Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 702 codice civile: Accettazione e rinunzia alla nomina

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



L’accettazione della nomina di esecutore testamentario o la rinunzia alla stessa deve risultare da dichiarazione fatta nella cancelleria del tribunale nella cui giurisdizione si è aperta la successione, e deve essere annotata nel registro delle successioni (1).

L’accettazione non può essere sottoposta a condizione o a termine.

L’autorità giudiziaria, su istanza di qualsiasi interessato, può assegnare all’esecutore un termine per l’accettazione, decorso il quale l’esecutore si considera rinunziante.

 
 

Commento

Esecutore testamentario: [v. 700].

 

Cancelleria: ufficio che svolge funzioni (prevalementemente burocratiche od amministrative) complementari rispetto all’organo giudiziario, penale, civile o amministrativo, cui si affianca.

 

Giurisdizione: in questo caso si intende la circoscrizione territoriale di competenza del tribunale (cd. circondario).

 

Registro delle successioni: registro in cui sono inseriti gli estremi degli atti e delle dichiarazioni previsti dalla legge e conseguenziali all’apertura della successione [v. 456] (ad es. dichiarazioni di accettazione con beneficio d’inventario, rinunzie etc.). Esso è tenuto presso la cancelleria di ogni tribunale.

 

Condizione e termine: sono elementi accidentali degli atti negoziali capaci di incidere sull’efficacia degli stessi. La condizione è caratterizzata dal fatto di avere ad oggetto un evento futuro ed incerto [v. 1353], il termine (di efficacia) invece ricorre quando l’evento sebbene futuro sia di certa realizzazione [v. 1353].

 

Autorità giudiziaria: autorità preposta all’esercizio della funzione giurisdizionale cioè di esecuzione della legge da parte di soggetti che si comportano come terzi imparziali.

 

(1) Comma così modificato ex art. 148, d.lgs. 19-2-1998, n. 51 (Giudice unico di primo grado), a decorrere dal 2-6-1999, ex art. 247, d.lgs. cit.

 

L’esecutore testamentario è un ufficio di natura volontaria, e in quanto tale presuppone l’accettazione del soggetto nominato per divenire efficace.

Giurisprudenza annotata

Successioni

La gratuità dell'ufficio dell'esecutore testamentario nominato dal testatore, espressamente stabilita dall'art. 711 c.c. nonostante la probabile onerosità dell'attività, si giustifica con la possibilità per chi ne è investito di non accettare l'incarico, sottraendosi così ai relativi oneri, ovvero di espletarlo sopportandone le incombenze che vi sono connesse senza potere reclamare alcun compenso, a meno che questo non sia stato disposto dal testatore e salvo comunque il diritto di ripetere le spese sostenute per l'esercizio dell'ufficio.

Cassazione civile sez. II  30 agosto 2004 n. 17382  

 

 

L'esecutore testamentario non acquista il possesso dei beni ereditari ipso iure con l'accettazione dell'incarico, dovendo richiederlo all'erede. Ove, pertanto, egli non sia in grado di entrare nel possesso dei beni ereditari - avvenga ciò per rifiuto dell'erede di procedere alla consegna dei beni stessi o per altre contestazioni dallo stesso sollevate - non può porsi a carico dell'esecutore l'impossibilità, dovuta a fatto a lui non imputabile, di esercitare le sue funzioni ed in tal caso il termine di un anno dalla dichiarazione di accettazione, previsto dall'art. 703 c.c., non potrà cominciare a decorrere se non dal momento in cui sarà cessata la causa dell'impedimento.

Cassazione civile sez. II  27 gennaio 1995 n. 995  

 

L'investitura dell'ufficio di esecutore testamentario è genericamente collegata ad una fattispecie complessa a formazione progressiva, rivestita da forme richieste "ad substantiam", sia per la nomina che per l'accettazione: ciò in armonia con il principio di solennità che informa le disposizioni in materia di successioni "mortis causa", per la necessità di assicurare un ambito di massima certezza per il grande rilievo economico attribuito dall'ordinamento al trasferimento dell'intero patrimonio dal "de cuius" ai suoi successori. Ne consegue che l'accettazione della nomina, ove non sia formalizzata a norma dell'art. 702 c.c., non comporta l'investitura dell'ufficio per il designato od esecutore testamentario.

Cassazione civile sez. II  27 aprile 1993 n. 4930  

 

L'investitura dell'ufficio di esecutore testamentario è geneticamente collegata ad una fattispecie complessa a formazione progressiva, rivestita da forme richieste ad substantiam, sia per la nomina che per l'accettazione: e ciò in armonia con il principio di solennità che informa le disposizioni in materia di successioni mortis causa, per la necessità di assicurare un ambito di massima certezza per il grande rilievo economico attribuito dall'ordinamento al trasferimento dell'intero patrimonio dal de cuius ai suoi successori. Ne consegue che l'accettazione della nomina ove non sia formalizzata a norma dell'art. 702 c.c. non comporta l'investitura dell'ufficio per il designato ad esecutore testamentario.

Cassazione civile sez. II  27 aprile 1993 n. 4930  



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