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Art. 747 codice civile: Collazione per imputazione

La collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell’immobile al tempo dell’aperta successione.


Commento

Collazione per imputazione: [v. 746]; Apertura della successione: [v. 456].

 

La norma in esame si preoccupa di stabilire il momento cui deve farsi riferimento per determinare il valore del bene immobile ai fini della collazione per imputazione. Tale momento si identifica con quello dell’apertura della successione.


Giurisprudenza annotata

Divisione

Ai sensi dell’art. 556 c.c., per determinare la quota disponibile del patrimonio del “de cuius” e, conseguentemente, anche quella di riserva spettante all’erede legittimario, deve prima ricostruirsi l’asse ereditario mediante la concretazione e la stima dei beni che ne fanno parte (e la individuazione delle eventuali poste passive del patrimonio stesso), procedendo, nel caso che gli eredi siano stati beneficiati dal testatore con eventuali donazioni, alla riunione fittizia dei beni oggetto di tali liberalità, secondo il valore determinato in base agli artt. 747 e 750 c.c.; sul patrimonio così ricostruito si deve poi calcolare, ai sensi degli artt. 537 e ss. c.c., la quota di cui il defunto poteva disporre. In particolare, nell’ipotesi di acquisto di un immobile con denaro proprio del disponente ed intestazione ad altro soggetto, che il disponente medesimo intenda in tal modo beneficiare, con la sua adesione, la compravendita costituisce strumento formale per il trasferimento del bene ed il corrispondente arricchimento del patrimonio del destinatario, e, quindi, integra donazione indiretta del bene stesso, non del denaro. Pertanto, in caso di collazione, secondo le previsioni dell’art. 737 c.c., il conferimento deve avere ad oggetto l’immobile, non il denaro impiegato per il suo acquisto. (Nella specie, il Trib. ha accolto la domanda di riduzione proposta dall’attore, pretermesso dall’eredità, condannando il convenuto a corrispondergli una somma, a titolo di indennità di occupazione degli immobili facenti parte dell’asse ereditario, oltre alle somme maturande sino al momento di cessazione dell’occupazione esclusiva degli immobili stessi).

Tribunale Lucca  03 luglio 2013 n. 791  

 

In tema di scioglimento della comunione, il criterio dell'assegnazione di porzioni eguali mediante estrazione a sorte di cui all'art. 729 c.c., deve ritenersi derogabile quando il sorteggio possa comportare un frazionamento antieconomico, come nel caso in cui un bene oggetto della comunione medesima sia collegato economicamente ad altro bene a essa estraneo, già appartenente a uno dei condividenti o, più in generale, ogniqualvolta il sorteggio possa comportare un frazionamento antieconomico dei beni già comuni o presenti degli inconvenienti che devono essere opportunamente valutati in virtù di valutazioni prettamente discrezionali dal giudice del merito, le quali risultano incensurabili in sede di legittimità, ove la motivazione sia scevra da vizi logici e giuridici.

Cassazione civile sez. II  08 febbraio 2013 n. 3140  

 

Nel giudizio di divisione ereditaria, una volta che il condividente donatario abbia optato per la collazione per imputazione - che si differenzia da quella in natura per il fatto che i beni già oggetto di donazione rimangono di proprietà del medesimo condividente - la somma di denaro corrispondente al valore del bene donato, quale accertato con riferimento alla data di apertura della successione, viene sin da quel momento a far parte della massa ereditaria in sostituzione del bene donato, costituendo in tal modo ab origine un debito di valuta a carico del donatario cui si applica il principio nominalistico; ne consegue che anche gli interessi legali vanno rapportati a tale valore e decorrono dal medesimo momento.

Cassazione civile sez. II  23 ottobre 2008 n. 25646  

 

 

Successione

Per verificare se vi è stata lesione della quota legittima e l'entità della stessa, è necessario determinare il valore della massa ereditaria e quello, quindi, della quota disponibile e della quota di riserva che della massa ereditaria costituiscono una frazione, procedendo, anzitutto, alla formazione della massa dei beni relitti e alla determinazione del loro valore all'atto dell'apertura della successione, alla detrazione dal relictum dei debiti da valutare con riferimento alla stessa data, alla riunione fittizia (cioè con operazione meramente contabile) tra attivo netto e donatum, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (art. 747 e 750 c.c., rispettivamente relativi ai beni immobili e ai beni mobili) e con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.), calcolando poi la quota disponibile e la quota legittima sulla massa risultante dalla somma del valore del relictum al netto e del valore del donatum e imputando, infine, le liberalità fatte al legittimario con conseguente diminuzione in concreto della quota a esso spettante.

Tribunale Salerno  17 aprile 2008 n. 1038

 

A tal fine, occorre procedere alla formazione del compendio dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell'apertura della successione; quindi, alla detrazione dal relictum dei debiti, da valutare con riferimento alla stessa data; e, ancora, alla riunione fittizia, cioè meramente contabile, tra attivo netto e donatum, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare, in relazione ai beni immobili ed ai beni mobili, secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (art. 747 e 750 c.c.) e, con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.). Devono calcolarsi, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma tra il valore del relictum al netto ed il valore del donatum ed imputarsi, infine, le liberalità fatte al legittimario, con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (art. 564 c.c.).

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2012 n. 12919

 

Ai fini della determinazione della quota di eredità riservata al legittimario, il valore dell'asse ereditario residuo e dei beni donati in vita dal de cuius va calcolato al momento dell'apertura della successione; a tal fine, l'inizio di un procedimento di trasformazione urbanistica è di per sé sufficiente ad incidere sul valore di mercato di un immobile compreso nell'area oggetto dello strumento urbanistico, risultando invece irrilevanti le vicende successive quali la mancata approvazione o la modificazione dello strumento stesso da parte del Comune. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva calcolato il valore di un immobile donato tenendo presente l'incremento conseguente alla mutazione di destinazione, da agricola a industriale, in conseguenza di un piano per gli insediamenti produttivi già adottato al momento di apertura della successione ma approvato solo successivamente).

Cassazione civile sez. II  24 novembre 2009 n. 24711  



 
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