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Art. 705 codice civile: Apposizione di sigilli e inventario

L’esecutore testamentario fa apporre i sigilli quando tra i chiamati all’eredità vi sono minori, assenti (1), interdetti (2) o persone giuridiche.

Egli in tal caso fa redigere l’inventario dei beni dell’eredità in presenza dei chiamati all’eredità o dei loro rappresentanti, o dopo averli invitati.


Commento

Interdetto: [v. 692]; Inventario: [v. 470].

 

Apposizione di sigilli: L’(—) è la procedura finalizzata alla sigillazione (artt. 752 ss. c.p.c.). Oggetto dei sigilli possono essere solo cose mobili, ma essi possono anche apporsi ai locali in cui si trovano le cose.

 

Minore: soggetto che non ha ancora compiuto il diciottesimo anno d’età, allo scadere del quale tutte le persone fisiche acquistano la piena capacità di agire. Essendo incapace d’agire, il (—) non può stipulare contratti, salvo talune eccezioni [v. 2].

 

Persona giuridica: complesso organizzato di persone e di beni, rivolto ad uno scopo, al quale la legge riconosce la personalità giuridica, automaticamente (come per le società di capitali) in presenza di determinate condizioni ovvero a seguito di provvedimento dell’autorità competente [v. Libro I, Titolo II].

 

(1) Nell’articolo in esame per assente deve intendersi semplicemente quella persona che si trovi momentaneamente lontana dal luogo di apertura della successione [v. 456] e sia, per questa ragione, incapace a provvedere ai propri interessi.

 

(2) La norma si riferisce alla sola interdizione giudiziale che costituisce una forma di tutela delle persone incapaci di intendere e volere.

 

L’obbligo di apposizione di sigilli e di redazione dell’inventario mira a tutelare quei soggetti che, per condizioni particolari, sono impossibilitati ad un acquisto immediato dell’eredità.


Giurisprudenza annotata

Imposte

In tema di imposta di successione, l'osservanza delle forme e dei termini per la redazione dell'inventario prescritto dall'art. 9, comma 2, d.lg. 31 ottobre 1990 n. 346, non risponde alla finalità di limitare la responsabilità patrimoniale degli eredi per i debiti del de cuius, ma a quella di fissare un sistema probatorio per la ricostruzione della consistenza dell'eredità devoluta: avuto riguardo a tale esigenza, nonché all'espresso richiamo degli art. 769 ss. c.p.c. da parte della norma in esame, l'inventario, per poter vincere la presunzione di esistenza di denaro, gioielli e mobilia nell'attivo ereditario, dev'essere quindi valido sostanzialmente e formalmente, e cioè dev'essere completo (ossia comprendere realmente tutti i beni facenti parte dell'attivo relitto), nonché redatto secondo il regime formale dettato in via generale per tutti gli inventari, ed in particolare per quelli del corrispondente tipo, onde quello afferente all'accettazione beneficiata dell'eredità dev'essere stato preceduto dall'adempimento della preventiva sigillazione, quando questa sia prescritta a pena d'invalidità dell'inventario.

Cassazione civile sez. trib.  07 luglio 2006 n. 15532  

 

In tema di imposta di successione, per superare la presunzione posta dall'art. 9, n. 2, d. lgs. 31 ottobre 1990 n. 346 (secondo cui «si considerano compresi nell'attivo ereditario denaro, gioielli e mobilia per un importo pari al dieci per cento del valore globale netto imponibile dell'asse ereditario [...] salvo che da inventario analitico redatto a norma degli art. 789 ss. c.p.c. non ne risulti la esistenza per un importo diverso») non assumono rilevanza inventari compilati e utilizzati a fini diversi da quelli indicati dall'art. 769 c.p.c. Deve, pertanto, trattarsi di inventario strumentale alla accettazione beneficiata dell'eredità e valido sostanzialmente e formalmente. Cioè deve essere completo, ossia comprendere realmente tutti i beni facenti parte dell'attivo ereditario e deve essere redatto secondo il regime formale dettato in via generale per tutti gli inventari, ed in particolare per quelli del corrispondente tipo, onde quello afferente all'accettazione beneficiata dell'eredità deve essere stato preceduto dall'adempimento della preventiva sigillazione, quando questa sia prescritta a pena d'invalidità dell'inventario. (Cassa Comm. trib. reg. Firenze 15 febbraio 2000 n. 108/99).

Cassazione civile sez. trib.  07 luglio 2006 n. 15532  

 

In tema di imposta di successione, l'apposizione dei sigilli, costituendo una fase indispensabile della procedura di formazione dell'inventario ed un requisito di validità del documento che lo incorpora soltanto nelle ipotesi tassativamente previste dalla legge (art. 705 c.c., art. 754 c.p.c.), non rappresenta, al di fuori delle predette ipotesi, un adempimento necessario ai fini della correttezza dell'inventario, e quindi del superamento della presunzione di cui all'art. 9, comma 2, d.lg. 31 ottobre 1990 n. 346, essendo normalmente sufficiente, affinché l'inventario risulti idoneo a vincere la predetta presunzione, che esso sia stato redatto in conformità degli art. 769 ss. c.p.c..

Cassazione civile sez. trib.  22 maggio 2006 n. 11993  



 
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