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Art. 756 codice civile: Esenzione del legatario dal pagamento dei debiti

Il legatario non è tenuto a pagare i debiti ereditari, salvo ai creditori l’azione ipotecaria sul fondo legato e l’esercizio del diritto di separazione (1); ma il legatario che ha estinto il debito di cui era gravato il fondo legato subentra nelle ragioni del creditore contro gli eredi (2).


Commento

Azione ipotecaria: azione che spetta al creditore ipotecario [v. 2808] per la soddisfazione del proprio credito. Con tale azione il creditore fa valere la sua pretesa a soddisfarsi sul ricavato della vendita [v. 1470] del bene ipotecato.

 

Diritto di separazione: diritto riconosciuto ai creditori e ai legatari del defunto di ottenere la separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede onde evitare il concorso con i creditori dell’erede [v. 512].

 

(1) La norma si riferisce alla separazione dei beni che formano oggetto di un legato di specie (relativo cioè ad un bene che si trovi individuato nel patrimonio del defunto), conformemente a quanto previsto dall’art. 513.

 

(2) La seconda parte della norma riconosce a favore del legatario che abbia pagato un debito del defunto il diritto di surrogarsi nelle ragioni del creditore soddisfatto [v. 1203].

 

La norma riconferma il principio secondo il quale i debiti ereditari sono unicamente a carico degli eredi, non dei legatari.


Giurisprudenza annotata

Successione

La disposizione testamentaria con cui il "de cuius" assegna a uno dei legittimari l'usufrutto generale sull'intero patrimonio ereditario, con esclusione del pagamento dei debiti ereditari, costituisce legato in sostituzione di legittima.

Corte appello Lecce  17 luglio 2012

 

Il coniuge superstite, al quale spetti l'usufrutto di una quota dell'eredità nel regime dell'art. 581 c.c. anteriore alle modifiche introdotte dall'art. 189 l. 19 maggio 1975 n. 151, (riforma del diritto di famiglia), assume, in virtù dell'intervenuta successione a titolo particolare, la qualità di legatario e, pertanto, a norma dell'art. 756 c.c., non può essere condannato al pagamento di debiti ereditari nei confronti dei creditori. Detto principio non trova parziale deroga nella disposizione di cui al comma 1 dell'art. 1010 c.c., la quale obbliga l'usufruttuario al pagamento della annualità e degli interessi dei debiti e dei legati da cui l'eredità sia gravata, in quanto tale obbligo opera esclusivamente nei rapporti interni tra usufruttuario stesso e successore nel debito ereditario.

Cassazione civile sez. II  17 marzo 1980 n. 1758

 

 

Donazione

Ai fini dell'esclusione della capacità di donare (art. 754) e della annullabilità di donazione fatta da soggetto incapace (art. 756 c.c.) deve escludersi la equiparazione della condizione e situazione giuridica dell'inabilitato a quella di colui nei cui confronti sia stato soltanto promosso il giudizio di inabilitazione anteriormente al compimento dell'atto impugnato, riferendosi le norme in questione con il termine "inabilitato" soltanto a chi sia stato dichiarato tale con sentenza, come risulta dalla "ratio" ispiratrice delle norme stesse correlata all'esigenza di tutelare con particolare rigore la posizione e gli interessi del donante (e dei suoi eredi e aventi causa) di cui sia stata accertata e dichiarata giudizialmente con la pronunzia di inabilitazione la parziale incapacità di provvedere alla cura dei propri interessi.

Cassazione civile sez. II  05 novembre 1990 n. 10605  



 
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