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Art. 746 codice civile: Collazione d’immobili

La collazione di un bene immobile si fa o col rendere il bene in natura o con l’imputarne il valore alla propria porzione, a scelta di chi conferisce.

Se l’immobile è stato alienato o ipotecato, la collazione si fa soltanto con l’imputazione.


Commento

Collazione: [v. 737]; Bene immobile: [v. 812]; Ipoteca: [v. 2808].

 

Collazione in natura: si effettua mediante assegnazione dello stesso bene oggetto di donazione [v. 769] alla comunione ereditaria.

 

Collazione per imputazione: si effettua attraverso una restituzione alla comunione ereditaria [v. 713] dell’equivalente in danaro, avuto riguardo al valore che il bene aveva al momento dell’apertura della successione [v. 747].

 

Nell’ipotesi di collazione di immobili il legislatore ha riservato al coerede obbligato la scelta circa le modalità della collazione. Tuttavia, nel caso di bene alienato o ipotecato il legislatore prevede che la collazione debba farsi esclusivamente con l’imputazione.


Giurisprudenza annotata

Divisione

La cessione gratuita di quote di una cooperativa edilizia finalizzata all'assegnazione dell'alloggio in favore del cessionario può integrare una donazione indiretta dell'alloggio stesso, soggetta alla morte del donante a collazione ereditaria ai sensi dell'art. 746 c.c.

Cassazione civile sez. II  03 gennaio 2014 n. 56  

 

In tema di scioglimento della comunione, il criterio dell'assegnazione di porzioni eguali mediante estrazione a sorte di cui all'art. 729 c.c., deve ritenersi derogabile quando il sorteggio possa comportare un frazionamento antieconomico, come nel caso in cui un bene oggetto della comunione medesima sia collegato economicamente ad altro bene a essa estraneo, già appartenente a uno dei condividenti o, più in generale, ogniqualvolta il sorteggio possa comportare un frazionamento antieconomico dei beni già comuni o presenti degli inconvenienti che devono essere opportunamente valutati in virtù di valutazioni prettamente discrezionali dal giudice del merito, le quali risultano incensurabili in sede di legittimità, ove la motivazione sia scevra da vizi logici e giuridici.

Cassazione civile sez. II  08 febbraio 2013 n. 3140

 

In base all'art. 746 c.c., la collazione di un bene immobile si fa col rendere il bene in natura o con l'imputarne il valore alla propria porzione a scelta di chi conferisce, senza che ai coeredi sia data la possibilità di opporsi a tale scelta, essa costituendo esercizio di un diritto potestativo da parte del coerede legittimo beneficiario della donazione.

Tribunale Tivoli  16 novembre 2010 n. 1575  

 

Nel giudizio di divisione ereditaria, una volta che il condividente donatario abbia optato per la collazione per imputazione - che si differenzia da quella in natura per il fatto che i beni già oggetto di donazione rimangono di proprietà del medesimo condividente - la somma di denaro corrispondente al valore del bene donato, quale accertato con riferimento alla data di apertura della successione, viene sin da quel momento a far parte della massa ereditaria in sostituzione del bene donato, costituendo in tal modo ab origine un debito di valuta a carico del donatario cui si applica il principio nominalistico; ne consegue che anche gli interessi legali vanno rapportati a tale valore e decorrono dal medesimo momento.

Cassazione civile sez. II  23 ottobre 2008 n. 25646  

 

In presenza di donazioni fatte in vita dal "de cuius", la collazione ereditaria - in entrambe le forme previste dalla legge, per conferimento del bene in natura ovvero per imputazione - è uno strumento giuridico volto alla formazione della massa ereditaria da dividere al fine di assicurare l'equilibrio e la parità di trattamento tra i vari condividenti, così da non alterare il rapporto di valore tra le varie quote, da determinarsi, in relazione alla misura del diritto di ciascun condividente, sulla base della sommatoria del relictum e del donatum al momento dell'apertura della successione, e quindi garantire a ciascuno degli eredi la possibilità di conseguire una quantità di beni proporzionata alla propria quota. Ne consegue che l'obbligo della collazione sorge automaticamente a seguito dell'apertura della successione (salva l'espressa dispensa da parte del "de cuius" nei limiti in cui sia valida) e che i beni donati devono essere conferiti indipendentemente da una espressa domanda dei condividenti, essendo sufficiente a tal fine la domanda di divisione e la menzione in essa dell'esistenza di determinati beni, facenti parte dell'asse ereditario da ricostruire, quali oggetto di pregressa donazione. Incombe in tal caso sulla parte che eccepisca un fatto ostativo alla collazione l'onere di fornirne la prova nei confronti di tutti gli altri condividenti.

Cassazione civile sez. II  18 luglio 2005 n. 15131  



 
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