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Art. 709 codice civile: Conto della gestione

L’esecutore testamentario deve rendere il conto della sua gestione al termine della stessa, e anche spirato l’anno della morte del testatore, se la gestione si prolunga oltre l’anno.

Egli è tenuto, in caso di colpa, al risarcimento dei danni verso gli eredi e verso i legatari.

Gli esecutori testamentari, quando sono più rispondono solidalmente per la gestione comune.

Il testatore non può esonerare l’esecutore testamentario dall’obbligo di rendere il conto o dalla responsabilità della gestione.


Commento

Esecutore testamentario: [v. 700].

 

Colpa: responsabilità dovuta alla violazione dei doveri di diligenza, perizia, o prudenza nell’esercizio di un’attività o nell’adempimento di un dovere [v. 1229].

 

Solidarietà: vincolo tra una pluralità di soggetti attivi o passivi di un medesimo rapporto obbligatorio in forza del quale ciascun soggetto ha diritto di pretendere la prestazione per intero (cd. solidarietà attiva) o ha l’obbligo di eseguire la prestazione per intero (cd. solidarietà passiva) [v. 1292 ss.].

 

Esonero: dispensa dall’adempimento di un obbligo.

 

Il conto della gestione costituisce lo strumento attraverso il quale è possibile un controllo sulla correttezza della gestione affidata all’esecutore testamentario.

 


Giurisprudenza annotata

Separazione tra coniugi

Con riguardo alla modifica dei provvedimenti assunti dal presidente del tribunale ex art. 708 comma 3 c.p.c. (nel caso di specie concernenti il luogo di permanenza del figlio minore nei fine settimana destinati al padre e la determinazione del contributo al mantenimento della moglie) ove la parte lamenti errori di valutazione da parte del Presidente del Tribunale su fatti portati alla sua conoscenza, al fine di ottenerne la modifica la medesima dovrà proporre reclamo, entro il termine perentorio previsto dall'art. 708 comma 4 c.p.c., avanti alla Corte d'Appello, mentre laddove, affermi l'esistenza di circostanze sopravvenute o anche di fatti preesistenti di cui, però, si sia acquisita conoscenza successivamente, ovvero alleghi fatti emergenti da una successiva attività istruttoria, il rimedio previsto ex lege è quello di cui all'art. art. 709 ult. comma c.p.c.

Tribunale Roma sez. I  13 luglio 2011

 

 

Imposte

In tema d'imposta di successione, l'avviso di liquidazione dell'imposta principale può essere notificato al solo esecutore testamentario, qualora egli stesso abbia presentato la dichiarazione di successione; pertanto, i coeredi non possono lamentare la mancata conoscenza diretta dei criteri di valutazione dell'imponibile e di determinazione dell'imposta, oggetto del giudizio instaurato da costui contro l'avviso di liquidazione.

Cassazione civile sez. trib.  26 febbraio 2009 n. 4625  

 

 

Gestione di affari

L'elemento caratterizzante della gestione d'affari consiste nella spontaneità dell'intervento del gestore nella sfera giuridica altrui, in assenza di qualsiasi vincolo negoziale o legale. Tale requisito si rinviene non solo quando l'interessato sia nella materiale impossibilità di provvedere alla cura dei propri affari ma anche quando lo stesso non rifiuti, espressamente o tacitamente, tale ingerenza da parte del negotiorum gestor. (Nella fattispecie, La Corte ha ritenuto esistente la gestione d'affari, nell'amministrazione di un asse ereditario, da parte di un terzo, con l'assenso tacito degli eredi).

Cassazione civile sez. II  09 aprile 2008 n. 9269  

 

Il gestore di una comunione ereditaria ha diritto al rimborso delle spese necessarie od utili per la conservazione o il miglioramento dei beni comuni ma non può pretendere il pagamento dei debiti verso la massa da parte dei coeredi o legatari, in quanto l'obbligo di versamento, a loro carico, sorge al momento del giudizio di divisione e di resa nel conto e non nei confronti del gestore, privo del potere di rappresentanza della massa ereditaria.

Cassazione civile sez. II  09 aprile 2008 n. 9269  

 

 

Successione

A norma dell'art. 709 c.c., l'esecutore testamentario è tenuto al rendiconto, quando la gestione si protrae oltre l'anno dalla morte del testatore, indipendentemente dal compimento dell'anno di effettiva gestione.

Cassazione civile sez. II  16 aprile 1984 n. 2455  



 
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