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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 730 codice civile: Deferimento delle operazioni a un notaio

Le operazioni indicate negli articoli precedenti possono essere, col consenso di tutti i coeredi, deferite a un notaio (1). La nomina di questo, in mancanza di accordo, è fatta con decreto dal trbunale del luogo dell’aperta successione (2) (3).

Qualora sorgano contestazioni nel corso delle operazioni, esse sono riservate e rimesse tutte insieme alla cognizione dell’autorità giudiziaria competente, che provvede con unica sentenza (3).


Commento

Apertura della successione: [v. 456].

 

Notaio: pubblico ufficiale cui la legge attribuisce il compito di ricevere atti, sia tra vivi che di ultima volontà, allo scopo di attribuire loro pubblica fede [v. nota (3)].

 

(1) Ogni contestazione relativa alla divisione viene rimessa all'autorità giudiziaria.

 

(2) Comma così modificato ex art. 144, d.lgs. 19-2-1998, n. 51 (Giudice unico di primo grado), a decorrere dal 2-6-1999, ex art. 247, d.lgs. cit.

 

(3) La norma si riferisce all’ipotesi della divisione amichevole o stragiudiziale [v. 713] e presuppone l’unanime consenso dei condividenti in ordine al deferimento delle operazioni divisorie ad un notaio.

 


Giurisprudenza annotata

Divisione

Il procedimento di volontaria giurisdizione, che il notaio, delegato alle operazioni divisionali di comunione ereditaria, promuova con ricorso al presidente del tribunale, per superare difficoltà insorte nel corso delle operazioni medesime (nella specie, rifiuto di trascrizione del relativo verbale da parte del conservatore dei registri immobiliari), si trasforma in procedimento contenzioso, ove insorgano questioni sui diritti dei coeredi, e, pertanto, in tale evenienza, deve svolgersi in contraddittorio di tutti i condividenti e deve essere definito con sentenza, impugnabile nei modi ordinari.

Cassazione civile sez. II  12 febbraio 1988 n. 1520  



 
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