Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 76 codice civile: Computo dei gradi

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite (1).

Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all’altro parente, sempre restando escluso lo stipite (2).

Commento

Stipite: [v. 74].

Grado: rapporto più o meno stretto che unisce tra loro persone legate da vincoli di parentela [v. 74].

 

 

(1) Nel caso del rapporto fra nonno e nipote si contano tre generazioni (nonno-figlio-nipote) e quindi vi è una parentela di secondo grado.

(2) Nel rapporto fra zio e nipote si contano quattro generazioni (nipote-padre-nonno-zio) e quindi la parentela è di terzo grado.

Giurisprudenza annotata

Mandato e rappresentanza

Le comunicazioni che il mandatario deve effettuare al mandante, in esecuzione del mandato (ivi comprese quelle del difensore al suo assistito) non devono necessariamente avere la forma scritta né devono essere effettuate con formule particolari ovvero fornite di requisiti di professionalità. Ne consegue che, ai fini della comunicazione, salvo i casi in cui una forma determinata sia prescritta per legge o per espressa volontà delle parti, può essere impiegato qualsiasi strumento e qualsiasi forma, purché congrui in concreto a far apprendere compiutamente nel suo giusto significato il contenuto della dichiarazione. Ciò significa che tali comunicazioni ben possono essere anche verbali, né la natura ricettizia della stessa esclude tale forma. Ciò va affermato sulla base dell'applicabilità anche a tale tipo di comunicazione dei principi di cui all'art. 1335 c.c., che esprime un principio generale applicabile a tutte le dichiarazioni ricettizie.

Cassazione civile sez. III  16 gennaio 2013 n. 938  

 

 

Corte costituzionale

In relazione alle q.l.c. degli art. 4 comma 1 lett. b) n. 2 e 3 d.lg. 23 dicembre 1998 n. 504, e 1 comma 2 l. 3 agosto 1998 n. 288, censurati in riferimento agli art. 23, 53 e 76 cost., va rigettata l’eccezione di inammissibilità delle stesse per insufficiente descrizione della fattispecie oggetto del giudizio principale, in quanto la stessa può ricavarsi dalla lettura dell'ordinanza di rimessione.

Corte Costituzionale  26 ottobre 2007 n. 350

 

 



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