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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 738 codice civile: Limiti della collazione per il coniuge

Non sono soggetti a collazione le donazioni di modico valore fatte al coniuge (1).


Commento

Collazione: [v. 737].

 

Donazione di modico valore: è la donazione [v. 769] che non incide in maniera apprezzabile sul patrimonio del donante, tenuto conto delle sue condizioni economiche [v. 783].

 

(1) Rubrica e articolo così sostituiti ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 202) (Riforma del diritto di famiglia).

 

La norma, nel sottrarre le donazioni di modico valore tra coniugi alla collazione [v. 737], mira a salvaguardare la sfera dei rapporti coniugali.

 


Giurisprudenza annotata

Divisione

Non è da escludersi la collazione in quanto riferibile a beni donati prima del secondo matrimonio. La porzione disponibile e la quota di legittima si determinano facendo riferimento alla massa di tutti i beni di proprietà del "de cuius" al momento della morte (al netto dei debiti) cui va aggiunto il valore dei beni donati in vita dal defunto.

Cassazione civile sez. II  20 gennaio 2009 n. 1373  

 

 

Giudizio di rinvio in materia civile

Nell'ipotesi di cassazione con rinvio disposta ai sensi dell'art. 383 c.p.c. per erronea qualificazione o valutazione giuridica del fatto accertato dal giudice del merito, tutte le questioni che potevano o dovevano essere prospettate in sede di legittimità, o essere rilevate di ufficio, debbono intendersi implicitamente decise in via definitiva dalla Corte Suprema, quale presupposto necessario ed inderogabile della sua pronunzia, con la conseguente preclusione alla proposizione ed all'esame di tali questioni nel giudizio di rinvio, in quanto dirette a porre nel nulla od a limitare gli effetti della suindicata pronunzia, in contrasto con il principio della loro intangibilità. Pertanto, se la sentenza della Corte Suprema, ha affermato la validità di una donazione effettuata dal "de cuius" in favore di un figlio naturale, anche per la parte eccedente la sua quota di legittimità, è riconosciuto al medesimo il diritto di esercitare senza limitazioni la scelta prevista dall'art. 746 c.c., non sono deducibili nel giudizio di rinvio, ne esaminabili dal giudice, questioni intese a privare il donatario di quella facoltà di scelta.

Cassazione civile sez. II  23 aprile 1981 n. 2416  

 



 
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