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Art. 696 codice civile: Devoluzione al sostituito

L’eredità (1) si devolve al sostituito al momento della morte dell’istituito.

Se le persone o gli enti che hanno avuto cura dell’incapace muoiono (2) o si estinguono prima della morte di lui, i beni o la porzione dei beni che spetterebbe loro è devoluta ai successori legittimi (3) dell’incapace.


Commento

Devoluzione: [v. 522].

 

Successori legittimi: soggetti che hanno il diritto di succedere in forza di una chiamata disposta dalla legge in mancanza totale o parziale di un testamento [v. 457].

 

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 199) (Riforma del diritto di famiglia).

 

(2) All’ipotesi della premorienza vanno parificati tutti i casi in cui il sostituito non possa o non voglia accettare l’eredità, nonché il caso di commorienza [v. 4].

 

(3) La devoluzione dell’eredità a favore dei successori legittimi (l’aggettivo è riferito alla successione e non alla filiazione) si giustifica in ragione del fatto che essendo l’istituito un interdetto [v. 414 ss.] è a lui preclusa la possibilità di redigere un testamento [v. 591]. Se, però, prima dell’interdizione è stato redatto un valido testamento, si aprirà una successione testamentaria secondo la regola generale sancita nell’art. 457.

 

Il sostituito acquista il diritto ad accettare l’eredità solo al momento della morte dell’istituito: prima di tale momento egli non può accettare o rinunziare all’eredità né compiere alcun atto dispositivo.

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Per effetto della disposizione transitoria contenuta nell'art. 238, comma 2, l. 19 maggio 1975 n. 151 - a norma della quale sono salve le sostituzioni fedecommissarie anteriori alla data di entrata in vigore di essa legge - e per il principio del "favor testamenti", alla sostituzione fidecommissaria contenuta in un testamento redatto prima dell'entrata in vigore della riforma del diritto di famiglia, si applica l'art. 696 c.c. nella formulazione previgente, ancorché l'apertura della successione avvenga dopo l'abrogazione della medesima, e pertanto, ai sensi del comma 4 di detta norma, se il primo beneficiato rinunzi all'istituzione o non ne sia degno, o sia incapace a riceverla, o sia premorto al testatore e questi non modifichi o non revochi la disposizione a suo favore, l'eredità si devolve al sostituito.

Cassazione civile sez. II  28 giugno 2004 n. 11968  

 

Nella sostituzione fedecommissaria è implicita la sostituzione volgare, in virtù della quale ha luogo devoluzione della eredità al sostituito ogniqualvolta l'istituto fedecommissario non venga alla eredità per la sua premorienza; e ciò anche in presenza della nullità del fedecommesso.

Tribunale Vigevano  09 febbraio 1982

 

 

Imposta di registro

In ipotesi di sostituzione fedecommissaria, il contratto, con il quale l'erede istituito attribuisca al sostituito denaro od altri beni, dietro rinuncia di quest'ultimo ad ogni pretesa sull'eredità, implica per il disponente una contropartita economicamente rilevante, atteso che quella rinuncia, pur riguardando una mera aspettativa, è diretta a liberare i beni ereditari dai vincoli conseguenti al fedecommesso. Pertanto, al fine dell'imposta di registro, nel vigore del r.d. 30 dicembre 1923 n. 3269, l'indicato contratto non è tassabile come atto di liberalità, mentre resta al fine medesimo ininfluente, ai sensi degli art. 8 e 11 del predetto decreto, ogni questione sugli eventuali vizi di forma del contratto stesso e sulla sua eventuale nullità per contrasto con le norme che regolano il fedecommesso.

Cassazione civile sez. I  23 aprile 1981 n. 2390  

 

 

 

 



 
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