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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 71 codice civile: Estinzione dei diritti spettanti alla persona di cui si ignora l’esistenza

Le disposizioni degli articoli precedenti non pregiudicano la petizione di eredità né gli altri diritti spettanti alla persona di cui s’ignora l’esistenza o ai suoi eredi o aventi causa, salvi gli effetti della prescrizione o dell’usucapione.

La restituzione dei frutti non è dovuta se non dal giorno della costituzione in mora.


Commento

Prescrizione: [v. 2934]; Usucapione: [v. Libro III, Titolo VIII, Capo II, Sez. III]; Frutti: [v. 820]; Costituzione in mora: [v. 1282].


Giurisprudenza annotata

Comunione e condominio

La formazione del regolamento condominiale è soggetta al requisito della forma scritta "ad substantiam", desumendosi la prescrizione di tale requisito formale, sia dalla circostanza che l'art. 1138, ultimo comma, c.c. prevedeva (nel vigore dell'ordinamento corporativo) la trascrizione del regolamento nel registro già prescritto dall'art. 71 disp. att. c.c., sia dalla circostanza che, quanto alle clausole del regolamento che abbiano natura soltanto regolamentare (e siano perciò adottabili a maggioranza), trova applicazione il comma 7 dell'art. 1136 c.c., che prescrive la trascrizione delle deliberazioni in apposito registro tenuto dall'amministratore (onde anche la deliberazione di approvazione di tale regolamento per poter essere trascritta deve essere redatta per iscritto), mentre, quanto alle clausole del regolamento che abbiano natura contrattuale, l'esigenza della forma scritta è imposta dalla circostanza che esse incidono, costituendo oneri reali o servitù, sui diritti immobiliari dei condomini sulle loro proprietà esclusive o sulle parti comuni oppure attribuiscono a taluni condomini diritti di quella natura maggiori di quelli degli altri condomini. Ne discende che il requisito della forma scritta "ad substantiam" (che non può intendersi, d'altro canto, stabilito "ad probationem", poiché quando sia necessaria la forma scritta, la scrittura costituisce elemento essenziale per la validità dell'atto, in difetto di disposizione che ne preveda la rilevanza solo sul piano probatorio) deve reputarsi necessario anche per le modificazioni del regolamento di condominio, perché esse, in quanto sostitutive delle clausole originarie del regolamento, non possono non avere i medesimi requisiti delle clausole sostituite, dovendosi, conseguentemente, escludere la possibilità di una modifica per il tramite di comportamenti concludenti dei condomini.

Cassazione civile sez. II  16 settembre 2004 n. 18665

 

 

Filiazione

Il principio che quando la legge prevede l'intervento obbligatorio del p.m., è sufficiente che lo stesso sia informato del procedimento e posto in grado di parteciparvi, trova applicazione anche nel procedimento di ammissibilità dell'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale, con la conseguenza che l'anzidetta esigenza è osservata quando al p.m. sia stata data comunicazione del ricorso introduttivo e del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza ancorché lo stesso non intervenga alle udienze e non formuli conclusioni. Nè al riguardo osta il disposto dell'art. 738, comma 2 c.p.c., il quale prevede che venga sentito il p.m. (per cui il parere del p.m. è un atto doveroso che non può essere omesso), in quanto quest'ultima disposizione (al pari di quella del successivo art. 740) pur essendo compresa fra quelle comuni ai procedimenti camerali, riguarda soltanto la giurisdizione volontaria e non il procedimento camerale previsto dall'art. 274 che ha natura contenziosa.

Cassazione civile sez. I  27 aprile 1985 n. 2742  

 

 

Espropriazione

Il risarcimento del danno spettante al proprietario di un fondo, a seguito della perdita del diritto dominicale su una porzione del medesimo per effetto della sua occupazione ed irreversibile acquisizione nella realizzazione di opera pubblica, non può includere il rimborso delle spese occorrenti per la recinzione dell'area residua, ove non si deduca e dimostri che tale recinzione si renda necessaria a causa di detta opera pubblica, in relazione ad una modificazione dello stato dei luoghi, che implichi il pericolo di immissioni nuove o più gravi di quelle originarie, non altrimenti prevenibili.

Cassazione civile sez. I  30 luglio 1984 n. 4553  



 
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