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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 700 codice civile: Facoltà di nomina e di sostituzione

Il testatore può nominare (1) uno o più esecutori testamentari e, per il caso che alcuni o tutti non vogliano o non possano accettare, altro o altri in loro sostituzione.

Se sono nominati più esecutori testamentari, essi devono agire congiuntamente, salvo che il testatore abbia diviso tra loro le attribuzioni, o si tratti di provvedimento urgente per la conservazione di un bene o di un diritto ereditario.

Il testatore può autorizzare l’esecutore testamentario a sostituire altri a se stesso, qualora egli non possa continuare nell’ufficio (2).


Commento

Esecutore testamentario: soggetto cui il testatore ha attribuito il compito di dare esecuzione alla volontà che risulta dal testamento [v. nota (1)].

 

Provvedimento urgente: provvedimento di natura cautelare volto ad assicurare la tutela in via provvisoria di un diritto per tutto il tempo necessario alla definizione di una controversia onde evitare che in questo lasso di tempo il diritto, possa essere pregiudicato irrimediabilmente (art. 700 c.p.c.).

 

(1) La legge non richiede particolari forme per la nomina. Tuttavia è opinione diffusa che nel caso in cui l’esecutore non sia stato nominato nello stesso testamento debba procedersi alla sua nomina in un atto che richiede la stessa forma del primo.

 

(2) La sostituzione è ammessa solo nel caso in cui ci sia obiettiva impossibilità per l’esecutore di continuare l’incarico, non anche quando questi non voglia. L’esecutore testamentario non può invece nominare un coadiutore.

 

Attraverso la nomina dell’esecutore testamentario, il testatore ha la possibilità di garantirsi una corretta attuazione delle disposizioni contenute nel testamento [v. 587].

 


Giurisprudenza annotata

Gestione di affari

L'elemento caratterizzante della gestione d'affari consiste nella spontaneità dell'intervento del gestore nella sfera giuridica altrui, in assenza di qualsiasi vincolo negoziale o legale. Tale requisito si rinviene non solo quando l'interessato sia nella materiale impossibilità di provvedere alla cura dei propri affari ma anche quando lo stesso non rifiuti, espressamente o tacitamente, tale ingerenza da parte del negotiorum gestor. (Nella fattispecie, La Corte ha ritenuto esistente la gestione d'affari, nell'amministrazione di un asse ereditario, da parte di un terzo, con l'assenso tacito degli eredi).

Cassazione civile sez. II  09 aprile 2008 n. 9269  

 

Il gestore di una comunione ereditaria ha diritto al rimborso delle spese necessarie od utili per la conservazione o il miglioramento dei beni comuni ma non può pretendere il pagamento dei debiti verso la massa da parte dei coeredi o legatari, in quanto l'obbligo di versamento, a loro carico, sorge al momento del giudizio di divisione e di resa nel conto e non nei confronti del gestore, privo del potere di rappresentanza della massa ereditaria.

Cassazione civile sez. II  09 aprile 2008 n. 9269  

 

 

Successioni

La gratuità dell'ufficio dell'esecutore testamentario nominato dal testatore, espressamente stabilita dall'art. 711 c.c. nonostante la probabile onerosità dell'attività, si giustifica con la possibilità per chi ne è investito di non accettare l'incarico, sottraendosi così ai relativi oneri, ovvero di espletarlo sopportandone le incombenze che vi sono connesse senza potere reclamare alcun compenso, a meno che questo non sia stato disposto dal testatore e salvo comunque il diritto di ripetere le spese sostenute per l'esercizio dell'ufficio.

Cassazione civile sez. II  30 agosto 2004 n. 17382  



 
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