, però, alle sole disposizioni a titolo particolare e non a quelle a titolo universale, che non sono assoggettabili a revoca con tale mezzo.

Cassazione civile sez. II  26 novembre 1987 n. 8780  

 

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti