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Art. 724 codice civile: Collazione e imputazione

I coeredi tenuti a collazione, a norma del capo II di questo titolo, conferiscono tutto ciò che è stato loro donato.

Ciascun erede (1) deve imputare alla sua quota le somme di cui era debitore verso il defunto e quelle di cui è debitore verso i coeredi in dipendenza dei rapporti di comunione (2).


Commento

Collazione: [v. 737].

 

Imputazione: riduzione della propria quota ereditaria in misura pari ai debiti che il coerede ha verso il defunto o verso gli altri coeredi.

 

(1) È tenuto all’imputazione anche il legittimario [v. 536] pretermesso, ossia non contemplato nel testamento, ma solo se il giudice chiamato a intervenire con l’azione di riduzione [v. 553] gli ha dato ragione.

 

(2) In tal modo il coerede partecipa direttamente alla divisione, riducendo la sua quota per un valore corrispondente all’importo del debito.


Giurisprudenza annotata

Divisione

Qualora la donazione di danaro fatta in vita dal "de cuius" sia dichiarata nulla, la relativa somma diviene oggetto di un credito dal "de cuius" verso l'erede donatario, alla cui quota la somma stessa deve essere imputata, a norma dell'art. 724, secondo comma, cod. civ. Cassa con rinvio, App. Lecce, 09/07/2007

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2014 n. 20633  

 

Nel giudizio di divisione ereditaria, qualora l'attore - nel replicare alla domanda riconvenzionale di collazione proposta dal convenuto - deduca la nullità di altra donazione, effettuata dal "de cuius" in favore di costui, formula non già una mera precisazione della domanda, bensì un'eccezione di merito in senso proprio, che, come tale, deve essere proposta non con la memoria assertiva di cui al quinto comma dell'art. 183 cod. proc. civ. (nel testo applicabile "ratione temporis", anteriore alla novella di cui all'art. 2, comma 3, lettera c-ter, del d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni in legge 14 maggio 2005, n. 80), bensì entro l'udienza di trattazione, ai sensi del quarto comma del medesimo articolo. Cassa con rinvio, App. Roma, 09/05/2006

Cassazione civile sez. II  27 settembre 2013 n. 22274  

 

La collazione presuppone l'esistenza di una comunione ereditaria e, quindi, di un asse da dividere, mentre, se l'asse é stato esaurito con donazioni o con legati, o con le une e con gli altri insieme, sicché viene a mancare un "relictum" da dividere, non vi è luogo a divisione e, quindi, neppure a collazione, salvo l'esito dell'eventuale azione di riduzione. Cassa e decide nel merito, App. Trento, 13/07/2006

Cassazione civile sez. II  14 giugno 2013 n. 15026  

 

In tema di scioglimento della comunione, il criterio dell'assegnazione di porzioni eguali mediante estrazione a sorte di cui all'art. 729 c.c., deve ritenersi derogabile quando il sorteggio possa comportare un frazionamento antieconomico, come nel caso in cui un bene oggetto della comunione medesima sia collegato economicamente ad altro bene a essa estraneo, già appartenente a uno dei condividenti o, più in generale, ogniqualvolta il sorteggio possa comportare un frazionamento antieconomico dei beni già comuni o presenti degli inconvenienti che devono essere opportunamente valutati in virtù di valutazioni prettamente discrezionali dal giudice del merito, le quali risultano incensurabili in sede di legittimità, ove la motivazione sia scevra da vizi logici e giuridici.

Cassazione civile sez. II  08 febbraio 2013 n. 3140  

 

Gli art. 752 e 754 c.c. regolando, rispettivamente, la ripartizione dei debiti ereditari tra gli eredi e il pagamento di tali debiti da parte dei coeredi, disciplinano i rapporti tra coeredi, da un lato, e creditori del "de cuius", dall'altro, tra i quali ultimi non rientra il coerede che vanti un credito nei confronti del "de cuius"; né a tale credito consegue un diritto al prelevamento, ai sensi dell'art. 725 c.c., riguardando piuttosto, quest'ultima norma, in combinato con l'art. 724, comma 2, c.c., la definizione dei rapporti obbligatori tra coeredi in dipendenza della situazione di comunione. Nondimeno, il medesimo credito del coerede verso il "de cuius", e quindi verso la massa, può essere fatto valere, per ragioni di economia processuale, nello stesso giudizio di scioglimento della comunione ereditaria mediante imputazione alle quote degli altri coeredi, trattandosi di rapporto obbligatorio avente comunque la sua collocazione e la sua tutela nell'ambito della vicenda successoria, la quale ha dato luogo alla comunione ereditaria.

Cassazione civile sez. II  24 agosto 2012 n. 14629



 
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