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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 694 codice civile: Alienazione dei beni

L’autorità giudiziaria può consentire l’alienazione dei beni che formano oggetto della sostituzione in caso di utilità evidente, disponendo il reimpiego delle somme ricavate. Può anche essere consentita, con le necessarie cautele, la costituzione d’ipoteche sui beni medesimi a garanzia di crediti destinati a miglioramenti e trasformazioni fondiarie.


Commento

Sostituzione (fedecommissaria): [v. 692]; Ipoteca: [v. 2808 ss.].

 

Autorità giudiziaria: insieme degli organi cui spetta l’esercizio della funzione giurisdizionale [v. 2907] ossia l’attuazione della legge da parte di soggetti che si comportano come terzi imparziali (giudici).

 

Dinanzi all’esistenza di un fedecommesso assistenziale, l’istituito non può alienare i beni oggetto di sostituzione se non nei casi consentiti dalla norma in esame.


Giurisprudenza annotata

Imposta di registro

In ipotesi di sostituzione fedecommissaria, il contratto, con il quale l'erede istituito attribuisca al sostituito denaro od altri beni, dietro rinuncia di quest'ultimo ad ogni pretesa sull'eredità, implica per il disponente una contropartita economicamente rilevante, atteso che quella rinuncia, pur riguardando una mera aspettativa, è diretta a liberare i beni ereditari dai vincoli conseguenti al fedecommesso. Pertanto, al fine dell'imposta di registro, nel vigore del r.d. 30 dicembre 1923 n. 3269, l'indicato contratto non è tassabile come atto di liberalità, mentre resta al fine medesimo ininfluente, ai sensi degli art. 8 e 11 del predetto decreto, ogni questione sugli eventuali vizi di forma del contratto stesso e sulla sua eventuale nullità per contrasto con le norme che regolano il fedecommesso.

Cassazione civile sez. I  23 aprile 1981 n. 2390  



 
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