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Art. 723 codice civile: Resa dei conti

Dopo la vendita, se ha avuto luogo, dei mobili e degli immobili si procede ai conti che i condividenti si devono rendere, alla formazione dello stato attivo e passivo dell’eredità e alla determinazione delle porzioni ereditarie e dei conguagli o rimborsi che si devono tra loro i condividenti.


Commento

Vendita: [v. 1470]; Bene mobile e immobile: [v. 812].

 

Resa dei conti: consiste nella determinazione dei crediti e debiti di ciascun condividente derivanti da atti di godimento separato e da atti di amministrazione relativi a beni comuni.

 

Attivo e passivo ereditario: rispettivamente, complesso dei beni e dei crediti (cd. attivo ereditario) e complesso dei debiti (cd. passivo ereditario) facenti capo al defunto al momento della sua morte.

 

Porzioni ereditarie: quote di eredità spettanti a ciascun coerede.

 

Conguagli: versamenti che deve effettuare nella massa ereditaria e a favore degli altri condividenti il coerede che ha contratto dei debiti nella gestione dei beni ereditari nel tempo che precede la divisione.

 

Rimborsi: prelievi a carico della massa ereditaria cui ha diritto il coerede che ha effettuato miglioramenti sui beni ereditari durante la gestione nella fase che precede la divisione.

 

 


Giurisprudenza annotata

Divisione

Il coerede che abbia goduto in via esclusiva dei beni ereditari è obbligato, agli effetti dell'art. 723 cod. civ., per il fatto oggettivo della gestione, sia al rendiconto che a corrispondere i frutti agli altri eredi a decorrere dalla data di apertura della successione (o dalla data posteriore in cui abbia acquisito il possesso dei beni stessi), senza che abbia rilievo la sua buona o mala fede (nella specie, indipendentemente, quindi, dalla conoscenza della falsità del testamento), non trovando applicazione, in tal caso, gli artt. 535 e 1150 cod. civ. Rigetta, App. Catania, 16/08/2007

Cassazione civile sez. II  31 gennaio 2014 n. 2148

 

La domanda di rendimento del conto (nella specie, tra coeredi) include la domanda di condanna al pagamento delle somme che risultano dovute, in quanto il rendiconto, ai sensi degli artt. 263, secondo comma, e 264, terzo comma, cod. proc. civ., è finalizzato proprio all'emissione di titoli di pagamento. Ne consegue che non viola l'art. 112 cod. proc. civ. il giudice che, pur senza un'espressa domanda al riguardo, condanni chi rende il conto alla corresponsione delle somme dovute. Rigetta, App. Catania, 16/08/2007

Cassazione civile sez. II  31 gennaio 2014 n. 2148

 

In tema di divisione ereditaria, e quindi di scioglimento della comunione tra coeredi, onde determinare il valore dell'asse ereditario - e quindi crediti e contro-crediti, prove, documentazioni, comportamenti, detrazioni, estinzioni e compensazioni - è corretto applicare, nel processo pendente, la sentenza emessa, tra le medesime parti processuali, in altro processo anteriore e passata in giudicato. Pertanto deve ritenersi legittima la sentenza con cui, accertata la cosa giudicata su un punto ritenuto decisivo anche per un processo posteriormente incardinato, si stabilisca di procedere preliminarmente alla formazione della massa ereditaria al tempo dell'apertura della successione per, successivamente, determinare le porzioni spettanti ai singoli condividenti: va, invece, cassata relativamente alle parti in cui l'indagine giudiziale svolta risulti insufficiente.

Cassazione civile sez. II  25 ottobre 2012 n. 18336  

 

Nell'ambito dei rapporti tra coeredi, la resa dei conti di cui all'art. 723 c.c., oltre che operazione inserita nel procedimento divisorio, può anche costituire un obbligo a sé stante, fondato — così come avviene in qualsiasi situazione di comunione — sul presupposto della gestione di affari altrui condotta da uno dei partecipanti; ne consegue che l'azione di rendiconto può presentarsi anche distinta ed autonoma rispetto alla domanda di scioglimento della comunione pur se le due domande abbiano dato luogo ad un unico giudizio, sicché le medesime possono essere scisse e decise senza reciproci condizionamenti.

Cassazione civile sez. II  30 dicembre 2011 n. 30552  

 

 

Successioni

La petizione di eredità e l'azione di accertamento della qualità di erede differiscono tra loro in quanto, pur condividendo l'accertamento della qualità ereditaria, la prima è azione necessariamente recuperatoria, volta ad ottenere la restituzione dei beni ereditari da chi li possegga a titolo di erede o senza titolo, mentre l'altra è azione essenzialmente dichiarativa, eventualmente corredata da domanda accessoria di condanna non attinente alla restituzione dei beni ereditari. Pertanto, l'azione di accertamento della qualità di coerede, proposta nei confronti di chi possegga i beni ereditari a titolo di erede, corredata dalla domanda di rendiconto della gestione e corresponsione dei relativi frutti, non integra "petitio hereditatis", ma costituisce azione di accertamento con domanda accessoria di condanna. Rigetta, App. Catania, 16/08/2007

Cassazione civile sez. II  31 gennaio 2014 n. 2148



 
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