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Art. 751 codice civile: Collazione del danaro

La collazione (1) del danaro donato si fa prendendo una minore quantità del danaro che si trova nell’eredità, secondo il valore legale della specie donata o di quella ad essa legalmente sostituita all’epoca dell’aperta successione (2).

Quando tale danaro non basta e il donatario non vuole conferire altro danaro o titoli dello Stato, sono prelevati mobili o immobili ereditari, in proporzione delle rispettive quote (3).


Commento

Collazione: [v. 737]; Apertura della successione: [v. 456]; Bene mobile e immobile: [v. 812].

 

(1) La disposizione in esame prevede quale modo normale della collazione del danaro quello dell’imputazione. Trattandosi di un’obbligazione pecuniaria, l’erede dovrà imputare alla sua quota l’identica somma di danaro che ha costituito oggetto di donazione, con notevole vantaggio quando si tratti di donazioni assai risalenti nel tempo.

 

(2) L’ipotesi di acquisto di un immobile con denaro del donante e intestazione a favore del donatario realizza una donazione indiretta [v. 809] non del denaro ma dell’immobile, che il beneficiario dovrà imputare alla propria quota.

 

(3) Se il danaro esistente nell’eredità non è sufficiente a parificare la posizione degli altri coeredi rispetto al coerede tenuto a collazione, il donatario può scegliere se conferire altro danaro o titoli di Stato o consentire agli altri coeredi di prelevare beni mobili o immobili dall’eredità per un valore corrispondente alle somme di danaro oggetto di donazione.

 

Funzione della norma è permettere che la quota di ciascun coerede sia composta anche di denaro e realizzare l’uguaglianza delle porzioni [v. 725].

 


Giurisprudenza annotata

Successione

A tal fine, occorre procedere alla formazione del compendio dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell'apertura della successione; quindi, alla detrazione dal relictum dei debiti, da valutare con riferimento alla stessa data; e, ancora, alla riunione fittizia, cioè meramente contabile, tra attivo netto e donatum, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare, in relazione ai beni immobili ed ai beni mobili, secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (art. 747 e 750 c.c.) e, con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.). Devono calcolarsi, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma tra il valore del relictum al netto ed il valore del donatum ed imputarsi, infine, le liberalità fatte al legittimario, con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (art. 564 c.c.).

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2012 n. 12919  

 

E’ noto che per accertare la lesione di legittima è necessario determinare il valore della massa ereditaria e quello, quindi, della quota disponibile e della quota di legittima, che della massa ereditaria costituiscono una frazione, procedendo, anzitutto alla formazione della massa dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell'apertura della successione, alla detrazione dal “relictum” dei debiti da valutare con riferimento alla stessa data, alla riunione fittizia (cioè, con operazione meramente contabile) tra attivo netto e “donatum”, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione in base agli art. 747 e 750, c.c., rispettivamente relativi ai beni immobili ed ai beni mobili, e con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro ex art. 751, c.c., calcolando, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma del valore del “relictum” al netto, e del valore del “donatum”, imputando, infine, le liberalità fatte al legìttimario con la conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante.

Tribunale Bari sez. I  03 dicembre 2008 n. 2811  

 

Per verificare se vi è stata lesione della quota legittima e l'entità della stessa, è necessario determinare il valore della massa ereditaria e quello, quindi, della quota disponibile e della quota di riserva che della massa ereditaria costituiscono una frazione, procedendo, anzitutto, alla formazione della massa dei beni relitti e alla determinazione del loro valore all'atto dell'apertura della successione, alla detrazione dal relictum dei debiti da valutare con riferimento alla stessa data, alla riunione fittizia (cioè con operazione meramente contabile) tra attivo netto e donatum, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (art. 747 e 750 c.c., rispettivamente relativi ai beni immobili e ai beni mobili) e con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.), calcolando poi la quota disponibile e la quota legittima sulla massa risultante dalla somma del valore del relictum al netto e del valore del donatum e imputando, infine, le liberalità fatte al legittimario con conseguente diminuzione in concreto della quota a esso spettante.

Tribunale Salerno  17 aprile 2008 n. 1038  

 

Per accertare la lesione di legittima è necessario determinare il valore della massa ereditaria e, quello quindi, della quota disponibile e della quota di legittima, che della massa ereditaria costituiscono una frazione, procedendo, anzitutto alla formazione della massa dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell'apertura della successione, della detrazione dal "relictum" dei debiti da valutare con riferimento alla stessa data, alla riunione fittizia (cioè, con operazione meramente contabile) tra attivo netto e "donatum", costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (art. 747 e 750 c.c., rispettivamente relativi ai beni immobili ed ai beni mobili) e con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.), calcolando, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma del valore del "relictum" al netto e del valore del "donatum" ed imputando, infine, le liberalità fatte al legittimatario con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (art. 564 c.c.).

Cassazione civile sez. II  01 dicembre 1993 n. 11873  



 
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