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Art. 704 codice civile: Rappresentanza processuale

Durante la gestione dell’esecutore testamentario, le azioni relative all’eredità devono essere proposte anche nei confronti dell’esecutore. Questi ha facoltà d’intervenire nei giudizi promossi dall’erede e può esercitare le azioni relative all’esercizio del suo ufficio.


Commento

La norma riconosce a favore dell’esecutore testamentario una duplice legittimazione processuale: una legittimazione spettantegli quale sostituto processuale, diretta al promuovimento di controversie relative a rapporti di cui l’esecutore testamentario non è titolare. Egli gode, inoltre, di una legittimazione autonoma con riferimento alle azioni relative al suo ufficio, cioè attinenti all’esercizio dei diritti e degli obblighi connessi all’incarico ricevuto.


Giurisprudenza annotata

Imposte

In tema d'imposta di successione, l'avviso di liquidazione dell'imposta principale può essere notificato al solo esecutore testamentario, qualora egli stesso abbia presentato la dichiarazione di successione; pertanto, i coeredi non possono lamentare la mancata conoscenza diretta dei criteri di valutazione dell'imponibile e di determinazione dell'imposta, oggetto del giudizio instaurato da costui contro l'avviso di liquidazione.

Cassazione civile sez. trib.  26 febbraio 2009 n. 4625  

 

 

Successione

L'ufficio di diritto privato dell'esecutore testamentario - cui l'art. 704 c.c. attribuisce la veste di litisconsorte necessario con l'erede nelle azioni concernenti l'eredità - viene a cessare con la morte della persona nominata, senza che ciò comporti l'interruzione del processo e la riassunzione nei confronti degli eredi dell'esecutore ovvero del custode dei beni ereditari successivamente nominato a tale incarico.

Cassazione civile sez. II  05 luglio 1996 n. 6143  

 

L'esecutore testamentario, mentre è titolare iure proprio delle azioni, relative all'esercizio del suo ufficio, che trovano il loro fondamento ed il loro presupposto sostanziale nel suo incarico di custode e di detentore dei beni ereditari ovvero nella gestione, con o senza amministrazione, della massa ereditaria, è soltanto legittimato processuale, a norma dell'art. 704 c.c., per quanto riguarda le azioni relative all'eredità, e cioè a diritti ed obblighi che egli non acquista o assume per sè, in quanto ricadenti direttamente nel patrimonio ereditario, pur agendo in nome proprio. In tale ultima ipotesi, in cui l'esecutore testamentario non è investito della legale rappresentanza degli eredi del de cuius, ma agisce in nome proprio, assume la figura di sostituto processuale, in quanto resiste a tutela di un diritto di cui sono titolari gli eredi, ma la sua chiamata in giudizio è necessaria ad integrare il contraddittorio.

Cassazione civile sez. lav.  18 agosto 1982 n. 4663  

 

Con riguardo al giudizio già pendente in vita del defunto, e nel quale questi faceva valere crediti verso terzi, la legittimazione (dopo la sua interruzione) spetta a norma dell'art. 110 c.p.c. esclusivamente agli eredi del defunto, senza alcuna deroga per l'ipotesi che sia nominato un esecutore testamentario (art. 700 c.c.), non rientrando tale controversia, volta ad incrementare l'attivo ereditario, tra le azioni relative all'ufficio dell'esecutore testamentario, accanto a quelle dirette ad accertare i diritti successori delle parti e ad individuare le persone alle quali l'esecutore deve consegnare i beni e rendere i conti.

Cassazione civile sez. III  22 marzo 1994 n. 2707  



 
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